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Berlinale 2010 - 1
11 e 12 febbraio


La Berlinale è un sogno a occhi aperti; il cuore della 60° edizione del festival pulsa al centro della meravigliosa Postdammer Platz, luogo che oggi è ritenuto essere uno degli esempi più rinomati ed eleganti dell’architettura contemporanea.
berlinale
Ieri, l’11 febbraio, il festival si è aperto con la proiezione di Tuan Yuan (Apart Together), pellicola in concorso del regista cinese Wang Quan’an, già vincitore dell’Orso d’Oro nel 2007 con Il Matrimonio di Tuya. La trama è molto semplice: un veterano, dopo essere fuggito ed essersi rifugiato a Taiwan, ritorna a Shangai dove ritrova un vecchio amore, ma diverse saranno le complicazioni che porteranno l’uomo a ritornare a Taiwan. La storia si sviluppa nello scenario di una Shangai popolare, e le incomprensioni famigliari si consumano sulle tavole imbandite: il cibo fa da cornice agli elementi dell’azione e alle relazioni dei personaggi. Essenziale a livello filmico, Apart Together è un racconto sul passato che, spesso, non può essere compatibile con il presente, portando con sé nostalgia. Alla lunga il film risulta noioso.
mcgregor
Oggi, 12 febbraio, sono stati proiettati Howl di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, My Names is Khan di Koran Johar e l’attesissimo The Ghost Writer di Roman Polanski (questi ultimi due film sono fuori concorso).
My Names Is Khan è la storia di Rizwan Khan, un bambino musulmano affetto dal morbo di Asperger, che cresce, assieme alla madre, nella sezione Borivali di Mumbai. Divenuto adulto Rizwan, incontra a San Francisco Mandira, una giovane madre indù, e se ne innamora. Il film riflette sugli eventi del post 11 settembre (periodo in cui Rizwan viene arrestato in quanto sospettato); dopo la terribile esperienza del carcere, Rizwan intraprende un viaggio per incontrare il presidente Barack Obama e per ritrovare se stesso. Il percorso di purificazione intrapreso dal giovane viene raccontato con un tono asciutto e privo di qualsiasi forma di patetismo, anche se il viaggio per incontrare Obama lascia un po’ perplessi.
Robert Epstein e Jeffrey Friedman ricostruiscono, con Howl, un momento storico particolare visto da tre diverse angolazioni. Nel 1957, infatti, la poesia Howl di Allen Ginsberg viene censurata da un tribunale e la composizione letteraria viene, nel tempo, perseguitata dalla giustizia, perché ritenuta oscena. Il film documenta il procedimento giudiziario del caso, e ricostruisce al contempo le relazioni del poeta Allen Ginsbergs con i suoi amici e colleghi. Costruito sulla scia di A sangue freddo (ispirato all’opera e alla vita di Truman Capote) il ritmo dell’azione e l’incrocio degli eventi tengono desta l’attenzione, e gli eventi sono raccontati in maniera molto originale.
The Ghost Writer è un thriller girato alla Hitchcok, e racconta la vicenda dell'ex-primo ministro britannico, Adam Lang, che vive su un'isola negli Stati Uniti assieme alla moglie, alla segretaria, alle guardie del corpo, e a un ghost writer. Lo scrittore giunge sull’isola dopo la scomparsa misteriosa del precedente ghost writer, e inizia a comprende, poco alla volta, di essere invischiato in una situazione scomoda, poiché Lang è accusato di avere acconsentito alla tortura di prigionieri sospettati di terrorismo, durante il suo mandato.
Pellicola eccezionale, questa, in cui Polanski dimostra ancora una volta di non sbagliare un colpo, e Ewan McGregor si rivela essere un degno successore di James Stewart.
Tra i vipS in attesi, il red carpet della Berlinale ha ospitato in questi giorni Renèe Zellweger e Tilda Swinton, nonché il presidente della giuria Werner Herzog, Francesca Comencini, Polanski e McGregor.




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