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Aristotele
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Nov 27 2008

Appunti per una storia di guerra

di matteo musacci

O di come Gipi può diventare una droga

"Quanto ti devono scoppiare vicino le bombe per farti dire che una guerra è tua?"

gipiFino a qualche tempo fa, Gipi (nell'immagine a fianco un suo autoritratto) era per me quello che disegnava "La settimana" su Internazionale. Non ero mai andato oltre, e non nascondo che il mio non andare oltre significava pregiudizio nei confronti del fumetto. O meglio, quello che io pensavo fumetto e che poi ho scoperto essere una graphic novel, ovvero un romanzo disegnato. Lo stesso Gipi dice che "non disegno personaggi: racconto storie".
Ed è proprio una storia quella raccontata in Appunti per una storia di guerra, quello che molti ritengono essere il suo capolavoro, il primo disegnato ad acquerello, tecnica che poi verrà sempre adottata da Gipi (precedentemente l'autore utilizzava i colori ad olio).
Siamo in una provincia qualsiasi, piena di piccoli paesini con nomi di Santi, tipicamente italiana. C'è una guerra, di cui non si sa niente, se non che distrugge all'improvviso e di notte intere città. E che su questa guerra, c'è chi è pronto a trovare l'occasione per fare soldi.
E poi ci sono tre ragazzi, adolescenti di provincia: Stefano, detto il Killerino, tenace e impavido, Christian, orfano di madre e ingenuo e Giuliano che, oltre ad essere il narratore della storia, rappresenta il diverso, quello "con i soldi", il figlio di papà. Come nei migliori romanzi di formazione, questi ragazzi entrano a contatto con la guerra e ci entrano dalla porta principale, grazie anche al carattere di Stefano, che non teme niente, nemmeno il confronto con i carnefici di questa guerra, che assolderanno i tre per una serie di missioni da compiere in città. E così, dopo essere stati "mutilati" (Goffredo Fofi, autore della postfazione, usa proprio questo termine di radice pasoliniana) dalla guerra, dopo che il Killerino avrà compiuto la sua trasformazione fisica e interiore in uomo di guerra, i tre adolescenti diventeranno grandi, scegliendo ognuno la propria strada.
copertinaRomanzo illustrato tripartito, Appunti per una storia di guerra non è solo un romanzo di formazione, ma è anche una dura riflessione sul senso di ogni scontro tra popoli e persone, tra il bene e il male, tra chi detiene il potere e chi ne è succube, di amicizia e di crudeltà. Una storia che sa incantare passando anche per la bellezza delle immagini, per la genialità nello scegliere colori, frames, tecniche artistiche e la stessa genialità nel condurre, lungo i tre capitoli, il sogno ricorrente di Giuliano: i suoi amici senza testa che lo ostracizzano per il suo status sociale. Un sogno che, proprio nelle ultime tavole della storia, prende forma con una poeticità tale da fare accapponare la pelle.

(Il sottoscritto, dopo aver letto questa storia, si è drogato di altri due lavori di Gipi, S. e Questa è la stanza, che vi invita caldamente a leggere)

Scritto da: matteo musacci

Data: 27-11-2008

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