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Cineforum "FerraraCinema"
Intervista a Matteo Buriani
Il cinema è vivo e vegeto!


La Chinoise, J-L. Godard
Il cinema è morto. Viva il cinema! Questa affermazione lapidaria, il credo della Nouvelle Vague francese nata 50 anni fa, quale significato può assumere nei giorni nostri? Che cosa vuol dire oggi andare al cinema, o semplicemente vedere un film? Quale significato dare al termine “cinefilo”? Che cos’è il cinema nell’era dei nuovi media? I quesiti sono complessi e innumerevoli, così com’è complessa la qualità percettiva dello spettatore cinematografico odierno.
L’intento non è tanto quello di trovare una risposta definitiva a ogni domanda, quanto piuttosto quello di ragionare attorno ad alcuni concetti. Secondo Matteo Buriani, uno dei fondatori del cineforum “FerraraCinema”, il cinema non è morto, anzi, si tratta di un linguaggio che si fa via, via sempre più articolato. L’arte cinematografica, che è al contempo la fabbrica dei prodotti della cosiddetta “cultura popolare”, è fruibile da tutti e, pertanto, tutti possono discuterne a riguardo nella misura in cui si matura una propria capacità critica. Il cineforum diventa, in questo senso, un luogo di incontro di persone in carne e ossa, di opinioni e di gusti, un’occasione per condividere un qualcosa, e questo qualcosa è il cinema. Ma, ammonisce Matteo Buriani in stile Nanni Moretti, “No, il dibattito no”!
Il cineforum, infatti, è aperto a chiunque voglia vedere le rassegne proposte, senza correre il rischio di rimanere imprigionati nella sala in vista di uno stucchevole dibattito. Chi lo desidera può esprimere il proprio parere liberamente e se il film piace è possibile lasciare, alla fine della proiezione, un’offerta per sostenere “FerraraCinema”. Il cineforum ha un proprio spazio su FaceBook ed è possibile iscriversi alla newsletter se si partecipa, almeno una volta, alle proiezioni.
Matteo Buriani dichiara di fare svariate cose nella vita… Ciò nondimeno la sua attività principale è quella di lavorare per l’impresa “Kuva Comunicazione”, fondata assieme a Michele Travagli e Paolo Bevilacqua, e di cui potete trovare la pagina su FaceBook.
Matteo collabora, inoltre, con il Comune di Ferrara e segue il progetto IMAGIN@ACTION TV presso lo spazio “Area giovani”, dove ha altresì sede il “Cineforum FerraraCinema” curato, negli ultimi anni, anche da Valentina Mosca.


OCCHIAPERTI.NET [O]: Sappiamo che è da tempo che ti occupi del cineforum; da quanti anni e com’è nata questa iniziativa?

MATTEO BURIANI [M.B.]: Il cineforum ha inizio 10 anni fa, quando Michele Travagli, il mio attuale socio, e io siamo stati contattati da Giorgio Benini di “Area Giovani” che ci ha chiesto se eravamo interessati a promuovere un’iniziativa culturale in una nuova struttura comunale con sede in Via Labriola. Il Comune, infatti, avrebbe messo a disposizione un proiettore e delle casse anche se, in un primo momento, abbiamo utilizzato delle casse nuove messe a disposizione da uno spettatore. Così abbiamo incominciato a proporre un ciclo di proiezioni, qui in Krasnodar, presentando per lo più i film che ci piacevano. L’inizio non è stato proprio dei migliori, perché non veniva assolutamente nessuno, e anche se ci piaceva vedere i film sul grande schermo, non era il massimo della soddisfazione. A un certo punto, Michele e io abbiamo iniziato a far girare la voce sull’esistenza del cineforum soprattutto attraverso "Occhiaperti.net", presentando le rassegne e scrivendo le recensioni - in modo da poter conferire una certa visibilità alle nostre proposte - e andando in giro per i festival. Se inizialmente si proponevano film che a noi piacevano in quanto semplici spettatori cinematografici, in seguito siamo riusciti a proporre film visti durante i festival di cinema che in Italia non hanno una grande distribuzione o sono difficili da reperire. Quindi le programmazioni si basano su film non solo presentati in occasione di manifestazioni cinematografiche, ma anche positivamente recensiti all’estero. Pertanto “Area Giovani”, "Occhiaperti.net", il volantinaggio e la newsletter sono le strategie di promozione che hanno attirato sempre più gente verso il cineforum. Quando ospitiamo una quarantina di spettatori, possiamo ritenerci più che soddisfatti!

[O]: Hai presentato di recente il film Mr. Lonely che ha riscosso molto successo, grazie anche al fatto che il regista è stimato da una nicchia di fan…

[M.B.]: Questo è uno dei meccanismi per cui funziona bene il cineforum. Il regista a cui ti riferisci è Harmony Korine, amatissimo da una nicchia di cinefili italiani. Il suo ultimo film, infatti, è stato poco visto in Italia, abbiamo deciso di proiettarlo e sono venuti a vederlo in tantissimi.
Mr. Lonely - H. Korine
[O]: Che tipo di difficoltà si riscontrano durante l’organizzazione del cineforum?

[M.B.]: Principalmente noi non puntiamo tanto a convincere le persone che qui al cineforum si proiettano solo film “belli”. La nostra priorità è piuttosto quella di proporre rassegne interessanti, in genere molto varie, che coinvolgano spettatori dai gusti più diversi. Può pertanto capitare che uno spettatore venga a vedere un film su quattro (ogni rassegna presenta in genere quattro film in un mese, proiettati ogni martedì) e ritorni la volta dopo a vederne altri in base ai suoi gusti e ai suoi interessi. Tuttavia questo non rappresenta di per sé un problema, poiché vengono fornite allo spettatore tutte le informazioni utili a valutare se il film gli interessa o meno. Detto questo, la difficoltà maggiore riguarda il mettere al corrente la gente sull’esistenza del cineforum stesso. Con questo non voglio dire che le persone non vengano al cineforum, anzi, siamo molto contenti, perché c’è un afflusso sempre costante di gente nuova. Il fatto, però, è che mi dispiace quando, per esempio, lascio un volantino all’università e qualche giorno dopo lo ritrovo sommerso da volantini di discoteche (per carità, va benissimo che ci siano!); evidentemente lo spazio è troppo limitato per raccogliere tutte le attività. Questo ha, però, comportato che molti non siano ancora al corrente dell’esistenza del cineforum, e chi vi si reca per la prima volta dice: “Che bello questo cineforum, complimenti! Da quanto tempo esiste?”. Nonostante operi da dieci anni, non sono molti i ferraresi al corrente dell’esistenza del cineforum. Al cineforum si capita un po’ per caso e si è felici di averlo scoperto. Pazienza, se non è possibile farlo sapere a tutti. Noi siamo ugualmente soddisfatti quando riusciamo a coinvolgere trenta, quaranta, cinquanta persone!

[O]: In merito alle rassegne proposte, sembra di capire che non esista una tipologia specifica di spettatori alla quale si rivolge il cineforum. Di solito come sono ideate e organizzate?

[M.B.]: In realtà, noi cerchiamo sempre di pensare a delle rassegne che possano piacere a ogni tipo di pubblico. A rigor di logica, essendo tanti i cinefili, a loro volta suddivisi in svariate nicchie, ogni rassegna sembra mirata a una tipologia specifica di spettatori. Ma non è detto. Può, infatti, capitare che lo spettatore appassionato di cinema d’animazione giapponese venga a vedere il dramma svedese o il film comico americano; alla fine non si riscontrano più di tanto grandi esclusioni tra il pubblico, nonostante le preferenze di ogni singola tipologia di cinefili. Le rassegne quindi sono ideate per coinvolgere tutti – indipendentemente dai gusti cinematografici e dal target – e organizzate anche grazie alla fiducia che si è guadagnato nel tempo il cineforum. La cosa curiosa è che a volte si propongono rassegne adatte a un pubblico più maturo, perché richiedono competenze e strumenti più complessi alla comprensione del film, e invece si ritrovano in sala spettatori molto giovani. Questo significa quanto sia difficile, per non dire impossibile, prevedere chi verrà a vedere un determinato film: è evidente che questo è un cineforum per la gente a cui piace il cinema, null’altro.

[O]: Si è parlato di gusti, di pubblico cinematografico, e si è accennato a un cinema cinefilo o a un cinema per cinefili. Che cosa significa oggi essere cinefili? Una volta ci si riferiva al quel gruppo di persone che si recavano al cinema e divoravano i film, possibilmente in prima fila e fumando sigarette in sala. Come si può far collimare la figura del cinefilo “puro” con quella del “videofilo”, in riferimento ai figli dei nuovi media?

[M.B.]: Secondo me, la differenza sostanziale consiste, molto semplicemente, nel guardare un film a casa propria e guardare un film in sala assieme a un pubblico. Il rischio che si corre oggi è quello che non si vada più al cinema con altre persone o da soli per incontrare altri spettatori con cui condividere gli stessi gusti, ma si preferisca vedere i film a casa propria. Il cineforum ha lo scopo di riunire e coinvolgere i presenti, cosa che si è persa nel tempo, perché divertirsi assieme vedendo un film è un’esperienza unica, soprattutto nei casi in cui è il film stesso a richiedere la partecipazione del pubblico. Si pensi alle commedie e ai film comici che richiedono questo tipo di intervento da parte del pubblico in sala, e il cui effetto non risulterebbe lo stesso se si guardasse lo stesso film da soli a casa. Pertanto il cinefilo, a mio avviso, è colui che “ama il cinema”, e il cinema ha sostanzialmente un suo linguaggio che ha una sua ragione di esistere, sia che lo si fruisca a casa o in sala, perché si tratta di un prodotto con una sua forma specifica. Bisognerebbe svecchiare alcuni concetti, a partire dalla formula “cineforum+dibattito”, per comprendere che cosa significhi guardare un film. Nel nostro cineforum il dibattito è vietato! La gente, se vuole, può parlarne, alla fine della proiezione, e di solito si formano gruppetti che ne discutono. Non vogliamo assolutamente imporre un dibattito, semmai recuperare quella che è la spontaneità dell’esperienza filmica, facendo ritrovare molte persone che amano il cinema in uno stesso luogo.

[O]: Questa potrebbe essere la base per ridefinire un nuovo concetto di cinema per cinefili alla luce del panorama percettivo odierno. Svecchiati, quindi, i concetti di cineforum e di cinefilo, concentriamoci sul gusto cinematografico del vostro pubblico. Quest’anno avete aperto la stagione con la rassegna Sfigati!, un titolo bizzarro, divertente e audace per un cineforum, non trovi?

[M.B.]: Sfigati! è sicuramente un’idea divertente, ma anche audace. C’è chi mi ha detto: “Ma sei matto a mettere come sottotitolo La rassegna cinematografica che piace alla gente che non piace? Non verrà nessuno!”. Diciamo che una delle caratteristiche principali di questo cineforum è quella di non prendersi particolarmente sul serio…

[O]: Nel senso di non concepire il cineforum in maniera pesante secondo la formula “cineforum+dibattito”, che propone solo film ritenuti d’autore? Perché la rassegna Sfigati! contiene al suo interno film apparentemente banali che si rivelano essere, invece, lungometraggi dotati di una forte morale e di uno spiccato intento poetico da parte dei registi, come per esempio Fanboys di Kyle Newman, l’ultimo film della rassegna.
fanboys promo
[M.B.]: Nel caso di Sfigati! abbiamo raccolto un po’ di film che avevano a che fare con l’universo nerd, come Fanboys appunto, che è piaciuto moltissimo al pubblico, nonostante i pregiudizi o i timori di alcuni. Il problema, come ho detto prima, riguarda più che altro far arrivare la notizia delle rassegne attraverso i canali tradizionali come il volantinaggio. Il web, al contrario, risulta essere un ottimo strumento per far circolare le informazioni, tant’è che quest’anno le prime rassegne hanno visto un numero discreto di persone, cosa difficile da realizzare se si pensa alla lenta ripresa che segue la pausa estiva, perché bisogna riprendere da capo la promozione del cineforum. La strategia comunicativa è stata quindi azzeccata, nonostante il titolo bizzarro della prima rassegna di quest’anno.

[O]: Sfigati!potrebbe porre diversi dubbi sia su una certa ortodossia del cineforum sia su un certo pudore che comunemente si affibbia a questo tipo di attività culturale. Al contempo, l’iniziativa rivela freschezza e originalità per via dei film introvabili o poco noti proiettati ad “Area Giovani”. Che ne pensi?

[M.B.]: Io in quanto organizzatore e gli altri in quanto spettatori (che ritornano) siamo tutti cinefili senza pudore. Ho una teoria a tale proposito, nel senso che di solito si opera un distinguo tra cinema “di genere” e cinema “d’autore”, sempre senza dimenticare che questi sono termini che ci aiutano nel discorso, se non presi alla lettera. Solitamente si pensa che il cinefilo guardi solo il cinema d’autore. Io credo, però, che nei film di genere, come l’horror o di fantascienza che si vedono al cineforum, si possa spesso scorgere un autore; posso inoltre aggiungere che in molti film considerati d’autore si riesca a scorgere il genere. Per questo motivo, quando il cinema d’autore diventa dogma, nel senso che il cinefilo che frequenta un cineforum deve vedere quel determinato tipo di film, ecco che quel cinema diventa cinema di genere, perché il regista ha creato un prodotto – proprio come avviene per il cinema commerciale – funzionale alle esigenze di una tipologia di pubblico. Il nostro cineforum così com’è concepito cerca, in un certo senso, una rottura all’interno del genere. Perciò i film proposti sono in apparenza privi di ambizione. La rassegna “Biografilm: Stelle Cadenti”, per esempio, ha presentato JCVD, film che ha come protagonista Jean-Claude Van Damme nel ruolo di se stesso e che ha riscosso un enorme successo nei festival di cinema indipendente e presso la critica cinematografica. JVCD è un caso esemplare che dimostra come operiamo qui al cineforum. Il nostro intento è quello si sorprendere lo spettatore, più o meno esperto di cinema, offrendogli qualcosa di molto particolare.
JCVD Locandina
[O]: Quindi se si va al cineforum per essere sorpresi, è altrettanto vero che chi vuole discutere di cinema debba prima vedersi tutte – o buona parte – le opere cinematografiche che hanno segnato la storia del cinema presentate in altri cineforum?

[M.B.]: Secondo me, non esiste una contrapposizione netta tra altri cineforum che propongono rassegne dedicate alle pietre miliari della storia del cinema e il nostro che cerca, invece, qualcosa di particolare per il pubblico che ci frequenta. Per quanto mi riguarda, esistono approcci diversissimi su come si organizza un cineforum ed è importantissimo che i cineforum siano diversi tra loro. È, infatti, rilevante vedere sia le pellicole di Méliès, per esempio, sia i film più sconosciuti in Italia. Si può scegliere di organizzare un cineforum dedicato ai film fondamentali della storia del cinema, e se mi chiedono un parere, io consiglio di guardarli tutti, dal primo all’ultimo e con molta attenzione! Tuttavia, questo non vuol dire che i cineforum, in quanto tali, debbano proporre solo lungometraggi di autori del cinema. Non è nemmeno detto che un cineforum che dedica una rassegna a un grande autore, diciamo Godard, non presenti la volta dopo una rassegna sull’horror-movie americano degli anni ’70. Il materiale cinematografico che gira è tantissimo. Per come la vedo io, il cinema non è morto, ma è vivo e vegeto, e continua a sfornare pellicole interessanti. Il problema è che spesso molti film in Italia non hanno una grande visibilità, nonostante abbiano fatto parlare molto all’estero. Questo accade, per citare un esempio calzante, con il cinema d’animazione giapponese che noi, invece, abbiamo contribuito a far conoscere grazie al cineforum. Il cinefilo non deve rimanere ancorato solo al cinema del passato, non deve smettere di cercare; questo è, secondo me, quello che la maggior parte dei cineforum a Ferrara si propone di realizzare.
Infine, non avendo una missione particolare, non vogliamo evangelizzare nessuno, né imporre una nostra interpretazione dei film. Qui al cineforum, se pensiamo di svolgere un ruolo positivo, questo consiste nel riabituare le persone ad andare al cinema, ad amare il cinema, proprio perché viviamo un’era in cui siamo sommersi da tantissimo stimoli e tantissima pubblicità che spesso ci confonde e non ci permette di capire cosa viene proposto in sala. Quando facciamo conoscere un certo autore al cineforum, ricordiamo, dopo la proiezione, che nella sale sta uscendo l’ultimo film di un regista che piace molto e che noi abbiamo già presentato al cineforum. Non amiamo chiudere gli occhi nei confronti delle novità; anzi, le accogliamo sempre con lo spirito di chi ama andare al cinema.

Ringraziamo Matteo Buriani, e vi consigliamo di seguire il cineforum, perché ne vale davvero la pena! Vi ricordiamo inoltre che su FaceBook potete trovare la pagina del cineforum “FerraraCinema” (Area Giovani/ ex-Centro Rodari, Via Labriola 11), ricca di commenti e anticipazione sulle prossime rassegne.




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