LIVE \ Verdena al Rivolta 29.01.2011

Wow tour a Marghera

di Edoardo Gandini
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foto verdena

Dopo quasi tre anni di silenzio, i Verdena tornano ad esibirsi sui principali palchi underground del Bel Paese per presentare “Wow”, la loro ultima fatica (è proprio il caso di dirlo) discografica.
Il “Wow Tour 2011” prevede un calendario serrato e molto esteso che toccherà, dalla fine di gennaio all’inizio maggio, ogni angolo del nostro paese con ben 19 concerti ad un prezzo fisso, è giusto ricordarlo, di 10 euro.
Il successo del tour è stato impressionante fin dalle prime battute, con la maggior parte delle date chiuse per sold out e l’unica speranza, per gli impreparati cronici come me, di poter assistere alle esibizioni in cui non si accettano prevendite.
Per questo motivo e per altri, che non starò a spiegare per non annoiarvi, ho scelto la data al Rivolta di Marghera, centro sociale simbolo dell’aggregazione socio-culturale underground dei giovani veneziani, terza in assoluto del tour e in programma il 29 gennaio 2011, senza prevendita appunto.
Per essere sicuri di riuscire ad entrare facciamo in modo di essere a Marghera un paio d’ore prima dell’inizio del concerto, scelta che si rivelerà poi davvero azzeccata.
Il locale è incredibilmente riscaldato (ed è solo un eufemismo) e organizzato ottimamente, con due punti ristoro, un guardaroba e anche una sala per rilassarsi con divani e tavolini.
Alle 22:30 circa iniziano a suonare i “Love in Elevator”, band che vanta quasi un decennio di vita e collaborazioni con artisti di grande spessore, come appunto i Verdena, avendo sottoscritto un rapporto con l’etichetta Jestrai Records, gestita dalla mamma di Alberto e Luca Ferrari, nel 2004.
Seguono circa quarantacinque minuti di sonorità rock e post-punk, eseguite energicamente da Anna Carazzai, Christian Biscaro e Roberto Olivotto, in cui acidi riff di chitarra si fondono perfettamente con una sezione ritmica davvero notevole creando un suono interessantissimo, grazie anche all’ottimo lavoro del loro fonico Samboela.
Quando i Love in Elevator concludono la loro esibizione il locale è pieno e la folla inizia a scalpitare e caldeggiare l’ingresso del trio bergamasco.

Alle 23:45 circa, infatti, un boato del pubblico accompagna sulla scena i ragazzi di Albino che, schivi come al solito, prendono posizione sul palco.
La prima cosa che colpisce è la postazione occupata da Alberto Ferrari, al pianoforte piuttosto che alla chitarra, e la presenza di un “quarto verdena”, Omid Jazi, al sintetizzatore e chitarra.
Il primo pezzo in scaletta, e migliore non poteva essere, è “Adoratorio”, brano strumentale tratto proprio da Wow, eseguito in modo esemplare.
L’acustica del locale, infatti, risulta perfetta sin dalle prime battute e il lungo e certosino check eseguito nel pomeriggio dà i frutti sperati ricreando fedelmente l’atmosfera ricercata del disco e a tratti riempiendola ulteriormente di organi e sintetizzatori e con una voce estremamente riverberata che fuoriesce dai potenti e mai banali ritmi del batterista Luca Ferrari.
Alberto è subito straripante, dimostrando di esser diventato un grande poli-strumentista alternandosi al pianoforte, chitarra e anche basso (durante “Badea Blues”), non parla molto ma canta benissimo, urlando ogni suo pensiero al microfono anche durante gli stacchi prettamente strumentali e interagendo con il gruppo come mai aveva fatto.
Il fratello minore Luca, dal canto suo, dimostra di essere diventato uno dei migliori batteristi italiani per tecnica e inventiva, mai banale e sempre preciso.
Il concerto prosegue su altissimi livelli ma non privo di intoppi, a causa dei costanti problemi di spie che costringono Alberto a interrompere per ben quattro volte un pezzo iniziato da pochi secondi, portandolo anche a maledire i Mixer digitali, come durante la nuova ed eterogenea “Loniterp”.

Nelle due ore circa di concerto, i Verdena ripercorrono quasi interamente l’ultimo disco, passando dalle atmosfere più psichedeliche e di matrice hard rock delle vecchie “Requiem” e “Muori Delay” fino alle nuove e meravigliose “Scegli me” e “Miglioramento”, con tanto di doppio bis finale in cui i ragazzi di Albino si esibiscono nella monumentale “Il Guliver” e nella serrata “Was” per poi concludere con l’esplosiva “Sul ciglio” che, dopo l’ennesima interruzione e conseguente lancio di chitarra, si trasforma nella toccante “Lei disse”.

Per concludere, questo concerto mi ha davvero entusiasmato, come del resto credo abbia fatto ai restanti duemilasettecento paganti accorsi al Rivolta per assistere all’esibizione di quello che si può definire il migliore gruppo italiano del momento.
Una band che negli ultimi anni è cresciuta in maniera incredibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello compositivo, ricercando costantemente nuove sonorità senza mai adagiarsi sul proprio successo.
Consiglio vivamente a chi non avesse già un biglietto per una data di questo tour di affrettarsi a prenotarlo, per non correre il rischio di pentirsene nei prossimi anni.
Alla fine del concerto il nome del nuovo disco assume, improvvisamente, un senso chiaro e preciso: Wow!



Salutandovi, allego la scaletta integrale del concerto.
Alla prossima

1. Adoratorio
2. Scegli Me (un mondo che tu non vuoi)
3. Per Sbaglio
4. Spaceman
5. Lui Gareggia
6. Nuova Luce
7. Il Caos strisciante
8. Logorrea
9. Tu e Me
10. Castelli per aria
11. Razzie Arpia Inferno e Fiamme
12. Muori Delay
13. Le Scarpe Volanti
14. Miglioramento
15. Il Nulla di O.
16. Viba
17. Badea Blues
18. Loniterp
19. Starless
20. Rossella Roll Over
21. Isacco Nucleare

------BIS------
22. Sorriso in Spiaggia
23. Il Gulliver

------BIS------
24. Was
25. Sul Ciglio
26. Lei Disse

16-02-2011 - visite: 9230

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