RECENSIONI \ Moving the mountain

Underground Railroad

di Edoardo Gandini
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copertina moving the mountain

Sono una band ferrarese formatasi nel 2003 ma a guardarli bene e sentendoli suonare sembrano, come si dice, usciti dagli anni ’70. Gli Underground Railroad sono un classico trio composto da chitarra, basso e batteria, un “power trio” di musicisti che conoscono alla perfezione il loro strumento e sanno precisamente quel che vogliono.
In un periodo in cui ricerca e sperimentazione musicale raggiungono picchi di accanimento terapeutico, Enrico Cipollini, Andrea Orlandi e Nicola Fantini vogliono fare musica per se stessi e per chi, come loro, non ha dimenticato il buon Rock “alla vecchia”.
Sottolineo “vogliono” perché questa non si pone come una critica, ma come il giusto riconoscimento ad artisti incredibilmente dotati di tecnica e gusto musicale che persistono nelle loro preferenze di genere.
Moving the Mountain non cerca l’innovazione musicale e non ne ha la pretesa, ma è un ottimo disco hard rock ricercato nei suoni e nelle melodie, alternando duri brani di rock classico alla Hendrix che fanno muovere a tempo la testa, con sinuose ballate soul che, invece, regalano all’ascoltatore un inatteso senso di pace.
Ma, come si dice, è solo calma prima della tempesta perché, infatti, ad ogni brano più tranquillo ne segue sempre uno incalzante e ritmato, lasciando nel cervello dell’ascoltatore il dubbio se la band sia effettivamente più a suo agio con i primi o con i secondi.
Se il buongiorno si vede dal mattino, dal primo brano nella tracklist, Black Rain, si capisce subito che gli Underground Railroad hanno studiato questo disco in ogni minimo particolare.
Stacchi di voce e batteria, che tanto apprezzo, riff taglienti di chitarra sparati dritti in faccia, un gran numero di seconde voci e un basso sempre presente che sconfina, a volte, anche nel funky sono gli ingredienti più comuni di Moving the Mountain, che lo rendono un disco facilmente fruibile ed entusiasmante fin dal primo ascolto.
Ogni pezzo, in realtà, ha la sua peculiarità e, facendo uno sforzo notevole nel decidere i miei preferiti, mi limito a citare le melodie Blues mai scontate di Same old place che, in qualche punto, rimandano ai Doors o l’attacco di batteria tipicamente southern rock e i cori di Enlightenment.

Gli Underground Railroad, a mio parere tra i migliori prodotti del panorama musicale ferrarese degli ultimi anni, non aggiungono altro, suonano il loro Rock perché è quello che gli piace e perché lo sanno fare nel migliore dei modi; questa è, secondo me, la vera essenza della musica in quanto Arte.
Il loro Moving the Mountain è un disco che, se fosse uscito negli Stati Uniti, sarebbe nelle prime posizioni delle classifiche di vendita ma che, purtroppo, paga lo scotto della misera tradizione Hard Rock in Italia. Un ultimo plauso, infine, va alla durata del disco, un’ora, che di questi tempi risulta davvero notevole. Buon ascolto!



Tracklist
1. Black rain (4:15)
2. Same old place (3:50)
3. Riverside (4:47)
4. Hard to let go (6:41)
5. Chain gang (3:54)
6. Enlightenment (5:18)
7. Drown (4:17)
8. Part time president (3:47)
9. Rainstorm (5:32)
10. A new machine (4:19)
11. Satisfied (6:00)
12. Dirty woman (5:59)

10-02-2011 - visite: 8667

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