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American Gangster
Ridley Scott, Russel Crowe e Denzel Washington, insieme
locandina american gangster con denzel washington e russel croweAspettavo l’uscita di questo film con impazienza da diversi mesi. Probabilmente non solo io, visto che la sala era piena e mi è toccato un posto nella (..maledetta) seconda fila.
Se nello stesso film ci sono due attori del calibro di Denzel Washington e Russel Crowe (entrambi premi Oscar), diretti niente di meno che da Ridley Scott (Blade Runner, Il Gladiatore, Alien, Thelma & Louise e tanti altri bei film), non potrà che essere una delizia per tutti i nostri sensi e forse qualcuno in più. Già dal titolo si può cominciare a godere. Sulla locandina italiana, in alto a destra, una scritta riportava questa frase: “Assolutamente straordinario..Epico ai livelli de “Il Padrino”“. Sono una dichiarazione e un paragone assai azzardati ed infatti, bello ed epico lo è sicuramente, ma non ai livelli de “Il Padrino”, di tutto altro stile, semmai più simile al grandioso “Scarface” di Brian De Palma e di mr. Al Pacino.
Anno 1968, località Harem, Stati Uniti. Frank Lucas (“Denzel”), è il braccio destro di un importante Padrino malavitoso. Lo assiste per anni e da lui osserva, capisce e impara. Dopo la sua morte mette in pratica gli insegnamenti, tanto da diventare uno dei più importanti e rivoluzionari boss mafiosi della città. Mentre, sotto l’orrendo controllo di Richard Nixon, il male più importante dell’intera nazione sembra l’uso di droga (da cui non sono esenti soldati dell’esercito in guerra con il Vietnam), Lucas ha un’intuizione: comprare la merce, eroina pura al 100%, direttamente alla fonte, in questo caso la Thailandia, e trasportarla in America, dentro le bare dei soldati americani deceduti, approfittando della guerra proprio lì nel Sud-Est asiatico. Harem si trova invasa da questo prodotto (chiamato Blue Magic), nettamente migliore di quello “tagliato” della concorrenza e a metà prezzo.
E’ il periodo del famoso incontro di boxe tra Muhammad Alì e Joe Frazier, quando Richie Roberts (“Russel”), un poliziotto di dubbia moralità, mette insieme una squadra di onesti poliziotti per cercare di incastrare i più grossi trafficanti di droga della zona. E’ una persona davvero onesta nel suo lavoro, uno capace di restituire un milione di dollari in banconote non segnate, completamente l’opposto della maggioranza dei suoi colleghi, corrotti e amorali; la sua vita privata però mostra una persona di non altrettanta rettitudine, specie con la sua famiglia. Tra uccisioni a sangue freddo, pellicce da 50 mila dollari, coraggiose indagini, il poliziotto riesce a scovare Frank Lucas, “nascosto” dietro una vita relativamente più normale e tranquilla, di quella di altri grossi e sfacciati malavitosi.
L’afroamericano Frank Lucas è realmente esistito (naturamente anche l’antagonista Roberts), dalla cui storia è ispirata la pellicola. Dopo la sua cattura, collaborò con Roberts e ne seguì uno scandalo nel Paese, per l’arresto di decine di poliziotti corrotti. Richie era anche avvocato e proprio Lucas fu il suo primo cliente. Venne rilasciato nel 1981, poi ancora incarcerato nel 1984, sempre per reati legati alla droga e rilasciato nuovamente nel 1991.
In complesso è davvero un bel film, per l’abile direzione di Scott, la fotografia e la colonna sonora, ma anche per quel tentativo di mostrare contraddizioni del sistema, spunti di riflessione ed evidenziare temi sociali impegnati, quello della corruzione della polizia non di poco conto. Invece, per quanto riguarda il tema centrale di droga-drogati-spacciatori, in pochi momenti viene sottolineata la distruzione che crea la dipendenza da droghe pesanti, il problema che rappresenta per molteplici aspetti della vita nel suo complesso; i grandi boss, molto al di sopra del semplice spaccio, a mio avviso non sono inquadrati con la durezza necessaria.
Il film è vietato ai minori di 14 anni, non tanto per le scene di violenza, ma trovo più che altro, per evitare il rischio di emulazione da parte dei più giovani, che possono trovare in quei personaggi così carismatici, eleganti e potenti, modelli in cui potersi immedesimare.
Non dimentico certo le interpretazioni: Crowe è all’ennesima collaborazione con il regista e dimostra sempre di essere particolarmente adatto a questo tipo di ruoli da “duro”, ma in generale davvero un ottimo attore. Washington è una conferma, un interprete straordinario, dalle indubbie capacità, sicuramente uno dei migliori attori al mondo (nomination come miglior attore in un film drammatico ai Golden Globe 2008).

Massimiliano Uccellatori
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