La speranza un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Tecnonauta > Google Chrome: la rivoluzione web targata Google

Sep 04 2008

Google Chrome: la rivoluzione web targata Google

di Eugenio Ciccone

Prova su strada del nuovo browser web di Big G

Le rivoluzioni cominciano piano, da poche idee ancora confuse di un gruppo sparuto di persone particolarmente illuminate, poi crescono nel silenzio ed esplodono un giorno all'improvviso lasciando tutti a dire: e questi ora da dove sbucano?
Così l'annuncio di un browser targato Google e il suo rilascio praticamente istantaneo in tutto il mondo suscitando entusiasmi e critiche globalizzate parrebbe davvero una mezza rivoluzione. Non che non ce lo aspettassimo a dire il vero questo Google Chrome, tanta è la disponibilità di risorse sotto ogni punto di vista di un colosso informatico come Big G da poterci aspettare nei prossimi anni il Googlefonino, la GoogleTv e la lavatrice che ci legge la Gmail, ma tutto sommato facevamo il nostro lavoro bene anche con quel che c'è già. Proprio ora che Mozilla Firefox rosicchiava così bene quote di mercato al colosso Explorer di Microsoft, così indietro come capacità rispetto i concorrenti open source e quelli più di nicchia come Opera e Apple Safari ecco un potenziale altro concorrente. Ma chi vede nella nascita di Google Chrome un attacco ai browser più noti in circolazione sbaglia prospettiva. Chrome è potenzialmente molto di più, e per il momento, molto meno. Vediamo perchè.

Va detto subito che Chrome è per il momento un software espressamente per Windows, visto che lo sviluppo della versione per Mac e Linux è ancora in corso. La scelta, a mio avviso discutibile, di un lancio in fretta e furia a metà non è una scelta nuova per Google che spesso rilascia le sue applicazioni solo per certe piattaforme. L'aspetto globale dell'interfaccia è tipicamente quella di un software per Windows Vista, con i colori tipici però di Xp. Prima novità che salta agli occhi è la presenza delle schede rivolte verso l'alto e non verso il basso, dunque sulla barra un tempo riservata al titolo. Il minore ingombro consente così più spazio per la visualizzazione del sito. Anche la barra dell'indirizzo è piuttosto contenuta ed elemento di novità: invece di un campo a destra riservato al motore di ricerca come Firefox aveva introdotto quattro anni fa (seguita da IE7 qualche anno dopo) qui si gioca in casa e dunque la barra principale è multifunzione. Digitando un indirizzo web si ottiene quel che si cerca, digitando una parola chiave la si cerca su Google, digitando qualche lettera incerta si ottiene in ogni caso un menu a tendina con alcuni suggerimenti. Se si digitano le lettere BU si potrebbero ottenere in tempo reale idee tipo: cercavi Bush? Buscetta? Budini? Buste A4? A prova di stupido insomma.

Google Chrome schermataOgni nuova scheda che viene aperta non è bianca come ci si aspetta ma presenta al suo interno una sorta di pagina riassuntiva con delle piccole miniature dei siti più visitati, oltre ai richiami a Google, Gmail ed altre preferenze. L'idea di BigG è lasciare sempre a portata di mano i siti più visitati che il colosso californiano calcola giorno dopo giorno in base alle nostre scorribande su internet. E la privacy? Tasto dolente, da sempre. Un'opzione di Chrome consente di attivare o meno l'invio di statistiche di utilizzo al motore di ricerca, ma vista l'integrazione costante con la marea di web application di Google (da Youtube, a Gmail a Calendar, office...) con le quali siamo "loggati", si è in realtà costantemente sotto gli occhi del Grande Fratello dell'era moderna che carpisce non tanto i contenuti in se' delle nostre futili conversazioni, quanto parole chiave che lasciano trapelare gusti, inclinazioni, abitudini al fine di riempire ogni spazio con pubblicità mirata: quello suona in un gruppo, ecco per lui spot di mercatini di strumenti musicali, la signora si interessa di viaggi, ecco un mare di last minute, lui colleziona francobolli: qui un po' di link di raccolte Bolaffi, e così via.

Per il resto Chrome fa tutto quello che fa un normale browser, con infinite opzioni e possibilità di espansione che ha al momento Mozilla Firefox con le sue migliaia di plugin, ma è ancora presto per dare conclusioni affrettate. Crescerà, e bene c'è da immaginare, e in quanto a velocità di resa della pagina non ha concorrenti se non forse in Safari che comunque supera di poco in velocità. Il consumo di risorse di sistema è più pesante di altri browser ma gestito in maniera intelligente: ogni scheda è un processo a parte (come fosse un programma autonomo) quindi se crasha un sito non è detto che dobbiate buttare via tutto e riaprire l'intero browser ma anzi si chiuderà la sola tab in stallo.

L'italiano medio direbbe: dove sta l'imbroglio? Che se ne fa Google di creare un browser un po' più veloce ma che fa sostanzialmente meno dei suoi fratelli? Ecco il punto: Chrome non nasce in competizione con suoi i fratelli ma direttamente con la madre, signora Microsoft, proprietaria della casa dentro la quale nascono e vivono i programmi: quel Windows sempre più mal digerito da mezzo mondo stanco di instabilità e formattazioni periodiche. In questo sta la vera rivoluzione di questo neonato browser: creare una sorta di sistema operativo alternativo che vive sul web e sull'idea di always online. Serve leggere la mail? Un'icona sul desktop che Chrome volendo è in grado di creare richiamerà il browser aprendolo su Gmail come fosse il vecchio Outlook. Serve scrivere una relazione? Buttate Word: un'icona apposita lancerà Chrome sul programma di scrittura online di Google. Anche Excel è rimpiazzato dal suo sostituto online, mentre per i video c'è Youtube e per la chat Google Talk e alcuni tra i più popolari social network. Qualsiasi cosa vi serva la risposta sarà Chrome e sempre meno Windows.
L'idea è che in un futuro prossimo ci bastino sistemi operativi leggerissimi e in grado sostanzialmente di gestire in maniera corretta le reti e le connessioni tra i terminali, demandando al browser e alle web application tutto il resto della nostra vita quotidiana, con il vantaggio di avere sempre i nostri documenti a portata di mano online, qualunque sia il computer in uso, da casa nostra all'internet point negli USA o a Timbuctù.
In questo Chrome getta le basi per una vera e propria rivoluzione partita ormai 10 anni fa con il lancio di Google, e che avanza talmente rapidamente da non lasciarci proprio immaginare dove ci porterà da qui ai prossimi dieci.

Se siete giunti fino a qui in questa lunga lettura vorrete a questo punto sapere in parole povere se ne consiglio l'utilizzo, se mi ha soddisfatto, se vale la pena cambiare. La risposta è: provare non vi costa nulla e magari rimarrete impressionati dalla velocità e dall'interfaccia tutto sommata simpatica. Personalmente trovo Firefox il browser più completo e rispondente agli standard in circolazione, Safari il più elegante ed essenziale con una resa più curata delle pagine, ma forse son discorsi da addetti ai lavori. Sicuro per chi fa un utilizzo intenso del browser per lavoro o ha bisogno di qualche funzione in più non potrà rinunciare facilmente (per ora) a Firefox, ma per l'utilizzatore che naviga senza troppe pretese per puro piacere personale sicuramente Chrome è una valida alternativa. Se utilizzate ancora Internet Explorer poi, è davvero ora di cambiare aria e scoprire in quale direzione gira il mondo nel tardo 2008.

Scritto da: Eugenio Ciccone

Data: 04-09-2008

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 14247 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli