sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > Spy Kids 2
Spy Kids 2
Di Robert Rodriguez
Spie in miniatura... di nuovo
testo alternativoCATEGORIA: Film da grande pubblico, con stile

Amiamo Robert Rodrigez, lo amiamo dal suo primo film, girato con pochissimi soldi che ha recuperato da un sperimentazione farmaceutica fatta sul suo corpo. Si chiamava “El Mariachi” ed era il primo contatto tra il cinema di Hong Kong e quello di matrice statunitense. Era un pugno in volto alla statica messa in scena degli ultimi action movie. Lo amiamo per le collaborazioni con il disperso Quentin Tarantino, per quel “Dal tramonto all’alba” criticato da tutti i benpensanti ma amato dal fautori della serie B. E’ riuscito nell’impresa di nobilitare un’operazione scialba con “Four rooms” in cui il suo episodio, “I monelli” era l’unico che, francamente, si salvava (A quelli che dicono che l’episodio di Tarantino “L’uomo di Rio” era un grande corto consigliamo di vedere l’originale di Hitchcock con Steve McQueen).
Per questo era con una certa apprensione che seguivamo la produzione del suo film ad alto budget, il primo “Spy Kids”, spie in miniatura, un adattamento de “I monelli” in un film di spionaggio. E dobbiamo dire che ci aveva piacevolmente sorpresi. Non era un capolavoro, certo, era un pop corn movie per bambini, ma carico di ironia e di una certa visionarietà, che faceva il verso al surrealismo europeo, con architetture ispirate direttamente dal grande Gaudì. Ma non è sempre facile ripetersi; e, avendo avuto la possibilità di vedere il seguito in anteprima, non abbiamo sicuramente gettato al vento l’opportunità di verificare la forma del regista messicano.
Sk2 si presenta subito con una trama piuttosto semplice, assecondando la sua vocazione favolistica e destinata ad un pubblico di bambini, ma a volte è bello perdersi in un bosco magico. I fratellini Cortez, Carmen e Juni, sono diventati agenti segreti, ma non solo le uniche Spy Kids in circolazione. Il loro primato di bravura viene messo in discussione da un’altra coppia di agenti in miniatura, i figli del nuovo presidente dell’OSS, la Cia di questo film. Sono una ragazzina e un ragazzino; a complicare il tutto, Carmen si innamora di lui, e, come se non bastasse, Juni si innamora della bellissima figlia del Presidente degli USA. Ovviamente c’è una minaccia da parte di terroristi senza scrupoli, che hanno la loro sede su un’isola infestata da creature fantastiche e pericolose. E, altrettanto ovviamente comincia una sfida tra le coppie di fratelli, tra i genitori Cortez e il presidente dell’OSS, che seguiranno i loro figli sull’isola e prenderanno parte allo scontato epilogo della vicenda. In mezzo spazio anche per l’ironia del viaggio di Banderas e compagna, gli impeccabili agenti Cortez, accompagnati dai genitori di lei, che faranno perdere le staffe al grande attore spagnolo.
La trama è piuttosto esile, i colpi di scena un po’ prevedibili, ma le situazioni sono molte e le occasioni di divertimento altrettante. Certo, manca il magnifico stupore che accompagnò il primo episodio, ma Rodrigez è regista capace di mantenere un ritmo serrato, è molto abile con la macchina da presa e sa cosa significhi girare scene d’azione, anche se il sentore di minestra riscaldata è forte.

Le scenografie si fanno ammirare, e gli effetti speciali sono di ottima fattura, giocati su un cromatismo volutamente sgargiante per restituire un’impressione da cartone animato, riempiendo la scena di marchingegni strani e affascinanti. Di particolare interesse, dal punto di vista visivo, sono poi le creature inventate da un strano scienziato giocherellone, bisce giganti, scimmie ragno (spider monkeys in lingua originale) maiali volanti di chiara ascendenza floydiana. La sfida tra i due ragazzini, a cavallo di queste creature quasi mitologiche, è piuttosto riuscita e divertente.
Ma in fondo vengono le note dolenti: in se è quasi tutto già visto, anche se gli attori sono piuttosto a loro agio in parti collaudate e i ragazzini simpatici. Il ritmo non è sempre all’altezza della fama del nostro messicano prediletto e il film si sfilaccia un po’ verso il finale. Inoltre mancano le grandi invenzioni del primo SK, le trovate che ci avevano lasciato letteralmente a bocca aperta, si, anche a degli spettatori smaliziati come noi.
In conclusione un film che crediamo piacerà specialmente ai bambini, e anche a quegli adulti capaci di lasciare il loro spirito ipercritico al di fuori della sala cinematografica.
A quelli che lo spirito critico lo portano sempre con se, ricordiamo che grazie agli incassi di questa coppia di film di intrattenimento puro, Rodrigez riuscirà finalmente a girare il suo fantomatico “Once Upon A Time in Mexico” leoneggiante terzo capitolo della trilogia composta da “El Mariachi” e “Desperado”, e noi speriamo sinceramente che torni ad un cinema più adulto e magari un po’ meno commerciale.

testo alternativo






visite: 13301
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css