La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Sep 05 2008

Festival Letteratura 2008

di matteo musacci

Tra le vie di Mantova con Alda Merini

Ogni anno è appuntamento fisso, non c'è impegno che tenga. Festival letteratura di Mantova, con o senza biglietti in mano, è tappa obbligatoria per chi ama, appunto, la letteratura. Ma non solo.
Arrivi a mani vuote e torni casa con libri, magliette, gadget. E torni soprattutto con l'immagine di quella che, tutti i lettori probabilmente, immaginano come città ideale, una città (tra l'altro splendida) dove passeggiano poeti, romanzieri, comici eruditi ed eruditi comici. Per pochi giorni, è vero, ma le cose belle durano, devono durare poco.

alda merini A Mantova ci arrivo con un biglietto, uno solo: Alda Merini, e non mi fa paura dire "la più grande poetessa italiana vivente". Tra le colonne portanti della poesia italiana di sempre.
Questa mattina pensavo di fare un resoconto della mia giornata, ma credetemi, dopo un'ora passata ad ascoltare la Merini, qualsiasi persona mentalmente stabile lascerebbe perdere: quella donna è un vulcano, non è umana. Avete presente un libro di citazioni? Ma che siano citazioni di tutti i generi, dal colto al comico, senza differenza. Ecco, mettete in bocca quel libro a una donna ultrasettentenne con cervello da ventenne che fuma più di una ciminiera e avete Alda Merini.
E così, di seguito, trascrivo alcune frasi che mi sono appuntato, e le lascio parlare.


Mi hanno chiesto "com'è Mantova?", e chi l'ha vista? Ho male ovunque, non riesco a camminare. Siete convinti che i poeti sono degli Dei ma siamo solo povera gente.

Ci sono donne dappertutto, ma uomini veri qui no?

Si dice, scaldiamo l'atmosfera!, io sono calda di mio.

alda merini Mio marito mi ha dato una lezione quando mi ha internato in manicomio. Mi ha fatto perdere tutto, ma mi ha salvato la vita. Il danno l'hanno fatto le assistenti sociali (datemi le mie sigarette altrimenti non funziono).

Gli italiani hanno sempre male ovunque, a me sembrano soltanto dei cretini.

Eravamo felici perché eravamo matti.

I giovani non devono sapere cosa avveniva nei manicomi, specie sui bimbi. Questo è il mio segreto, è il rispetto che ho verso i giovani.

Tanti mi dicono che sono bona. Anche Bonolis me l'ha detto. Ma lei è bona! E allora lasciatemi scopare se lo sono! Arrivano dei giovani a casa mia, mi dicono "voglio fare l'amore con lei" e io rispondo, ok andiamo. E loro, "ma no, non si può, lei è un mito!". Allora io rispondo, no sei tu che sei impotente.

A che ora si mangia qui?

Per avere una società migliore bisogna avere donne obbedienti, madri che stiano a casa a badare ai figli. Noi eravamo migliori per questo.

Un matto una volta mi ha prestato la sua giacca. Dopo molti anni mi arriva una telefonata, era lui che mi diceva "Alda, adesso che sei famosa, per favore, ridammi indietro la giacca che ti ho prestato".



Non aggiungo altro.


ps
Il festival finisce domenica. So che non ci sono più biglietti in giro, ma vi do un consiglio, anzi due. Il primo è che ci sono un mucchio di eventi gratuiti. Il secondo è che se andate dalle 15 alle 18 in piazza Concordia c'è Fahreneit, la trasmissione di Marino Sinibaldi in onda su RadioTre. Da lì passano un mucchio di autori, e li potete sentire gratis.

(dedicato a Fre che stanotte non è stata bene e non è potuta venire)


Scritto da: matteo musacci

Data: 05-09-2008

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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