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Brothers
di Jim Sheridan
un melodramma del reinserimento


brothers
Tit. originale: id.
Regia:Jim Sheridan
Interpreti: Tobey Maguire, Natalie Portman, Jake Gyllenhaal, Sam Shepard
Produzione: Michael De Luca Productions, Palomar Pictures, Relativity MediaDistribuzione
Distribuzione: 01 Distribution
Origine: Usa, 2009
Durata: 108 min.
Uscita nelle sale: mercoledì 23 dicembre 2009

Sam Cahill (T. Maguire), un ufficiale in partenza per la sua quarta missione in Afghanistan, è un padre di famiglia esemplare, uno sposo devoto e un figlio di cui essere orgogliosi, nonché un fratello premuroso che veglia su Tommy (J. Gyllenhall), uscito da poco di prigione. Sam parte per il fronte, lasciando moglie e figlie, e poco dopo viene dato per morto. Tommy si ritrova prima a dover affrontare il padre (S. Shepard), veterano del Vietnam, il quale riversa sul figlio disadattato tutte le sue frustrazioni, e poi a prendersi cura di Grace (N. Portman) e delle nipotine. Il dramma scoppia quando Sam, creduto morto, fa ritorno a casa.
Versione americana della pellicola danese di Susanne Bier, Non desiderare la donna d'altri (2004) prodotta dalla Zentropa di Lars Von Trier, Brothers accoglie in sé i luoghi comuni propri di una nazione allo sbando che, raggiunto il limite, cerca disperatamente di rialzarsi. Il senso di colpa del reduce di guerra e l’impossibilità di ritornare alla normalità, l’amore per la patria e per la famiglia da proteggere, il rapporto conflittuale padre-figlio e l’incapacità di raccontare le atrocità della guerra, sono gli elementi principali attorno ai quali si sviluppa la storia.
brothers scena
Brothers fa parte di quel filone di film legati al tema del ritorno a casa del reduce di guerra, sulla scia di C'è sempre un domani, I migliori anni della nostra vita, Il Cacciatore, Nato il quattro luglio, in cui l'esperienza bellica viene raccontata secondo i canoni del genere denominato “melodramma del reinseriemento”, che riflettono sui caratteri identitari radicati nella cultura americana e che, da Apocalypse Now (1979) a Platoon (1986), fino a Nella valle di Elah (2007), hanno messo in discussione le virtù riconosciute all’eroe di guerra e l’immagine che gli Stati Uniti proiettano di loro stessi: “Io, non sono un eroe – urla Sam a dei poliziotti – non sapete che cosa ho fatto!”.
L’interpretazione degli attori, affettata, schematica e molto legata al copione, non permette allo spettatore di lasciarsi coinvolgere dalla vicenda a causa della scarsa capacità emotiva trasmessa dai personaggi. Jim Sheridan gira attorno al mito dell’eroe puro di cuore che crolla, ma è incapace di colpire nel vivo; riesce, forse, a strappare qualche lacrima grazie all'interpretazione della piccola Bailee Madison (bella forza!).

doris cardinali
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