RECENSIONI \ Magnifica ed emozionale elettricità

Attesissimo, il nuovo album dei Marlene Kuntz, Senza Peso

di Claudia Spisani
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marlene kuntzPotrei non smettere mai di parlare di Senza Peso. Se l’attesa di un nuovo lavoro fosse ogni volta così propizia, potremmo aspettare secoli; anche questa volta i Marlene Kuntz hanno partorito qualcosa di unico. L’eremitaggio di Cristiano Godano in un agriturismo toscano, la registrazione a Berlino, le collaborazioni con Rob Hellis e Head hanno giovato ad un capolavoro che in realtà senza peso non è. Le chitarre e il basso marleniani accompagnano le orecchie avide già dalla iniziale Sacrosanta verità, la sensualità della voce di Ci siamo amati può mutare in sboccato erotismo, giochi di ombre al Motel Voluptas in Con lubricità. La malinconica dolcezza del violino, i toni rauchi di Notte o l’ironia grottesca di A fior di pelle (“Ci sono istanti che vivere è una merda: che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta”).Leggiadra Danza il verbo di Godano, ti culla una voce avvenente e un basso come il battito del cuore ma L’uscita di scena risveglia energicamente dal torpore con la sua chitarra piuttosto “grassa”. Identità confuse e voce ondosa in Schiele, lei, me; il dolce amaro di Ricordo è stato per me un colpo di fulmine, un’atmosfera noir resa persino da un archetto su un bicchiere, altalenante tra il prezioso ricordo e l’amarezza della realtà sull’orlo di un suicidio. Laura (o Saffo?), poetessa che prega l’amore e sembra quasi di sentire il suono flebile delle lacrime che cadono. La rabbia rock, piuttosto triste (Secondo chi vorrà) cede il posto a Fingendo la poesia, in cui come aedi narrano di tramonti inebrianti, di cieli stellati e dell’oceano, quasi arriva fin qui l’odore salmastro. Mi pare di aver colto in Scorre persino la filosofia eraclitea. L’immancabile Spora n°101 (Cristiano e compagni hanno ammesso di non sentirsela di lasciarla fuori dall’album, rinunciando ad inserire altri pezzi già pronti) rivela l’unione tra passato e presente, una melodia sinuosa “disturbata” da suoni quasi industriali, perfetto brano di chiusura.
Una filosofia forse difficile da capire ma tremendamente intensa se conquistata, lasciatevi almeno una volta trasportare Senza Peso, lasciate il corpo e fate fluttuare l’anima.

01-02-2006 - visite: 9312

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