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Adieu Rohmer!
parla Goffredo Fofi
muore all'età di 89 anni un grandissimo cineasta francese


Articolo scritto da Goffredo Fofi in occasione dell'uscita de Gli amori di Astrea e Celadon (2007).
astrea
[...] La corsa a interpretare il nostro tempo pervade filosofi, storici, giornalisti, scienziati, politici, romanzieri, con il risultato che – mentre ci appaiono evidenti le immense trasformazioni avvenute e che stiamo subendo – aumenta il nostro disagio di fronte alla vita che ci si fa vivere, il suo senso ci è sempre meno chiaro, e soprattutto nessuno ci aiuta davvero ad affrontarla in modo non passivo. Il filone più ambiguo e ipocrita, e per questo a volte molto nefasto, del nostro cinema nazionale è stato quello dei “film di denuncia”, ma si direbbe che questo, a giudicare da Venezia, stia diventando il genere prediletto dal cinema di molti paesi.
eric rohmer
[...] Rohmer va in direzione inversa, da vecchio “reazionario” che piuttosto che dei problemi sociali e di tante forme di emarginazione ha sempre preferito parlare dei sentimenti, dell’intelligenza, delle complicazioni e difficoltà dei comportamenti borghesi, come fosse un ultimo grande borghese.
I suoi ultimi film, però, si spingono molto più in là, e rifiutano ogni discorso sul presente che non avvenga per vie estremamente indirette, a contrario. Penso al film sulla Rivoluzione francese, vista al negativo ("La nobildonna e il duca"), o a quello sugli anni trenta ("Triple Agent"). Ma Gli amori di "Astrea e Celadon" si spinge molto più avanti, anzi indietro. La Rivoluzione dell’89 o la confusione politica degli anni trenta del Novecento ci appartengono ancora molto, anzi moltissimo: fanno parte del nostro Dna politico, storico, culturale.
[...] Sì, ci si può ancora appassionare alle difficoltà degli amanti che sono dettate dalle loro esigenze morali e non dagli impedimenti sociali, ci si può ancora divertire a seguire le peripezie e i travestimenti e i vari modi di astrarre dal reale per andare al nocciolo dei problemi sentimentali e morali – proprio come Rohmer faceva nei suoi film al presente – fregandosene delle convenzioni alla moda.
E in definitiva Rohmer ci dice che forse è bene rivolgersi all’oggi senza subire i suoi ricatti, parlandone per via indiretta anche senza citarlo o addirittura negandolo: semplicemente ricordando e mostrando che non ci sono sempre state le credenze, le convenzioni, i pregiudizi, la volgarità, la sfrontatezza, l’esibizionismo, il cinismo di oggi – in tutti i campi.

redazione
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