INTERVISTE \ Lara Martelli

Quando la bellezza non è tutto nella vita

di Ilaria
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Guardando bene Lara Martelli, ci si chiede come possa uscire una voce così forte, da un corpo così esile. E' bellissima! Una bellezza d'altri tempi, due occhi molto vivaci ed espressivi, un sorriso aperto e malizioso. In tutte le foto del suo nuovo cd Orchidea porpora appare maliziosa...Forse è per adeguarsi ai personaggi tipici del rock, che si è fatta i tatuaggi che difficilmente lascia intravedere. Nessuno guardandola, direbbe che è una cantante rock. Ma se la si ascolta, non c'è bisogno di chiarimenti. Riesce subito ad imporre la sua voce sulla scena.
Lara ha 25 anni, e vive a Roma, anche se le sue origini sono italo-finlandesi. Si avvicina alla musica, intorno ai 10 anni, studiando danza e canto gospel. da adolescente conosce il rock di Janis Joplin, e azzarda la composizione del suo primo gruppo rock insieme alla cugina. Non tanto azzardato, visto che questo le frutterà il suo primo contratto discografico e un tour che la porterà in giro per l'italia, suonando nei club più underground.testo alternativo
Nel '97 vince la categoria emergenti a San remo rock, a cui seguono la conduzione di un programma su TMC2, la partecipazione al brano "Sig. Dapatas" di Daniele Silvestri, e la collaborazione con Giancarlo Giannini alla colonna sonora del film "Terra Bruciata". Nell'inverno 2001 realizza il quarto singolo- "Non è", che esprime la sua innovazione artistica, ed espressiva.
Ora, è da poco uscito Orchidea Porpora, il suo nuovo disco. E’ un album sofferto ed ambizioso, registrato con grande passione da una crew di musicisti che accompagnano Lara da tempo e che hanno saputo sfruttare l’occasione di un ambiente musicale come quello del Southern Tracks Studio di Atlanta (Bob Dylan, Pearl Jam, Rage Against The Machine, Aerosmith). “Canzoni come Nebulosa, Ode a Renoir, Il mare in fondo al mare, Vittima della stagione, Sky, Ofelia sono dei piccoli gioielli rock intimista ed emozionale.
Lara, dopo essersi esibita al quinto tributo annuale a Jeff Buckley, che si è tenuto a Chicago il 17 e 18 novembre, ha dato inizio al tour autunnale il 23 novembre scorso al Rolling Stone di Milano. Il tour proseguirà nelle principali città italiane.
Io voluto intervistarla, per conoscerla meglio, per sapere ciò che pensa...
Ed ecco cosa ne è uscito fuori.


COSA NE PENSI DEL MERCATO MUSICALE? DEL CONTINUO ESPANDERSI DELLA PIRATERIA, IN QUANTO I DISCHI SONO MOLTO COSTOSI?

1-Ho un fratello più piccolo di me, che va ancora a scuola e riceve la paga settimanale. Visti i prezzi dei dischi, è letteralmente costretto ad usufruire della pirateria. Non la appoggio, ma la comprendo. Se dovessi io stessa comprarmi tutti i dischi che voglio, non mi basterebbe uno stipendio, figuriamoci una paga settimanale. Il mercato musicale in qualche maniera deve pagarla. E gli va fin troppo bene, secondo il mio parere.
PERCHE' CREDI NELLA MUSICA, INTESA COME ARTE?
2-Io credo nell’arte che si esprime attraverso tutto, che sia intagliare il legno, dipingere, cucinare o scrivere. La musica è una delle sue più alte espressioni, tutti vivono e si identificano in essa, proprio perché fa parte di tutti gli esseri umani. Sfiora gli Dei, se consideri Chopin, Debussy, ma anche Charlie Parker e Nirvana, o Jeff Buckley, proprio per la profonda diversita’, che li divide, ma in fondo li lega per sempre.
COSA PENSI DELLE COVER BAND?
3-Mi stanno bene, ma credo che le cover non possano rappresentare un artista, semmai possono contribuire alla sua formazione. Poi il processo di composizione proprio dovrebbe avvenire naturalmente, altrimenti si finisce per essere “attori” della musica, non creatori e ricercatori. Anche i più grandi attori sentono in fondo di dover scrivere cose proprie, esperimenti difficilissimi ma spesso ben riusciti.
SUONERESTI IN UNA FESTA DI PARTITO? E COME SEPARI POLITICA E MUSICA?
4-Cercherei il più possibile di evitare di suonare a feste di partito, anzi sicuramente rifiuterei, la musica è un partito a parte. A 25 anni mi sento portata a sbraitare su altre questioni, presto sarò costretta a prendere una qualche forma di posizione. O magari no. Quando faccio musica mi estraneo, e questo senso di estraneità mi rimane quasi sempre. Sento la forza delle emozioni, ma spesso una profondissima malinconia, e poco contatto con la realtà.
SECONDO TE SONO USCITI DISCHI IMPERDIBILI NEGLI ULTIMI 3 ANNI? E SE SI QUALI?
5-L’album dei Soulwax, assolutamente geniale. “When the pawn”, di Fiona Apple. “Distorted lullabies”degli Ours. E i Coldplay, naturalmente.
VIVETE CON LA MUSICA? O AVETE ALTRI LAVORI?
6-Tutti non dobbiamo affrontare altri lavori per sopravvivere. Ma questo ci permette di mantenere integrità artistica, questo è il prezzo da pagare per fare una carriera di qualità in Italia. I grandi gruppi insegnano. Marlene, Afterhours, De Andre’, Capossela, tanto per citare quelli che amo di più.
COME TI SEI FORMATA?
7-Come tutti credo. La passione, la ricerca, i miei grandi errori del passato, il suonare sempre, frequentando assiduamente “Il Locale”, posto storico di Roma, dove ho formato la mia seconda band, con cui suono ormai da cinque anni. Massimo Giangrande invece, è venuto a fare un provino per la mia vecchia formazione, e sono rimasta folgorata. Lo sono ancora, a dire la verità, artisticamente parlando.
ANDRESTI A SAN REMO?
8-Ho vinto la prima edizione di Sanremo Rock, a 17 anni. Ma il Sanremo tradizionale è diventato un fenomeno più televisivo che musicale. Pochissimi i talenti usciti con personalità propria e cose da dire, davvero poche. Avrei molta paura ad andarci. Non mi piace, lo considero addirittura imbarazzante.
COSA PENSI DEL LEGAME DROGA-MUSICA?
9-Cosa penso? La droga esiste anche senza musica, e la musica esiste senza droga, di per se’ è una droga potentissima. Nel passato e anche nel presente, questo connubio tuttavia ha creato delle interessanti tracce. Molti artisti fanno uso di droghe in maniera responsabile. E poi quali droghe? Se parliamo di eroina, personalmente trovo persino l’idea ripugnante. Se mi parli di ganja, la trovo per molti aspetti curativa, è stata usata sin dai tempi antichi per il più svariato uso. Personalmente amo il buon whisky irlandese. Non è forse “droga”anche questo? Bisogna essere più intelligenti rispetto a questo argomento.
DOVE VORRESTI ESSERE ADESSO?
10-In una fattoria nella parte nord dell’Inghilterra, magari vicino al mare e con la pioggia. Il mio cane, libri e dischi e pc, a creare liberamente. E un buon amico per condividere qualche buon bicchiere di vino rosso.
PERCHE' HAI SCELTO QUESTO GENERE MUSICALE?
11-Per farmi del male. Scherzi a parte, lei ha scelto me. Sono cose che istintivamente senti. Combatto tutti i giorni con persone che mi dicono “sarebbe più facile che tu facessi qualcos’altro rispetto a questo...” Sai cosa rispondo? Niente. Uno che dice cose del genere ha smesso da tempo di ascoltarsi. Mi viene voglia di compatirlo, più che di arrabbiarmi.
I TUOI PROSSIMI PROGETTI?
12- Partire dopo il tour - che durerà per tutto l’anno - e andarmene qualche mese a New Orleans per lavorare alle nuove idee. Da sola, una stanza, piano, chitarra e registratore. E forse Francesco Aliotta, il mio bassista, che è un genietto del computer. Vorrei introdurre qualcosa di r’n’b ed elettronica, senza snaturare però quello che amo.
COSA RAPPRESENTA PER TE ESIBIRTI DAL VIVO?
13-La massima fonte d’ispirazione. Il momento sublime dell’apertura della “porta” fra te e gli altri. Amo utilizzare il palco, la voce, il corpo, non c’è mai niente di stabilito, neanche nella mia testa. Le scalette cambiano, si improvvisa, si parla, si canta senza strumenti, si tirano fuori covers e poesie. E’ meraviglioso, e deve rimanere reale per essere tale. Io voglio che le persone si emozionino, ma voglio emozionarmi anche io.
COSA VUOI COMUNICARE A CHI TI ASCOLTA?
14-La gioia, la tristezza, la vita, gli anni che trasformano, i racconti dimenticati, le cose che non vediamo. Amore, soprattutto amore. Ma anche il combattimento, la furia, la perdizione, la forza.
SEI SU UNA TORRE E DEVI SCEGLIERE CHI ELIMINARE, PER FORZA. TRA BUSH E HUSSEIN CHI SCEGLI E PERCHE'?
15-Vorrei buttarmi io. Meglio il vuoto effettivo che il “vuoto”che non si vede. Perché il punto è che dal vuoto non puoi fuggire.



Questa è Lara Martelli.
Semplicemente Lara Martelli.
Grazie.



Ilaria Catozzi

http://www.laramartelli.it/


Un grazie enorme a Natasya per la collaborazione.


01-02-2006 - visite: 19662

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