La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Oct 14 2008

Scrittori per cena

di matteo musacci

Vampiretta, IB

copertinaSe in poche righe vi raccontassi la storia di Vampiretta probabilmente ne farei cattiva pubblicità. D'altronde di storie di vampiri ci hanno già riempito sia scrittori che registi. Ma se guardiamo trasversalmente questa storia, se la leggiamo metaforicamente, ci scorgiamo una fortissima critica ai lettori italiani di oggi. IB, un/a nuovo/a autore/autrice misterioso/a a cui spesso ci ha abituato Fazi, attacca i pochi superstiti lettori sul loro rapporto non tanto con i libri, quanto con gli scrittori, oggetti di culto e di feticismi assoluti.
Vampiretta/Lara è una di loro, una che ama più gli scrittori che i libri, e che non si perde nemmeno una presentazione. E proprio a una di queste, finisce a letto con niccoloammaniti (così nel testo) e finisce per ucciderlo (in un modo forse un po' volgare e sfrontato a dire il vero...). Ma ciò che rimane è appunto questo modo nuovo di intendere lo scrittore, come a una creatura sovrannaturale da cui succhiar sangue. Il romanzo si perde purtroppo nelle ultime pagine, con un finale scontato e monotono rispetto all'idea di partenza e alle varie e felici ramificazioni (l'amica Matilde e l'autovalutazione ad ogni incipit di capitolo).
Nonostante un prezzo troppo elevato (16 euro), il romanzo merita di essere letto (o sfogliato, fate vobis) per riflettere su questa metafora, sul rapporto malato tra lettore e scrittore (che, d'altra parte, i più fomentano) piuttosto che, come dovrebbe essere, tra lettore e libro.

Scritto da: matteo musacci

Data: 14-10-2008

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