La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Dec 02 2010

Anna Ferraro

di Sara Draghi

B side Tour

Diario di bordo

21:00 - La partenza è stata fissata alle 21 del 9 ottobre al porto fluviale della Darsena di Ferrara. Gruppi scomposti di persone chiacchierano tra loro sul molo attendendo l’imbarco; i passeggeri parteciperanno al B side tour, escursione turistica sull’idrovia Ferrarese a bordo della Nena, storico vaporetto di origine veneziana. Il viaggio, la cui destinazione è ignota, sarà accompagnato da performance artistiche, termine dai contorni e contenuti incerti per i più; il pubblico è volutamente eterogeneo ed impreparato all’evento.

21:35 - L’equipaggio raduna i passeggeri invitandoli a salire a bordo; l’atmosfera è accogliente, familiare, la musica che esce dagli altoparlanti crea un clima di festa, di party intimo. I motori vengono azionati, la gente si affaccia agli oblò per intravedere la rotta del viaggio ma il buio oscura gli argini e la folta vegetazione nasconde il costruito e i punti di riferimento. Mentre il battello si addentra per un canale lontano dalle rotte stradali cittadine, gli ospiti vengono intrattenuti dal personale di bordo con un aperitivo dai colori insoliti, sintetici, viola, verde e blu. Le etichette delle bottiglie sono state sostituite, riportano la dicitura PM2 dai vigneti di Polimeri Europa.

21:50 - La cameriera distribuisce la cena al sacco accompagnata dal Menù: Normal pan con zia Gardini, Passatelly in brodo di Ernest Solvay, Cappellacci di zukka alla Giulio Natta, Brazadela shocking di Attilio Monti, pietanze dai colori artefatti ma dal sapore tradizionale, avvelenate nell’aspetto ma familiari nel sapore. C’è esitazione nel morderli, la gente si domanda che tipi di coloranti siano stati impiegati nella preparazione degli alimenti.

22:15 - I recipienti in plastica delle portate vengono racconti e inaspettatamente riversati nelle acque del fiume dal personale di bordo. C’è un black out, le luci e il motore si spengono, scende il silenzio.
Paesaggio industriale, una cattedrale di luce e acciaio illumina la notte. Le ciminiere, come alti campanili, vomitano vapori e miasmi nell’aria. I rifiuti galleggiano sul filo dell’acqua attorno alla Nena e arenano sulle rive, attraccano ai canali di scolo delle fabbriche e si confondono con gli scarti dei processi chimici.

22:30 - Sull’argine della darsena si estende un paesaggio urbano fatiscente, privo di relazioni funzionali ed estetiche con il contesto fluviale. L’area è marginale e in uno stato di abbandono, nonostante la vicinanza al centro storico e le diverse proposte urbanistiche per centralizzare la zona.
Passeggiando sulle sponde del Po di Volano per tutto il corso cittadino, è facile accorgersi di come il rapporto tra fiume e città sia in realtà un non rapporto; l’acqua, costretta tra argini in cemento, non incontra mai il costruito, non c’è alcun sposalizio tra architettura e paesaggio, né riflesso, né armonia, il fiume è stato degradato e si è trasformato in un canale di scolo di acque grigie e maleodoranti.
Mappa aerea ferrara
Il B side tour attraverso il canale Boicelli si prefigura come una sorta di visita turistica ai "monumenti del fallimento", una riflessione sulla condizione di inconsapevolezza e di impotenza nei confronti di scelte politiche che hanno enormi conseguenze sulla nostra quotidianità e sul cibo di cui ci nutriamo: da qui la scelta di intervenire sugli alimenti con coloranti alimentari allo scopo di rendere ipervisibili le alterazioni che il cibo subisce prima di arrivare nei nostri piatti. La nave, metafora di un destino comune, è guidata da persone che conosciamo a malapena e in modo indiretto: tale dimensione d’impotenza, causata dalla mancanza di trasparenza nell’accesso alle informazioni, ci rende complici di atti criminosi, a cui fa riferimento l’atto di riversare rifiuti nell’acqua del canale Boicelli, da sempre usato come discarica delle sostanze tossiche con il benestare delle amministrazioni e all’insaputa dei cittadini.

22:50 - Il progetto B side , omaggio dichiarato al Situazionismo, si conclude al buio, un viaggio di ritorno alla scoperta di un’altro modo di vivere questi luoghi d’abbandono: tra la vegetazione si nascondono piccole architetture abusive accompagnate da una segnaletica minacciosa, costruite con materiali di recupero assemblati e arrangiati, esperimenti di sopravvivenza e di naufragio alla foce del benessere.

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B side è un progetto artistico di Anna Ferraro, concepito site specific per la mostra Il mestiere delle Arti , ospitata al Pac di Ferrara dal 26 settembre al 24 ottobre 2010. L’opera d’arte, concepita in forma onnivora e totalizzante, si costruisce attorno ad una situazione concretamente e deliberatamente costruita in un ambiente unitario e umanamente assediato, nel tentativo di emancipare sezioni di realtà e di analizzarle radicalmente.
«I miei interventi hanno lo scopo di analizzare e scardinare meccanismi e comportamenti dominanti e naturalizzati indotti dal potere politico ed economico, coinvolgendo le persone e riattivando il loro potenziale immaginativo, critico e di azione, all’interno di un sistema di baratto simbolico».

«Generalmente intervengo su ambienti sociali esterni ai miei circoli vitali, in modo da conservare la distanza critica e mettere a fuoco i fattori più significativi di uno specifico habitat culturale. Quando ho lavorato a Bologna per Segnali di vita , progetto artistico nato all’interno di Container (2008), ho inserito il mio intervento in una zona di periferia che poco conoscevo, il Pilastro, quartiere popolare e conflittuale che da sempre accoglie gruppi sociali immigrati, inizialmente provenienti dalla campagna, poi dal sud Italia, ed infine dall’estero, piccolo laboratorio di emarginazione coordinato dall’amministrazione bolognese».
Mappa segnaletica stradale progetto segnali di vita
«La gente del quartiere ha modificato il territorio attraverso pratiche di appaesamento che sopperiscono alle mancanze strutturali urbane e rendono "più abitabile" l’intorno. Ho immaginato una segnaletica stradale conforme, il più possibile pertinente all’uso che dello spazio veniva fatto, per generare una consapevolezza urbana maggiore e valorizzare l’identità del luogo e il senso di appartenenza della comunità che lo abita. Insieme ad un gruppo di giovani del quartiere ho installato cartelli che indicavano i giardini spontanei nati tra i palazzi, i luoghi di ritrovo arredati con sedie d’appartamento, il parco del bacio, ho sostituito i nomi delle strade intitolate a poeti italiani con quelli dei protagonisti della storia della comunità».
segnale stradale panchina
«Il progetto del 2004 Zabaleen City. Notoriamente invisibile , proponeva un itinerario turistico alternativo per il Cairo, alla scoperta del quartiere discarica degli Zabaleen, comunità copta di raccoglitori di spazzatura. Gli itinerari turistici ufficiali impongono all’ospite straniero determinati percorsi di visita attraverso gli splendori e gli stereotipi nazionali: da qui l’idea di proporre ai potenziali visitatori del Cairo un percorso turistico alternativo, di periferia, offrendo loro mappe, cartoline e poster per trovare e conoscere il quartiere Zabaleen, meta inusuale ma non meno interessante e rappresentativa di piramidi e sfingi. Durante l’incontro con la comunità ho realizzato 27 ritratti fotografici sullo sfondo neutro dell’entrata della loro grande chiesa-anfiteatro scavata nella roccia. Dopo due anni di ricerca sugli Zabaleen, realtà sociale che il governo egiziano nasconde e relega in una condizione di invisibilità e precarietà abitativa, ho scoperto retroscena positivi nei livelli esemplari di riuso del rifiuto e di sopravvivenza in condizioni degradanti ed estreme».

Mappa Modificata Cairo
Ragazzi quartiere Zebaleen

Anna Ferraro è nata a Modena nel 1977. Vive e lavora a Bologna.

E.mail: ferraroaa@libero.it


Scritto da: Sara Draghi

Data: 02-12-2010

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