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Stanley Kubrick fotografo - 1945-50
Ultimissimi giorni a Venezia
Palazzo Cavalli Fianchetti


A Venezia
Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti – Palazzo Cavalli Fianchetti
fino al 14 novembre 2010
200 fotografie realizzate da Kubrick


La mostra presenta duecento fotografie, stampate dai negativi originali, realizzate dal 17enne Kubrick dal 1945-1950. L’esposizione, curata da Rainer Crone, è stata realizzata da Giunti Arte Mostre Musei in collaborazione con Libraby of Congress di Washington e Museum of The City of New York.
lustrascarpe
Il 26 giugno del 1945 viene pubblicata una foto che ritrae un edicolante addolorato per la morte di Roosvelt. Questo scatto decreterà la carriera di Kubrick come fotoreporter per la testata Look, di cui sono state trovate ben 12 mila scatti, realizzati nell’immediato dopoguerra.
Durante la mostra è possibile, infatti, ammirare una serie di narrazioni a episodi, tipici del “metodo Look”, che consistono nel pedinamento del soggetto ignaro, cercando di trarre da questo delle pose naturali.
Le istantanee di Kubrick, “che stupiscono per la loro sorprendente maturità, non posso essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humour di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilità di rappresentazione e con la propria percezione della realtà” (Rainer Crone).
La mostra è suddivisa in otto sezioni tematiche che costituiscono il percorso delle fotografie esposte.
Si inizia con la serie degli scatti effettuati da Kubrick in Portogallo, foto particolarmente suggestive e rispettose nei confronti dei soggetti ritratti, cioè gli abitanti del posto, giovani pescatori, anziane e bambinette che passeggiano per le vie del borgo.
A questa serie seguono “Crimini”, scatti nei quali si intravede la vena indagatrice dell’occhio del futuro regista, e una sezione dedicata a Betsy Furstenberg, bellezza canonica di altri tempi, nonché simbolo della vita mondana newyorkese, contrapposta alla vita precaria di un lustrascarpe che si aggira per le strade della Big Apple.
Questo ultimo è forse il soggetto più interessante della mostra, poiché ben coglie le differenze culturali e sociali di una città complessa, ammaliante e controversa. Da un punto di vista poetico, invece, la serie del lustrascarpe ricorda molto di scatti di Henri Cartier-Bresson, nella capacità di cogliere il momento, immortalando la vita.
Interessante risulta il confronto tra altri due gruppi di scatti che riguardano le foto scattate presso la Columbia University, l’università che avrebbe istruito la classe dirigente del futuro, e quelle scattate nel Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria in cui venivano ospitati ed educati i figli orfani di guerra.
Infine, altre due serie dedicate al mondo dello spettacolo sono gli scatti dei musicisti dixieland di New Orleans, e gli atleti del circo.
La mostra, nel suo complesso, non offre di certo una vasta gamma di soggetti, ma permette di comprendere il percorso etico e poetico di colui che diverrà uno dei massimi cineasti contemporanei, e di rinvenire negli occhi "aperti e chiusi" di Kubrick quella arguta capacità di vedere il proprio tempo, prevedendone il futuro.

doris cardinali
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