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La classe - Entre les murs
Il film vincitore a Cannes
locandinaIl, o meglio, i temi presentati in questa pellicola sono oggi d'attualità e di notevole importanza. Da un po’ di tempo a questa parte si parla del comportamento degli alunni nelle diverse scuole, del loro modo di porsi, della loro istruzione, del loro modo di vestirsi, del modo di relazionarsi con gli insegnanti, con i genitori o tra di loro. E’ tutto un intrecciarsi di situazioni e contesti, che non lascia esente nemmeno il comportamento degli insegnanti e dei genitori. Per questo è difficile parlarne, mentre è facilissimo non ottenere mai una risposta esauriente in proposito, o comunque incompleta e/o inesatta. In La Classe invece questi aspetti sono presentati con una certa precisione, per lo meno sono indicate più o meno tutte le situazioni riferite a questi concetti. Sempre di più i giovani sono maleducati, irrispettosi, svogliati e senza interessi. Spesso si sfogano in modo insolente con gli insegnati/nemici, e litigano o prendono in giro i compagni per le cose più assurde. Anche i ragazzini ai nostri occhi più insopportabili e ignoranti, possono però avere dentro di sè dei segreti che non possono confessare e che li spingono a comportarsi in un determinato modo, possono vivere situazioni famigliari particolari, possedere impronte culturali nettamente diverse: possono non studiare e non imparare nulla ma leggere ed essere colpiti da Platone perchè no?! Dal canto loro gli insegnanti cercano delle soluzioni per stimolare i ragazzi ma sono continuamente frustrati e può capitare che commettano degli errori causati dall’esasperazione. Questi errori possono ritorcerglisi contro in mille modi: sciocche ragazzine che spifferano frasi inesatte senza calcolare gli esiti, genitori o insegnanti che credono alle voci di corridoio e accusano gli insegnanti togliendo parole o fatti dal loro contesto, e molti altri ancora. E’ difficile anche per me elencarli tutti, perché in questi casi vanno sempre tenuti conto tutti i punti di vista possibili, di tutti e per tutto. Di solito la colpa per qualunque cosa è solo dell'insegnante, per esempio se gli scappa di offendere un alunno, ma non è così che funziona. Il loro mestiere non è essere insultati e demoralizzati continuamente dagli studenti. Alcuni insegnanti no, ma molti cercano di fare il loro dovere, creando anche tensioni con i colleghi, per trovare la soluzione migliore per il bene dell’alunno. Se poi ci si mettono di mezzo anche i genitori quasi sempre disposti a difendere il figlio, confondendo i ruoli che possono assumere i figli a casa o a scuola, la frittata è fatta. Sto provando solo a delineare il fatto che sia davvero un intrigo di concetti e situazioni complicate, che rendono ancora più lodevole il film, che è riuscito a trattarli con una certa disinvoltura, e magari guardandolo è possibile chiarire le nostre idee in proposito e aumentare i punti di vista attraverso i quali riflettere. Insomma la professione dell'insegnante non è di certo così semplice come spesso viene fatto credere, ma in fondo non lo è nemmeno quello dello studente.
Nel film siamo a Parigi e i protagonisti sono una classe piuttosto indisciplinata e uno dei loro professori. Tra inulti, battute e Anna Frank viene via via delineandosi l’intreccio di considerazioni di cui sopra. Una storia che non annoia, che scorre abbastanza liscia imprimendoci continue emozioni (di amore, di odio e di comprensione) con spunti per riflettere. All'insegnante, interpretato da François Bégaudeau (il vero professore che ha scritto il libro da cui è tratto il film), stanno molto a cuore i suoi scolari, anche al di fuori delle mura scolastiche. Li sprona ed è il primo a difenderli nonostante abbiano torto. Insiste con la sua linea fatta essenzialmente di chiarezza, aspetto che non piace alla maggior parte delle persone. Tecnicamente il valore del film cresce anche perché sono molti gli attori non professionisti e questo è un fattore di difficoltà notevole, che però il regista è stato bravo ad arginare, trasmettendoci oltretutto incertezza e tensione in molte situazioni del film, attraverso l'uso della camera a mano (inquadrature non fisse ma che tremano e si muovono leggermente). Il finale ricalca l'inizio: mostra un'aula vuota riempita solo dalle voci di ragazzini che dal cortile gridano in coro: "Vinceremo! Vinceremo!". C'è però qualche nota stonata nel film che personalmente mi sta molto a cuore. Mi riferisco all'aspetto razziale, mal gestito nonostante siano presenti esempi di molte etnie diverse. Nel film chi perde, chi non impara, chi viene espulso dalla scuola sono soltanto i neri. Si procede a volte per stereotipi e luoghi comuni, a partire dagli insegnanti. I ragazzini di colore sono vestiti tutti come rapper, si offendono e picchiano tra loro, come vuole l'antica tradizione americana, poveri, con problemi familiari (fratello in carcere magari) e identitari (Africa-Francia in questo caso) e sono presentati come i più irrispettosi e maleducati. Non mi sembra proprio che questo aspetto, ancora una volta, sia rappresentato con molta accuratezza.
La Classe - Entre les murs è un film di Laurent Cantet che ha vinto la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.
Massimiliano Uccellatori
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