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Mar 16 2011

UNF(O)UNDED

di Sara Draghi

Mostra Casa Ariosto, a cura di Federica Zabarri Ass. Yoruba

UNF(O)UNDED [a cura di Federica Zabarri – Ass. Yoruba]
Ferrara - Museo CASA ARIOSTO
11.mar > 30.apr.2011

Fotografia inaugurazione
Nella casa di Ludovico Ariosto, al piano terreno, ci sono tre stanze vuote. La mostra, intitolata Unf(o)unded, ovvero senza fondi o infondata, a seconda che si legga o meno la “O” centrale, presenta l’antica dimora del poeta completamente spoglia, o “minimale” come direbbe la frangia intellettuale. Di opere d’arte, così come siamo abituati a vederne, ce n’è solo la traccia, linee rosse che corrono su pavimenti e pareti a marcare i confini delle opere mancanti, rivoli di un intervento anestetico che non si sostituisce al lavoro artistico ma, certificandone l’assenza, ne rappresenta l’ingombro materiale.

Oltre a questi “contenitori ermetici di volumetrie d’etere”, retoricamente alla ricerca di balzi poetici, non c’è niente da vedere. A rimpiazzare quadri, installazioni, video e performance, troviamo le loro descrizioni, impaginate in neutre didascalie A4 posizionate a lato degli ingombri e registrate sui tracciati sonori delle audioguie. I racconti, realizzati da 32 tra giovani curatori e docenti universitari provenienti da tutta Italia, guidano lo spettatore ad immaginare la materialità ed i contenuti delle opere, “sollevando provocatoriamente la questione di come, se da una parte, l’arte ‘senza fondi’ non può che essere immaginata, dall’altra il problema della mancanza di investimenti dovrebbe essere oggi più che mai affrontato in un’ottica di sfida piuttosto che di impedimento”.

Il progetto Unf(o)unded si allinea con le proteste sollevate dal mondo della cultura e dello spettacolo contro le continue sforbiciate del governo ai finanziamenti pubblici destinati al settore culturale, la vacca magra italiana, e con la mobilitazione nazionale prevista nelle giornate del 26, 27 e 28 Marzo 2011, promossa da Federculture, Agis, Anci, Upi, Conferenza delle Regioni e Fai.

http://www.youtube.com/watch?v=F8-ALk-CfS0&feature=player_embedded
(presentazione video mostra)

L’opera d’arte è costituita, di norma, dal dato materico, dall’idea che l’ha generata, e da un autore che ne rivendica la paternità, il quale deve esser riconosciuto “artista” dalla società. Decaduto il concetto di manufatto (con l’osannato ready made), a mano a mano anche gli altri presupposti fondamentali dell’opera d’arte sono stati scardinati. Ciò che rimane stabile però è il godimento intellettuale e/o estetico che, chi fruisce dell’opera, deve poter trarre.
La descrizione verbale di un opera d’arte si può sostituire all’oggetto artistico in sé? C’è appagamento estetico o intellettuale in questo? Il curatore, figura essenziale ed imprescindibile oggi più di ieri, ha scavalcato l’artista ed è ormai in grado di rimpiazzarlo?
Il progetto curatoriale Unf(o)unded apre queste ed altre domande.
Fotografia inaugurazione
Ed infine, per restare in tema Bel Paese, dopo il Nabucco diretto da Riccardo Muti all’Opera di Roma, rileggere Verdi non è mai stato tanto attuale...

Atto Primo, Scena I:
Sala magnifica nel palazzo ducale, con porte nel fondo che mettono ad altre sale, pure splendidamente illuminate. Folla di Cavalieri e Dame che passeggiano nelle sale del fondo - Paggi che vanno e vengono - Nelle sale in fondo si vedrà ballare. Da una delle sale vengono parlando fra loro il Duca e Borsa.

DUCA:
Della mia bella incognita borghese, Toccare il fin dell'avventura io voglio.
BORSA:
Di quella giovin che vedete al tempio?
DUCA:
Da tre mesi ogni festa.
BORSA:
La sua dimora?
DUCA:
In un remoto calle; Misterioso un uom v'entra ogni notte.
BORSA:
E sa colei chi sia l'amante suo?
DUCA:
Lo ignora.
(Un gruppo di dame e cavalieri attraversano la sala)
BORSA:
Quante beltà!... Mirate.
DUCA:
Le vince tutte di Cepran la sposa.
BORSA:
Non v'oda il conte, o Duca...
DUCA:
A me che importa?
BORSA:
Dirlo ad altra ei potria...
DUCA:
Né sventura per me certo saria.
Questa o quella per me pari sono
a quant'altre d'intorno, d'intorno mi vedo;
del mio core l'impero non cedo
meglio ad una che ad altra beltà.
La costoro avvenenza è qual dono
di che il fato ne infiora la vita;
s'oggi questa mi torna gradita,
forse un'altra, forse un'altra doman lo sarà,
un'altra, forse un'altra doman lo sarà.

(Giuseppe Verdi- Rigoletto)

Ass. Yoruba difende l'art.9 della costituzione:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.


Fotografie di Elisa Catozzi


Scritto da: Sara Draghi

Data: 16-03-2011

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