La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Senza polemica > Trenisbaglia: cronache di ordinario disagio

Mar 07 2011

Trenisbaglia: cronache di ordinario disagio

di Grazia Russo

Quando il viaggio in treno diventa odissea

È sempre lo stesso copione, sempre la stessa storia da anni. Pare che quelli delle ferrovie dello stato abbiano fatto proprio il motto del Gattopardo, romanzo scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa che così recita in un punto: “Tutto deve cambiare, perché tutto resti uguale”. Chi viaggia lo sa bene, i pendolari lo sanno benissimo, chi si reca per la prima volta al carnevale di Venezia lo capisce immediatamente: i treni regionali sono scadenti, insufficienti, e irregolari. Sì irregolari, perché prendere un treno Ferrara – Venezia in questi giorni, per recarsi al carnevale più famoso del mondo è un’impresa; roba da uomini duri: Rambo, Batman, Steven Seagal o da donne dure: fuori la grinta come Lara Croft, o gli artigli alla donna Gatto, pur di accaparrarsi un posto, meglio uno spazio.

Non si tratta di facile ironia, né, voglio chiarirlo subito, di un’emergenza che le ferrovie non si aspettavano di dover fronteggiare. No. Treno affollato_2 Ogni anno è così: treni super affollati, gente che spinge, che litiga, che si ammassa nel bagno “posto –comfort” anche detto, poiché è sempre meglio del restare in bilico nello spazio tra le due carrozze. Ad ogni frenata del treno ci si ritrova con sconosciuti addosso, che si lanciano in abbracci involontari, ti ritrovi a dover fare “discorsi da treno” e Dio ci salvi dai discorsi “sul meteo”, che l’imbarazzo di avere una persona ad un palmo dal tuo naso ti porta a fare, perché si trova poco altro da dire. Si parla di quanto brutta sia questa situazione e del fatto che le cose non cambiano, niente, non si impara proprio dagli errori, men che meno dall’esperienza, e che è una pessima figura che ci facciamo come Stato di fronte a tutti i turisti che vengono e che pure affollano il treno, ma che miracolosamente pare siano gli unici a non vedere il disagio, o forse si sono già rassegnati a questo stato di cose, perché il disagio fa parte del pacchetto “viaggio in Italia”; si vede che arrivano preparati, devono dirgli qualcosa, distribuire dei manuali di sopravvivenza, non so. A non mancare mai, nella situazione di affollamento generale, però è sempre lei – e mi dispiace per la categoria femminile –: la finta incontinente; quella che dopo mezz’ora di viaggio deve andare in bagno e fa smuovere mezzo treno, sembrerebbe disposta a passare sulle teste delle persone pur di raggiungere la meta, per il nobilissimo motivo di andare a rifarsi il trucco. Fatto sta che persone che altrimenti passerebbero inosservate, che non recherebbero alcun disturbo in contesti di viaggio decenti, in queste situazioni vengono guardate in cagnesco, su di loro non si risparmiano commenti infelici e ciò che è certo è che le ferrovie non ci fanno una bella figura, ma pare che questo non turbi la loro stabilità. Treno affollato C’è da dire che non è su questi treni, né in queste giornate, che i politici si fanno un bel viaggetto su rotaie per vedere in che condizioni viaggia il popolo che rappresentano, no, avete mai visto un esponente politico su un regionale Bologna – Venezia per vedere il Carnevale, magari anche in piedi o schiacciato tra la porta e il sedile di una carrozza di seconda, meglio di infima classe? Non è nemmeno un bello spettacolo vedere un controllore che se la dà a gambe non appena sente parlare di polizia ferroviaria, da chi stufo di questa situazione, cerca di manifestare il proprio dissenso. Perché chi è sul treno e rispetta le regole, ha pagato il biglietto, ma si trova sbattuto in un contesto in cui tutte le regole minime, anche solo di sicurezza e incolumità del viaggiatore vengono meno.

Possibile che costi così tanto aggiungere più carrozze ai treni? Possibile che non si possa aumentare il numero di treni per Venezia, per una sola settimana dell’anno, in quella che dovrebbe essere un’ottima occasione per incrementare il turismo, già florido, della città lagunare? Per il momento emerge solo una magra e amara considerazione: non è cambiato proprio nulla, viaggiamo ancora stipati come si viaggiava all’inizio del 1900, mancano solo le valigie di cartone (forse).

Scritto da: Grazia Russo

Data: 07-03-2011

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 15476 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli