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8 Mile
Con Eminem (nei cinema dal 14 Marzo)
Di Curtis Hanson
testo alternativo “Look.. if you had.. one shot, or one opportunity
To seize everything you ever wanted.. in one moment
Would you capture it.. or just let it slip?”
“Guarda..se tu avessi una possibilità, un’opportunità di afferrare tutto ciò che hai sempre voluto…in un momento…lo cattureresti..o lo lasceresti scivolare via?”
In queste poche parole, è racchiuso tutto il significato del film 8 Mile…
Jimmy Smith a.k.a. Rabbit, è un ragazzo americano bianco che vive ad 8 Mile.
8 Mile, è una zona di Detroit, che separa la ricchezza dalla miseria, il degrado sociale e urbano, dalle villette benestanti, che taglia simbolicamente in due la città. Jimmy vive in un tugurio, con la madre alcolizzata, la sorellina Lily che ama e protegge più di se stesso, e l’uomo di sua madre che odia più di se stesso.
Jimmy ha il grande sogno di trovare nel rap l’uscita di sicurezza dalla sua vita. Vuole essere un rapper, poter vincere le gare di freestyle, incidere il suo primo disco. Ogni occasione è buona per mettersi in gioco, ma lui sembra non esserne capace. Alla sua prima gara, rimane ammutolito davanti ad un pubblico che lo sfotte, lo umilia. Unico bianco che vuole battere i neri su ciò che loro hanno inventato: il rap!
Ma a Jimmy il ruolo di perdente sta stretto. Scrive e riscrive le rime che lo possono salvare. Le fissa nella sua testa.
Ma non basta, gli manca qualcosa. Qualcosa che lo faccia incazzare, qualcosa che tiri fuori la rabbia che ha dentro, ma che ancora non riesce ad esprimere.
La ragazza che ama, non esita a vendersi al miglior offerente, a chiunque le prometta un posto nell’olimpo dello showbiz. Anche lei mira in alto, vuole uscire dalla miseria. E chi meglio di un produttore discografico può spianarle la strada?
Jimmy ora è carico, ora che vede realmente com’è la sua vita. Ora risale sul palco.
Ora tutti lo applaudono e lo acclamano.
Ora i suoi sogni non sono poi così lontani.
Questo è 8 Mile, il primo film di Eminem. Potrebbe sembrare molto autobiografico è vero. Ma questo film è molto più semplice della vera vita di Marshall Mathers a.k.a. Eminem.
8 Mile è un film sulle problematiche dei ragazzi di oggi, sull’odio, sulla discriminazione sociale, razziale e sessuale, sulla voglia di evasione, di emergere. Di non essere solo un povero ragazzo americano che può solo sognare. In un certo senso è un insegnamento.
Si è scritto anche, che è il primo Musical Hip Hop. Oddio, è esagerato! Di musica nella storia ce n’è tanta, ma non è la musica l’elemento determinante del film. Direi piuttosto, che sono i personaggi che vivono di musica, ma che non rappano di continuo.
Ottima la colonna sonora, tanto che sono usciti 2 cd: “8 Mile soundtrack” e “More Music from 8 Mile”.
A quanto pare, Eminem non è solo un cantante..
Non mi aspettavo tanta bravura nel recitare. Magari, non gli è stato difficile interpretare un altro se stesso. Ha solo dovuto rivivere. E’ stato espressivo, credibile, ma non direi di aver scoperto un nuovo attore. Almeno non prima di aver visto un altro film interpretato da lui. Era una parte a lui congeniale, nessun altro avrebbe potuto recitarla.
Non so come tradurranno il film, io l’ho visto in lingua originale. Spero lascino i sottotitoli, almeno per i freestyle, perché in Italiano sono intraducibili. “Tutti i nigga, brotha, bitch, e gli innumerevoli fuck”, che sono tipici dello slang americano, non possono essere tradotti in italiano, non hanno senso, perdono valore all’interno della frase.
E quante parole taglieranno…
Bravissima anche Kim Basinger, nel ruolo drammatico della madre di Jimmy. Ha saputo trasmettere la sofferenza di una donna alcoolizzata e maltrettata dal suo compagno, che sfoga le sue ire sul figlio. Molto diversa dai ruoli di donna fatale che spesso ha interpretato.
Non ho mai recensito un film, e non so nemmeno se sono stata in grado di rendere l’idea.
Amo Eminem, e qualsiasi cosa faccia, indipendentemente dalla marea di gossip che gli si è creato intorno. E’ un vincente, tanto da essere candidato all’Oscar con la miglior canzone, “Lose Yourself”, che è diventato il segno distintivo del film.
Non sarà un kolossal, e non lo reputo tale, ma è un bel film. Lo è anche per chi non conosce Eminem e la sua vita, per chi non conosce il rap e tutto quello che gli gira intorno. E’ un pezzo di vita americana, che in Italia non vivremo mai. (purtroppo…o per fortuna)

Ilaria


PICCOLA NOTA DEL CRITICO

Non avevo intenzione di aggiungere qualcosa alla recensione di Ilaria, ma è il valore del film a spingermi a dare un mio punto di vista.
8 Mile è intenso, coraggioso e lucidissimo nella messa in scena. Forse non è bello quanto i due precedenti film di Hanson, "L.A. Confidential" e "Wonder boys", ma vista la materia trattata è veramente sorprendente la capacità del regista di evitare ogni possibile scivolone.
Certo, la trama potrebbe sembrare a prima vista un accozzaglia di luoghi comuni. In realtà, lavora in maniera molto intelligente sui simboli.
E così, con pochi accenni, Hanson caratterizza in maniera semplice ma funzionale i personaggi. E lascia ai loro discorsi la definizione di un mondo in cui l'8 mile è una linea che divide il quartiere povero da quello ricco, ma che attraversata al contrario significa rifiuto totale degli afroamericani nei confronti del "bianco". Uno di questi due "sensi" dovrà cadere.
Il regista non si astiene nemmeno dal dare un giudizio sullo stato attuale del rap. Nelle battaglie in freestyle viene recuperata tutta l'aggressività che il rap aveva prima dell'Era di MTV. In questi scontri Hanson incarica il personaggio di Eminem di distruggere uno ad uno tutti i nuovi Status Symbol dell'hip hop: dai muscoli esibiti alla "posa" da Gangsta. Costantemente evocata nei discorsi è la pistola posseduta dal campione in carica, utilizzata come simbolo di potenza che il regista "svela" poi come privo di sostanza. Un bel modo di fare piazza pulita di tutto il rap che ha perso di vista i propri obbiettivi per concentrarsi su una spettacolarizzatissima violenza.
A proposito di spettacolo, chi entra al cinema in questi giorni si aspetta un videoclip. Si trova invece di fronte ad un film totalmente privo di artifici estetizzanti e coraggiosamente "lento"(per lo standard MTV), come se il regista avesse voluto lasciare che le "immagini" non disturbassero le "parole". E questo significa aver capito perfettamente di cosa si sta parlando.

Ehm...la nota non è poi così piccola come volevo. Merito di "8 Mile".

Matteo Buriani

testo alternativo




P.S. I sottotitoli durante le canzoni ci sono. Perdono inevitabilmente molto del gusto della rima, ma ci sono. Ben fatto.


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