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A Christmas Carol 3D
di Robert Zemeckis
Una tecnologia all'avanguardia per un canto tradizionale


Il Natale, bah! Il Natale non è altro che una stupida festività creata per non lavorare.
Ebenezer Scrooge
locandina Ch. Carol
Tit. originale: id.
Regia: Robert Zemeckis
Soggetto: Un Canto di Natale di Charles Dickens (1843)
Interpreti: Jim Carrey, Robin Wright Penn, Gary Oldman, Colin Firth, Cary Elwes
Produzione: Robert Zemeckis per Walt Disney Pictures
Distribuzione : Walt Disney Pictures
Origine: Usa, 2009
Durata 90 min.
Uscita nelle sale: giovedì 3 dicembre 2009


Lo strozzino Ebenezer Scrooge (J. Carrey) è un vecchio avverso al clima natalizio ed è ancora più ostile nei riguardi del nipote Fred (C. Firth) e del dipendente Bob (G. Oldman) che paga una miseria. La notte della vigilia, però, compare al vecchio il fantasma del suo defunto socio in affari Marley (G. Oldman) che gli annuncia l'arrivo di tre Spiriti (sempre Carrey) che lo porteranno a riflettere e a rivedere la sua posizione nei confronti dell’autentico spirito del Natale.
Il racconto di Dickens è stato sin dal 1914 soggetto ad adattamenti per il grande e per il piccolo schermo, per il cinema d'animazione e per il cinema "dal vero". Robert Zemeckins da sempre un pioniere delle tecniche di animazione - si pensi alla novità di Who Framed Roger Rabbit? (1988) - propone una variazione sul tema, in 3D, perfezionando la tecnica di animazione digitale nota come motion capture. La MoCap è una tecnica di animazione digitale che permette di applicare a personaggi virtuali i movimenti di persone o animali ripresi in tempo reale e immediatamente riprodotti sullo schermo tramite sensori posti nei punti di giuntura delle ossa e di contrazione dei muscoli. Un caso esemplare dell'impiego di questa tecnica è realizzazione del Gollum diThe Lord of The Rings (2001-2003).
dickens-christmas
Zemeckis narra una storia tratta da uno dei più classici racconti di Natale in maniera nuova, mediante i complessi media tecnologici e un cast d'eccezione, con il fine di accalappiarsi un pubblico giovane, cresciuto a pane e videogames, in cerca di un’esperienza sensoriale avvolgente.
Il cosiddetto cinema "sinestesico", teorizzato negli anni '70 del secolo scorso dallo studioso statunitense Gene Youngblood, oggi punta proprio alla creazione di una realtà simulacrale che riproduce suoni e immagini molto vicine alla percezione sensoriale umana. L’immagine digitale è quindi un nuovo oggetto mediale (new media object) formalmente rappresentato da dati numerici decodificati dallo spettatore attivo con il quale sancisce un patto di interattività (performance dell’attore e interfaccia grafica).
"E’ chiaro che il 3D è una mossa commerciale per spingere la gente ad andare al cinema, ma è altrettanto vero che si può sfruttare appieno le potenzialità di questa tecnologia: basta volerlo" (L. Previtali).
L’ex-Grinch Jim Carrey ancora una volta dà prova del proprio eclettismo, indossando i panni dell’avaro Scrooge e cogliendo tra le pieghe della psicologia del personaggio lo sdoppiamento tra anima e corpo, tra vita materiale e spiritualità, tappa indispensabile per raggiungere quella che nelle opere classiche - insegna Aristotele - viene definita agnizione, ovvero uno stato di consapevolezza di sé in relazione al mondo.

Vedi "Un canto di Natale" di Charles Dickens

doris cardinali
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