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Apr 20 2009

Vedo Doppio, segnalazioni a due ruote / 3

di Fabio Zecchi

Tra ferie e New York, arriva primavera anche per Vento in faccia

Vento in faccia - La rubrica di Occhiaperti sulla bici

Quando si esce per fare una sana pedalata in giro, capita di cambiare improvvisamente strada, deviare dal percorso prestabilito per imboccare quel sentierino di campagna in terra battuta, oppure prendere un'altra strada senza neanche essere sicuri su dove mai potrà portarci. Sterzare il manubrio, cambiare direzione, è molto più facile e immediato in bicicletta. Vento in faccia non può che adeguarsi a questa imprevedibilità , inserendo nel suo cammino momenti di apparente divagazione. Segnalazioni, storie, curiosità : ci sono tanti modi diversi per vedere il mondo a due ruote.



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Se chi non lavora non fa l'amore, chi non va al lavoro in bici non fa le ferie, alla casa di cura privata 'Domus Nova' di Ravenna. O meglio, ne fa meno di chi invece sceglie la bicicletta come mezzo per andare a lavorare. Il centro di cure ravennate ha ideato uno stratagemma per incentivare l'uso della bicicletta da parte dei suoi dipendenti: più km percorrono in bicicletta per recarsi al lavoro, e più minuti di ferie guadagnano.

Il progetto 'Domus in bici' assegna dei giorni di recupero retribuito in base alle distanze coperte in bicicletta dai dipendenti. Il primo anno dell'iniziativa, tra il 2007 e il 2008, hanno partecipato ben 40 dipendenti su 134, percorrendo un totale di 19.135 km, maturando complessivamente 90 giorni di ferie.

Il funzionamento è semplice: il dipendente che si reca al lavoro in bicicletta o a piedi, matura ogni giorno un numero di minuti di permesso retribuito in base ad una tabella che riconosce 5 fasce di distanza, assegnando un massimo di 12 minuti al giorno a chi dista oltre i 2000 metri, ed un minimo di 3 minuti a chi abita entro una fascia da 500 a 1000 metri. La vincitrice della prima edizione del progetto è stata un’infermiera del centro dialisi: Monika, che ha percorso ben 1884 chilometri in un anno, guadagnandosi 10 giorni di recupero retribuito. Ma la caccia alle ferie, ambitissime, è già ripartita per il 2009.


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Se in una città piccola come Ferrara le biciclette spuntano come funghi, cosa accade invece in un'enorme metropoli come New York? Grazie al New York Times scopriamo che nella Grande Mela i ciclisti sono in aumento rispetto a un tempo.

Negli anni '80 andare in bici a Mahnattan e dintorni veniva considerato addirittura "uno sport estremo", oggi invece sembra che le cose stiano cambiando: negli ultimi tre anni il Dipartimento dei trasporti ha, nell'ordine, dipinto sull'asfalto le linee di segnalazione delle piste ciclabili, definito percorsi ciclabili separati dalla macchine parcheggiate ma soprattutto separati dal resto del traffico con delle barriere, installando segnali stradali per ciclisti. Quasi ovvietà, dalle nostre parti, un incredibile passo in avanti in una città dominata da auto e suv vari.

E l'invasione delle biciclette fa nascere nuove e insospettate alleanze tra pedoni e automobilisti, che ora osservano con comune fastidio le mosse "spericolate" dei ciclisti, ovviamente ligi al codice stradale: attraversamenti col rosso, zig zag nel traffico e, se non si passa, via sui marciapiedi. Il "terrore" già regna tra i grattacieli.


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Scie colorate sull'asfalto
Chiusura con deja-vu: nella prima serie di segnalazioni a due ruote, vi avevamo mostrato la pista ciclabile creata con un fanale sulla ruota posteriore.

Questa volta invece dal laser passiamo ai gessi colorati: Contrail è uno strumento che si applica alla ruota che sfrega contro i gessetti, lasciando sull'asfalto un coloratissimo segno della propria presenza ciclastica. Scie di primavera sull'asfalto.

Scritto da: Fabio Zecchi

Data: 20-04-2009

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