La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Chiaroscuro > La Nona Arte > Quando il fumetto sanguina storia

Jun 01 2008

Maus di Art Spiegelman

Quando il fumetto sanguina storia

di Dario Campagna

Racconto di un sopravvissuto

“Maus è una storia splendida. Ti prende e non ti lascia più”.

Umberto Eco


Può il fumetto trattare un tema quale l’Olocausto?

Questo è Maus di Art Spiegelman, una graphic novel tratta da una storia vera e intima, giudicata dall’autore stesso forse presuntuosa e fuori luogo, ma che ha invece catturato pubblico e critica vincendo lo Special Award del premio Pulitzer nel 1992. Un riconoscimento senz’altro unico, non trattandosi di narrativa scritta.
L’opera ripercorre minuziosamente il racconto personale di Vladek Spiegelman, anziano padre di Artie (quest’ultimo è Art Spiegelman stesso, che ascolta la storia del genitore volendone trarre il materiale per il fumetto che poi sarà Maus). Ebreo polacco, Vladek è miracolosamente scampato, con abilità e tanta fortuna, allo sterminio nazista attuato nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Un destino che per tantissimi amici e parenti non si è invece realizzato.
E, assieme al passato sofferto, pieno di sensi di colpa, un presente che si manifesta impietosamente con tutte le sue difficoltà: il suicidio della mamma di Artie, Anja, sopravvissuta anch’essa e uccisasi per via di una depressione cronica; l’instabilità paranoide di Vladek e le sue tante ferite ancora aperte tra cui la perdita dell’adorata moglie e del primogenito Richieu, morto durante i raid nazisti; l’arduo tentativo di Artie di immedesimarsi con la storia del padre, il suo rapporto umano con quest’ultimo, ai limiti dell’insopportabilità, un po’ egoistica; l’amarezza e l’inadeguatezza di una generazione, rappresentata da Artie stesso, cresciuta in tempo di pace e che non può comprendere al meglio l’orrore della Shoah.
Così intrecciato Maus si trasforma dunque in un meta-romanzo biografico: al suo interno quindi, negli intermezzi che spezzano la narrazione del passato, troviamo gli incontri di Artie con Vladek “narratore” e le prime idee e riflessioni che formeranno l’opera finale, quella che in pratica teniamo in mano.
Inoltre, caratteristica che rende Maus un fumetto così originale è la forte componente allegorico-metaforica. Spiegelman stesso rifiutò di ritrarre la sua opera in forma “umana”. Gli ebrei sono disegnati come topi (Maus in tedesco significa “topo”), i nazisti gatti, gli americani cani. I polacchi, maiali. I francesi, rane. E così via. Tale simbologia oltre a differenziare gli status sociali e nazionali, presenta un chiaro intento. I topi sono gli animali che finiscono in gabbia, che soffrono, si nascondono, si ammassano, quasi per legge di natura. Sono ritratti consapevolmente nei loro contorni più essenziali, spigolosi, rassegnati. I gatti sono cacciatori perfidi, menefreghisti, cinici. I cani, gli antagonisti buoni dei gatti. I maiali? Si pensi a Napoleon della Fattoria degli animali orwelliana: i maiali sono voltafaccia, sporchi, come molti polacchi, impauriti e indifferenti, lo furono nei confronti degli ebrei perseguitati.
Questo stile, questa forma data al fumetto, invece di estraniare il lettore, rende la narrazione più leggera e leggibile, nonostante la presenza di alcune vignette molto forti e didascalie-dialoghi assolutamente toccanti. Non ci è precluso alcun particolare, in un’atmosfera che si combina di paura, amore, solidarietà, tenerezza, sofferenza, e in un drammatico crescendo che va dalla tranquillità di una Polonia pre-bellica ai massacri di Auschwitz.
E tornando al quesito posto all’inizio, dopo la lettura, ci renderemo conto di quanto Spiegelman sia riuscito nel suo intento, quello di tramandare alle future generazioni, in una formula insolita, un messaggio, una memoria, per non dimenticare mai.


Maus
Einaudi (versione integrale)
Euro 12,39

Scritto da: Dario Campagna

Data: 01-06-2008

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 6876 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli