sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > Disastro a Hollywood
Disastro a Hollywood
Cast stellare per una commedia poco brillante
immagine tratta da disastro a hollywoodLa maggior parte delle volte il titolo di un'opera, di qualunque natura essa sia, rispecchia in sintesi il contenuto della stessa. Anche in questo caso 'Disastro a Hollywood' è assolutamente appropriato visto il mezzo pasticcio combinato con questo film costato 25 milioni di dollari.
Ben (Robert De Niro) è da anni uno dei più potenti produttori cinematografici di Hollywood, ma ad un certo punto della sua carriera qualcosa va storto e una serie di situazioni complicate dovranno essere risolte. Tentare la riconciliazione con l'ex moglie (Robin Wright Penn) che 'se la fa' con uno sceneggiatore suo amico (Stanley Tucci), far cambiare idea al regista di un film da lui prodotto (Michael Wincott) per modificare il finale dove viene ucciso Sean Penn e un cane innocente, convincere Bruce Willis a tagliarsi una folta barba prima di iniziare le riprese sul set, impresa che sembra impossibile anche per lo stesso agente dell'attore (John Turturro).
Un film nel film che avrebbe potuto rispecchiare Effetto Notte di Truffaut per quanto riguarda la produzione di un film, ma che invece si perde nel mostrare lo stellare cast (se pur bravi e autoironici, in particolare Penn e Willis che interpretano se stessi) vero e unico punto di forza della pellicola.
Il cast è diretto da Barry Levinson (Rain Man, Sleepers) che non riesce però a far brillare la commedia, si rimane sospesi per tutti i 104 minuti, aspettando un colpo di scena, qualcosa che risollevi il ritmo della storia che però stenta ad arrivare.
Il film prende spunto dal libro 'What Just Happened?' del produttore cinematografico Art Linson, che ha scritto anche la sceneggiatura e prodotto il film. Il libro è autobiografico e copre un periodo di 5 anni di attività del produttore, coronati da insuccessi e fallimenti. Assieme al regista ci mostrano alcuni dei problemi della Hollywood cinematografica, parodiando i comportamenti di chi ci lavora, i vizi delle star, i tradimenti, le false amicizie, e sceglie il Festival di Cannes non a caso probabilmente, dichiarando velatamente la superiorità della manifestazione (piuttosto che gli Oscar per esempio) ma forse anche di gran parte del cinema europeo, forse meno legato a faccende puramente commerciali e di facciata.
Il film aveva chiuso la scorsa edizione del Festival di Cannes (quella vera) celebrando il presidente della giuria Sean Penn, senza però riscontrare molto successo né particolari consensi di critica dalla data di uscita nelle sale (a questo proposito anche trovare le distribuzioni è stato un problema).
Ricordandosi del poco successo ottenuto anche dalla precedente commedia di Levinson L’uomo dell’anno, non dobbiamo dimenticare alcuni suoi ottimi film drammatici che, soprattutto nei due casi sopra citati, avevano raggiunto uno stile davvero impareggiabile, augurandoci così di ritrovarne di nuovi in un futuro prossimo.
Massimiliano Uccellatori
visite: 12359

Condividi questa pagina:



>> torna alla home di OA
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css