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eXisteZ
Giovedì 6 Febbraio al centro Rodari
Videogioco o realtà alternativa
testo alternativoeXistenZ è un videogioco molto particolare, ultimo prodotto di una geniale designer famosa in tutto il mondo. Una serie di giocatori si preparano a testarlo e si trovano immersi in un mondo virtuale, che non si sa dove cominci e dove finisca. Per giocarlo si deve usare un pod, un controllo fatto di materiale organico, che entra in sintonia con il giocatore in un modo quasi sessuale, o, almeno, il modo di toccarlo appare vicino ad un comportamento di tipo erotico. Il test comincia, finisce, prosegue, la trama si complica rendendo indistinguibile realtà e finzione, simulato e veritiero, proiettando lo spettatore in un gioco dai confini incerti e impalpabili, fatto di innesti di microchips nei corpi e di multinazionali che danno battaglia ai protagonisti.
eXistenZ è uno dei pochissimi film compiutamente cyberpunk, o quantomeno, uno dei film che del cyberpunk mantiene lo spirito e il fascino. Certo le reti non sono le protagoniste, ma il rapporto dell’uomo con la tecnologia, in special modo della carne con il metallo, già centrale nei lavori di Gibson e Sterling, viene portato alle estreme conseguenze.
Chi meglio di David Cronenberg poteva portare sul grande schermo queste problematiche? Lui che da sempre, periferico rispetto al mondo di Hollywood essendo un cineasta canadese, ha affrontato queste tematiche. Dall’uomo che introiettava videocassette in Videodrome, alla fusione con l’animale ne “La mosca”, agli strumenti ginecologici in “Inseparabili”, per arrivare alla magnifica metafora scarafaggio – macchina da scrivere de “Il pasto nudo”, Cronenberg ha sempre guardato con attenzione alla tecnologia e alle sua possibili implicazioni e evoluzioni. Il massimo esempio di questa attenzione è rintracciabile in “Crash”, attenta e riuscita traduzione di un romanzo di Ballard, in cui gli uomini investigavano la propria morbosa eccitazione durante gli incidenti automobilistici.
L’uomo e la macchina dunque, punto di partenza centrale del cyberpunk e della cinematografia del entomologo canadese. Cronenberg è uno scienziato, e usa lo stesso freddo cipiglio da ricercatore nella pratica cinematografica. Una messa in scena sempre in bilico tra il naturalismo del decoupage classico e lo straniamento brechtiano, gli consente di guardare alle sue storie come ad uno scarabeo sezionato per una ricerca scientifica.
E le conclusioni sono spesso problematiche, lasciando aperte molte considerazioni. Il fascino indiscusso che la tecnologia esercita nei nostri confronti si trova spesso ad essere sostituito da una paura atavica propria della componente animale dell’uomo. E’ riduttivo dire che ci troviamo di fronte alla solita e banale opposizione tra natura e cultura, ma qualcosa di simile è comunque rintracciabile.
eXistenZ analizza questi temi e molti altri. Tra segmenti che appaiono chiaramente metacinematografici e incroci con il cinema di genere, spy stories e science fiction movies tradizionali su tutti, Cronenberg riallaccia le fila del suo cinema. Ritrova i problemi a lui più cari, da allo spettatore nuove riflessioni da digerire. Un suo film non è mai un’esperienza semplice, accomodante, è sempre una conquista difficoltosa e impervia.
I suoi film passano spesso per essere noiosi. Certo non è un regista adatto allo spettatore medio. E’ un regista complesso, difficile, che a volte può apparire fastidioso per la sua volontà di non essere mai banale. Ma al lettore medio risulta noioso anche il cyberpunk, o almeno quello di prima generazione. Ma ci sono libri e film che si deve avere il coraggio di vedere e leggere, indipendentemente dalla fatica che costa.
eXistenZ è stato criticato per la sua presunta superficialità, per essere un film fatto per il grande pubblico, in sostanza per essere un gioco. Non siamo convinti che sia così. Semmai si tratta della superficialità di una parte della critica ufficiale, incapace di capire che Cronenberg ha ancora una volta centrato in pieno il problema che voleva affrontare. Il film parla di un gioco e la messa in scena, destrutturata, decostruita e frammentata, viene definita gioco cinematografico. Il cerchio è chiuso un’ulteriore volta, e il nostro canadese è riuscito a vincere una scommessa impossibile. Gioco per gioco, scienza per scienza, cinema per cinema, questo è il suo motto. Qui ha rappresentato un videogioco con gli stilemi del gioco cinematografico, con “Il pasto nudo” è riuscito a mettere in scena la grande letteratura lisergica del beat restituendone lo spirito, con “La mosca” ha perfettamente attualizzato il grande cinema di fantascienza americano degli anni 50.
Le sue tecniche cambiano a seconda del film che deve girare, la sua metodologia non cambia mai. E’ il segno del grande autore.

Voto: ***



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