RECENSIONI \ Danger Days: The True Lives of the Fabolous Killjoys

My Chemical Romance

di Federica Barioni
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Non vogliono essere considerati emo (termine che non amano proprio), piuttosto una band creativa, talmente creativa da inventarsi una storia che vedrà tra dieci anni le nostre città trasformarsi in divertenti metropoli con cittadini felici anche se molto annoiati. A combattere questo nuovo stile di vita imposto dalla Better Living Industries, i Fabolous Killjoys, fuorilegge nascosti nel deserto.
Tutto questo è "Danger Days: The True Lives of the Fabolous Killjoys", titolo chilometrico per l'ultimo album uscito nel novembre scorso dei My Chemical Romance
quartetto del New Jersey che l'Italia a dire il vero ancora non si è filata gran che, pochi seguaci anche se molto affezionati e un'unica data prevista nel World Contamination Tour in quel di Milano il 7 Marzo 2011.
Questo Danger Days è un album strano e diverso soprattutto dal precedente "The Black Parade", si abbandonano i temi cupi nonchè i costumi gotici a favore del colore soprattutto il rosso come i capelli del leader Gerard Way e di un misto di suoni che spaziano dall' elettro al pop e al rock.
L'introduzione è curiosa con la voce di dj Dr. Death Defying ovvero la guida spirituale dei Fabolous Killjoys e successivamente con il singolo Na,Na, Na, (Na, Na, Na, Na, Na, Na, Na, Na, Na) brano rock deciso che ricorda il più famoso Teenager per passare al brano Bulletproof Heart molto American Idiot dei Green Day non a caso l'album è prodotto da Rob Cavallo lo stesso di Billie Joe e soci.
Sing è decisamente il pezzo più pop nonchè il migliore dell'intero nuovo lavoro che prevede abbondanza di chitarre elettriche per Planetary (GO!) e il rock-speranzoso di The only hope for me is you.
I My Chemical Romance rassicurano però dal cambiamento troppo drastico con Scarecrow e Destroya brani che ricordano lo stile passato, stile che si ritrova anche nella storia ovviamente non a lieto fine come narra la ballata The kids from yesterday dove i ribelli Fabolous Killjoys vengono sconfitti a tal punto che anche Dj.
Death è costretto ai saluti finali sulle note di Vampire Money brano preceduto dall'inno americano.
Decisamente una bella svolta questa dei My Chemical Romance che con questo album dimostrano di non essere una band dai canoni prestabiliti tanto da saper concepire un album divertente.





23-02-2011 - visite: 8383

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