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Le corse mortali
Stragi 'mitiche'
Parlano gli operatori della strada

Da "Il Giorno" - dicembre 2002
CHIAVENNA — «Fregatevene se la televisione e i media ci bombardano con stereotipi di giovani belli, forti e sicuri perchè sprezzanti del pericolo e a bordo di auto veloci. Vivete la vita con la vostra testa e pensate al dolore che un incidente stradale potrebbe causare a voi e ai vostri cari». Il comandante della Compagnia dei carabinieri di Chiavenna, tenente Andrea Ilari, non ha usato perifrasi con gli studenti delle scuole superiori della città nell'incontro con le Forze dell'ordine sul problema degli incidenti stradali. L'iniziativa, che rientra nel progetto di informazione promosso da Tremenda XXL intitolato "Morire per moda", ha visto la presenza di una cinquantina di rappresentanti di classe e del comandante della Polizia Stradale di Chiavenna, Fabrizio Barbetta, del capo distaccamento dei Vigili del fuoco di Mese Claudio Persenico, della Cri, di due istruttori di scuola guida, dell'assessore della Comunità montana della Valchiavenna Marco Sartori e del sindaco di Gordona Ferruccio Capelli.
«Nel caso dell'ultimo giovane morto un paio di settimane fa - ha spiegato Claudio Persenico - come in tutte le altre occasioni in cui mi sono trovato a dovermi confrontare con una giovane vita spezzata, ho pensato subito alla famiglia che ancora non era a conoscenza del grave lutto che l'aveva colpita. La sorella del giovane morto è arrivata sul luogo dell'incidente pochi minuti dopo il nostro arrivo. Era disperata, ma ha avuto la forza di rimanere. Per permetterle di identificare il cadavere carbonizzato, le abbiamo dovuto mostrare uno dei pochi oggetti che erano rimasti addosso alla vittima e che il fuoco non aveva distrutto, una fibbia della cintura dei pantaloni. Sono queste le cose alle quali tutti dobbiamo pensare - ha concluso Persenico - quando saliamo su un'auto e ci mettiamo in strada».
Dal canto loro gli studenti hanno sottolineato, fra i numerosi interventi, come sia difficile una presa di coscienza.
«Se un ragazzo capisce la gravità di questi eventi - hanno sostenuto - ce ne sono altri cento che dopo lo choc iniziale tornano a fare la vita di sempre e dimenticano, fino al prossimo incidente».

di Christian Guanella

a.z.



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21-02-2003
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