RECENSIONI \ Kaamosmasennus

Panta

di Edoardo Gandini
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panta copertina

Kaamosmasennus è un disturbo dell’umore strettamente legato alle stagioni, a causa del quale, persone che godono di normali condizioni di salute mentale riscontrano, soprattutto nei mesi invernali, forti sintomi della depressione. Ma kaamosmasennus non è solo un disturbo depressivo, è anche un disco di musica pop-rock, il primo ufficiale della carriera di Panta.
Infatti, dopo una vita passata dietro una batteria in diversi gruppi metal, Federico Pantaleoni, in arte e per gli amici Panta, decide di dedicare tutto se stesso alla realizzazione di un progetto solista che esula completamente dalle esperienze precedenti.
Quello dell’artista ferrarese non è il solito lavoro cantautorale, ma un vero e proprio progetto one man band perché Panta, in questo disco, si è occupato personalmente di ogni minimo particolare, dalla composizione dei brani e degli arrangiamenti, alla stesure dei testi.
Anche la realizzazione pratica, che vanta preziose collaborazioni di artisti locali come Enrico Cipollini, è stata eseguita interamente da Federico, evidenziando una notevole capacità di confrontarsi con la maggior parte degli strumenti musicali.
panta studio
Il disco è composto da nove tracce, molto omogenee tra loro, di chiara ispirazione beatlesiana che richiamano prepotentemente al brit pop allegro e spensierato dei Belle & Sebastian e alla ricercatezza cantautorale di Badly Drawn Boy.
Kaamosmasennus è un disco non facile da inquadrare nelle categorie predefinite che tanto piacciono ai critici musicali, perché ha la capacità di toccare diversi generi, o sottogeneri, senza mai giurar fedeltà ad uno a discapito di un altro. Il fatto di essere uno e tutto, poi, ha sicuramente aiutato l’artista a seguire quello che è il suo gusto, rendendo il disco un prodotto che lo rispecchia totalmente o che, almeno, rispecchia fedelmente il periodo in cui è stato inciso.
Dal punto di vista strettamente tecnico è un disco molto ben suonato, con qualche piccola imperfezione sparsa, che raggiunge picchi davvero interessanti soprattutto nei pezzi più soft, dove pianoforte e synth ricreano atmosfere delicate e leggermente psichedeliche.
I brani che mi hanno colpito maggiormente sono stati, senza dubbio, Rodeo of light, per le sonorità del synth e Talk per le interessanti melodie vocali.

Il primo lavoro di Panta, interamente autoprodotto, risulta molto piacevole e i brani, qualcuno su tutti, rimangono impressi nella memoria. Le melodie, gli arrangiamenti e le sonorità risultano ricercate e allo stesso tempo piacevoli, rendendo Kaamosmasennus un buon disco, ma soprattutto un ottimo punto di partenza per un artista a tutto tondo.
Vi auguro un buon ascolto, citando nella sua interezza la traccia nascosta del disco "Yeah".




Tracklist
1. Joplin Mama (3:50)
2. Leaving on my own (3:59)
3. Rather bleed (3:22)
4. Talk (4:19)
5. Hell or high water (5:32)
6. Rodeo of light (6:20)
7. Isolated (4:38)
8. A little substance (4:02)
9. The little boy who forgot Santa Klaus (5:26)

16-02-2011 - visite: 9065

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