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Omaggio a Florestano Vancini
E’ assolutamente doveroso un omaggio ad un nostro emerito concittadino. Una grande persona e un grande regista recentemente scomparso. Florestano Vancini, nato a Ferrara nel 1926, ha lasciato il segno nel cinema italiano soprattutto con un film che da poco è stato inserito nell’elenco dei 100 film patrimonio della storia del cinema italiano, parlo de La lunga notte del ’43, uno di quei film che ogni tanto si riguardano e che ogni volta emozionano come fosse la prima volta (tratto da una delle storie di Racconti Ferraresi di Giorgio Bassani), rendendo famosa la nostra città anche a livello internazionale.
In ogni ricerca sul regista comparirà una frase cardine della sua carriera: ”Impegno politico e testimonianza storica”. All’inizio girò molti documentari e successivamente cortometraggi, fu aiuto regista di Mario Soldati e Valerio Zurlini, per poi esordire con il già citato La lunga notte del ’43 (tra gli sceneggiatori anche Pasolini), che nel 1960 ricevette il Premio Opera Prima al Festival di Venezia e il Nastro d’Argento nel 1961. Ho sempre reputato questo film un capolavoro. Narra la reale storia della notte del 14 dicembre 1943, quando le Brigate Nere uccisero contro il muretto del castello estense, undici antifascisti. Una storia di guerra e di amore, di tensione e di nebbia, spettacolare, disarmante e da vedere.
Successivamente, prima di girare una serie televisiva contro la mafia (La Piovra 2), girò Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, un episodio dei garibaldini in Sicilia, e poi Il delitto Matteotti. Altri sono i film che andrebbero come minimo citati: E ridendo l’uccise (del 2005, ambientato nella corte cinquecentesca dei Duca d’Este), La violenza: quinto potere, Le stagioni del nostro amore, La neve nel bicchiere dove è ancora una volta protagonista il territorio ferrarese e le sue genti, lo spaghetti-western I lunghi giorni della vendetta (firmandosi con lo pseudonimo di Stan Vance), e Delta Padano per quanto riguarda i documentari. Nel ’76 Francesco Rosi gli offrì una piccola parte come attore nel film Cadaveri eccellenti.
Nel 1973 ricevette il premio speciale della giuria al Festival di Mosca per Il delitto Matteotti e nel 1974 ottenne una menzione della giuria al Festival di Teheran per Amore amaro.
Tra gli attori che ha diretto ritroviamo Vittorio De Sica, Gino Cervi, Tomas Milian Enrico Maria Salerno, Giuliano Gemma, Gastone Moschin e Mario Adorf.
E’ morto il 18 settembre 2008 all’età di 82 anni, sepolto nella Certosa di Ferrara vicino all’altro illustre cineasta ferrarese, Michelangelo Antonioni.

immagine di vanciniTerminate le note biografiche vorrei ricordarlo con un personale pensiero. Qualche mese fa, in maggio, quando ricevette il Premio città di Ferrara e la Laurea Honoris Causa in Filosofia, alla sala Boldini ci fu una piccola rassegna di due sue opere. La prima serata prevedeva la presenza del regista, introdotto dal mio relatore, il professor Boschi (docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara), con la successiva proiezione de La lunga notte del ’43. Avrei visto il maestro di persona per la prima volta e devo dire che ero un po’ emozionato. Era sì una persona molto malata, ma anche piena di dignità e umiltà. Questa è l’impressione che mi ha dato. Quando ha iniziato a parlare, in risposta alle domande che gli erano rivolte, i presenti hanno subito notato la differenza tra il suo corpo malato e la sua mente così lucida e raffinata. Le battute, gli aneddoti, le spiegazioni a proposito sulle sue produzioni, il ricordo dei suoi documentari e dei suoi amici, erano espresse e raccontate con un’intelligenza e una saggezza infinite. Non avrei voluto che smettesse mai di parlare, era incredibile l’interesse che suscitava, il modo in cui riusciva a raccontare le cose…del resto la sua vera fortuna. Non rimase ad assistere alla proiezione, se ne andò dalla sala nel bel mezzo di una commovente standing ovation. La proiezione mi lasciò per l’ennesima volta senza parole. Un nuovo applauso riconfermò l’affetto della città per Florestano Vancini.
Massimiliano Uccellatori
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