La speranza un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Nov 21 2010

The National

di federica barioni

Milano 16 novembre 2010

Prima piccola precisazione: i The National sono una band per pochi...occorre infatti un livello di resistenza emotiva molto alto per poter reggere il quintetto residente a Cincinnati (Ohio) ma domiciliato da diverso tempo a Brooklyn.
A tre anni di distanza dall'ultima apparizione la band si presentata lo scorso 16 Novembre sul palco dell'Alcatraz a Milano in occasione del tour a supporto del nuovo album uscito lo scorso maggio per 4AD Records e intitolato"High Violet".

foto del gruppo Sono circa le ore 22 quando inizia un live di tutto rispetto, la scenografia semplice con un enorme schermo sullo sfondo a proiettare le immagini sfuocate e sovrapposte della band e di ci che accade all'interno del locale, l'eleganza dei fiati (tromba e trombone) ad accompagnare Matt Berninger (stiloso nel suo completo cravatta-doppiopetto, pure molto disidratato..) e soci i quali una volta saliti sul palco dominano la scena e sferrano il primo attacco alla resistenza emotiva sopracitata con il brano Runaway.
La serata costruita per la maggior parte sui brani recenti, con Anyone's Ghost il pezzo pi forte di "High Violet" ci si rende conto che l'aria che si respira all'interno dell'Alcatraz quella giusta per sottolineare l'atmosfera della musica prodotta dai The National.
C' spazio per tutto, il presente descritto in Afraid of Everyone, Conversation 16, Sorrow, England, ed il passato attraverso Mistaken for Strangers, Apartment Story, Daughters of the Soho Riots fino a giungere all'inno Fake Empire.
I The National per vogliono colpire e ci riescono prima con Squalor Victoria nella miglior versione e dopo con Mr.November brano che fa sempre il suo dovere.I colpi non finiscono, in una serata assolutamente perfetta il finale tutto giocato sul brano Lucky You riproposto solo per il pubblico italiano dopo diverso tempo e su Terrible Love la chiusura del tutto inaspettata ed originale con Berninger che scende dal palco, attraversa l'intero locale come fosse "an ocean" giunge all'uscita per poi sparire nella notte milanese...

Seconda piccola precisazione: se volete costruirvi una resistenza emotiva cliccate su www.americanmary.com

Terza piccola precisazione: prima di recarvi ad un concerto dei The National ricordatevi della resistenza emotiva perch loro sanno come distruggerla.



Scritto da: federica barioni

Data: 21-11-2010

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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