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Soul Kitchen
di Fatih Akin
Cibo e anima a ritmo di soul


Chef: “Cibo per l’anima…”
Zinos: “Mi piace...”
Chef: “Soul Kitchen”
Zinos: “Mi piace!!!"
affiche
Tit. originale: id.
Regia: Fatih Akin
Interpreti: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Anna Bederke, Pheline Roggan, Lukas Gregorowicz, Dorka Gryllus, Wotan Wilke Möhring, Demir Gökgöl, Zarah Jane McKenzie
Produzione: Corazón International
Distribuzione: BIM Distribuzione
Origine: Germania, 2009
Durata: 99 min.
Uscita nelle sale: venerdì 8 gennaio 2010

Siamo ad Amburgo. Zinos Kazantsakis (A. Bousdoukos), cuoco da strapazzo di origini greche, gestisce il “Soul Kitchen”, un ristorante in periferia che ospita una clientela alla buona. Attorno a Zinos gravitano altri personaggi dal carattere eccentrico e singolare: la fidanzatina Nadine (P. Roggan), ambiziosa giornalista in partenza per la Cina; il fratello Illias (M. Bleibtreu) ladruncolo con il vizio del gioco; la cameriera Lucia (A. Bederke) che vive in un appartamento occupato abusivamente e sogna di diventare un'artista; Neumann (W. W. Möhring), ex-compagno di scuola di Zinos, disposto a tutto pur di comprare il locale per rilevarne il terreno; infine, il costruttore di barche Socrates (D. Gökgöl) che rimanda sempre il pagamento dell’affitto. A questo turbinio di personaggi si aggiungono quelli del fisco e un’ernia del disco improvvisa che non permette a Zinos di lavorare. Così viene assunto un abile cuoco di haute cuisine (lo strepitoso Birol Ünel) che trasforma il “Soul Kitchen” in un locale alla moda, coniugando cibo raffinato per gente alla mano e buona musica per i giovani.
scena film
Fatih Akin, classe 1973, non è un cineasta dell'emigrazione, come si potrebbe pensare vedendo questa pellicola; ma è turco di seconda generazione nato ad Amburgo. Egli si ispira ad autori della New Hollywood come Scorsese per raccontare una storia relegata ai margini della società multietnica; in questo caso la minoranza è quella greca.
Il regista de La sposa turca, premiato al Festival di Berlino nel 2004, propone una commedia brillante, in cui i personaggi sembrano farsi guidare dalla forza motrice degli eventi senza essere minimamente capaci di reagire.
Tutti si muovono all’interno del piccolo cosmo di Zinos, alternandosi a coppie come se si trattasse di un’allegra danza da cui emerge quel percorso di emancipazione sociale e di ricerca delle proprie radici che trae origine dalla musica. "Tutti gli immigrati e specie i turchi si identificano con la musica black, da qui il titolo. La musica identifica gli immigrati e Amburgo è la città della black music", commenta il regista.
Il ritmo regge alla grande e, tra una risata e l’altra, c’è posto anche per momenti di autentica commozione, in cui i legami e gli affetti risolvono ogni conflitto.
Soul Kitchen è una commedia che, in rare occasioni, sfiora il paradossale senza mai incontrarlo davvero, affrontando in maniera intelligente l’elemento comico con trovate geniali: il mal di schiena del protagonista diventa il filo conduttore che regala momenti di autentica ilarità, non cadendo però nel ridicolo o nel patetico; allo stesso modo la trama romantica riveste un ruolo di cornice in cui si concatenano una serie di microeventi talvolta casuali.
Morale: il riso non sempre abbonda sulla bocca degli stolti…
Gli attori sono perfetti, e molto simpatici. Superfluo dire che la colonna sonora è stupenda.

Nicole Mistroni&doris cardinali
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