LIVE \ Un'Impertinente Eccezione

Carmen consoli in concerto

di Matteo Buriani
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La serata comincia subito molto male. Presentarsi davanti allo Zoo alle 21:30 poteva essere una buona idea, ma solo se ci fossimo trovati di fronte a due “code” separate: una per chi aveva il biglietto e l’altra per quelli che lo dovevano ancora acquistare. Purtroppo diventa subito evidente che il successo delle prevendite è stato enorme e, semplicemente, TUTTI hanno in mano il loro biglietto.
Una volta entrati, prendiamo posizione di fronte al microfono della Consoli, ma praticamente qualche passo davanti al mixer. Molte teste fra noi e il palco, ma per esperienza so che quando il pubblico comincia a muoversi, a saltare o a ballare, e molto più facile per chiunque riuscire a vedere.
Un po’ di sfiducia comincia a serpeggiare quando dopo appena 5 minuti di ritardo sento vicino a me qualcuno lamentarsi: “Dai Carmen, non voglio star qui fino a domani!”. Ora, possibile che queste persone non siano mai state ad un concerto in vita loro?
Cerco velocemente di ignorare tutte le mie convinzioni sul pubblico ferrarese e, tanto per esorcizzare le mie paure, racconto a Travagli(l’altro “Critico cinematografico in trasferta”) di un interessante aneddoto che ho letto sul “Mucchio Selvaggio”. Una giovanissima Carmen si trovava ad una festa della birra, nessuno la conosceva e il pubblico era perlopiù composto da Energumeni Ubriachi che non esitavano ad insultarla o ad incitarla con coretti tipo: “Ollellé-Ollallà....”. Per la cronaca la Cantantessa se la cavò egregiamente, riuscendo a portare a termine il concerto, a prendere elegantemente per i fondelli gli Energumeni Ubriachi, e a strappare a questi ultimi anche qualche applauso.
Quasi non faccio in tempo a raccontare la storiella che i personaggi e il coretto di cui sopra si materializzano misticamente a due passi da me. E quando partono affermazioni del tipo “Lo sai che è lesbica? Dichiarata!” o “Sarà di là che si tira una riga, speriamo riesca a suonare”, diventa tutto chiaro: questi i concerti fino ad ora li hanno visti solo in televisione...
Poi entra Carmen, e attacca con una serie di pezzi che alterna i momenti più movimentati della sua ultima produzione ad altri del passato. Lo aveva promesso: un tour all’insegna del rock, con la possibilità di riproporre le vecchie canzoni in una nuova versione, ancora più “cattiva”. Chi scrive deve confessare di aver adorato in passato la Consoli esplosiva, sofferente e inquieta di quel piccolo capolavoro chiamato “Mediamente isterica”. Successivamente ho considerato una fantastica evoluzione, da artista matura, “Stato di necessità” e il recente e ancor più riuscito “L’eccezione”. L’unica cosa che mi mancava della “vecchia Carmen” era l’energia dal vivo, ultimamente un po’ soffocata dai “mille violini suonati dal vento”.
Ed eccomi accontentato. Un concerto “pestato” che sorprende non poco il pubblico presente. Per quanto mi riguarda, vengo proiettato nel 1998: 18 anni, un viaggio solitario in treno, destinazione il Velvet di Rimini. Era il tour di “Mediamente isterica”. Il pubblico era molto meno numeroso, ma era quello giusto: cantava, saltava e pogava. Non ne avevo nessuna intenzione, ma lo feci subito anch’io.
Il risveglio dal Flashback è traumatico. Sto spingendo violentemente gli Energumeni davanti a me e calpestando la Coppietta alla mia sinistra. Ovviamente con il risultato di essere guardato come si guarda un malato di mente. La Coppietta si organizza immediatamente allargando i gomiti. Nonostante l’apparenza gentile, infatti, ai concerti le Coppiette sono infinitamente più pericolose degli Energumeni Ubriachi. Difatti questi ultimi cominciano inaspettatamente a saltare assieme a me.
Ma il problema rimane, perfino gli spettatori delle primissime file non accennano il minimo movimento, per le persone più basse è quasi impossibile intravederla. Il pubblico inoltre fa partire applausi nei momenti meno opportuni e quando Carmen tira fuori dal passato “Bonsai #2”, una canzone in cui ogni parola è pronunciata al contrario, è solo una adorabile minoranza a cantarla. Vedere la Cantantessa mimare un “Non vi sento!” è uno spettacolo francamente avvilente. In compenso conoscono perfettamente tutte le Hit radiofoniche e le invocano a gran voce. Capisco che sono riusciti definitivamente a rovinarmi un concerto quando, al rientro dopo la prima uscita, la Consoli decide di concedergli praticamente tutte le canzoni richieste.



Questa storia avrebbe un finale triste, se non fosse esistito il concerto di Sabato, che ci ha mostrato una Carmen gasatissima e decisamente più “a contatto” col pubblico del solito. In mezzo c’è stato lo splendido incontro di Venerdì pomeriggio al Boldini, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Forse quella situazione per lei insolita l’ha aiutata a sentire più “vicino” il pubblico ferrarese. Forse la medesima esperienza ha aiutato lo stesso pubblico a “sciogliersi” nei suoi confronti. Forse, con più probabilità, Sabato sono tornati a vederla solo i veri appassionati, e i restanti venivano da altre province. Fatto sta che in uno Zoo meno stipato delle serate precedenti si è potuto assistere ad un esibizione splendida ( come del resto lo era stata quella di Mercoledì) e recepita nella maniera migliore da un pubblico entusiasta. Il che, ne sono certo, ha reso visibilmente soddisfatta anche la stessa Consoli.
Ci si potrebbe chiedere come sia possibile rendersi conto di quanto un artista abbia apprezzato un concerto piuttosto che un altro. A chi era presente è stato chiaro che sul palco non c’era la Cantantessa che ormai ha raggiunto successo, con le sue regole e la sua comodità priva di soddisfazione. C’era quella ragazza per cui suonare ad Agrigento era come andare all’estero.
Ed è così che, al primo rientro sul palco, incita tutti i presenti a fischiarla ed insultarla, per ricreare ciò che talvolta le toccava sopportare quando era agli esordi. Preparato il “giusto” clima, inizia a suonare alcune delle cover che costituivano il suo primissimo repertorio.
Nostalgia, Carmen?

01-02-2006 - visite: 12577

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