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Apr 01 2011

La parola a Mario Luzi

di Grazia Russo

L'iniziativa a base di poesia al Chiostro di San Paolo, a cura del Gruppo del Tasso

Mario Luzi_iniziativa

È proprio vero che c’è un tempo per tutto, per crescere, riflettere, leggere e il tempo soprattutto per leggere poesia è uno di quei momenti che dovrebbero essere irrinunciabili nella vita di ciascuno di noi. La poesia soprattutto se accompagnata dalla musica di dolcissime melodie al pianoforte è uno dei piccoli piaceri della vita da assaporare con cura, senza fretta, provando a farsi trasportare da essa, non restandone indifferenti e lasciando fuori dalla porta il dinamismo di una vita che non sempre ti permette di soffermarti a osservare un fiore, o ad ascoltare il verso degli uccelli. Fuori dalla porta per un pomeriggio è rimasto il tran tran quotidiano e ci si è interrogati sulla forza espressiva delle parole intrise di quotidianità e di natura della poesia di Mario Luzi, poeta contemporaneo scomparso nel 2005.

Nella Sala affrescata della Musica presso il chiostro di San Paolo, qualche giorno fa è stato reso omaggio a quest’illustre penna del panorama poetico italiano dall’associazione culturale Il Gruppo del Tasso. Associazione nata dall’impegno e la passione per la poesia di alcuni studenti dell’università di Ferrara nel 2009, che dopo un breve rodaggio presso la facoltà di Lettere e filosofia, hanno deciso di spiccare il volo e di coltivare in modo più maturo oltre che di diffondere il più possibile la poesia e il messaggio che essa porta con sé. Le sale quasi al completo che ci sono durante i loro incontri poetici dimostrano con chiara forza che la poesia non è solo una faccenda per pochi e che il progetto più lungimirante, della costituzione da gruppo di amici ad associazione culturale, è stata un’ottima mossa. Il gruppo crede nella poesia con la “P” maiuscola come veicolo di valori e sentimenti da accompagnare all’occhio e all’orecchio di tutti, oggi a maggior ragione, e lo fa a 360° con manifestazioni che cercano il coinvolgimento pieno del pubblico: dai reading letterari delle personalità locali e lontane, alle rievocazioni storico-artistiche fino ad arrivare alle chiacchierate in versi. Non manca l’apertura anche a collaborazioni anche con le scuole e lo dimostra proprio l’evento in omaggio alla memoria di Mario Luzi, al quale hanno partecipato Ludovica Baluardo e Riccardo Maule della scuola secondaria di primo grado “T. Bonati”, Marina Servidei e Leonardo Cesari, studenti al “F. De Pisis” tutti coordinati per delle sonate al pianoforte dalla professoressa Roberta Contrastini. Nel silenzio iniziale si avvertivano proprio i loro bisbigli, mentre tra le mani stringevano gli spartiti che ripassavano tamburellando con le dita le note impresse sulla carta e facendo di essa una tastiera di pianoforte. A parlare del poeta erano in quattro con altrettanti interventi critici: Chiara Bortolini, laureatasi proprio qualche giorno fa con una tesi di laurea sul grande poeta scomparso, Rita Montanari, Alessandro Moretti e Matteo Bianchi; la lettura di alcuni componimenti scelti è stata affidata a Marco Sgarbi.

Gli interventi hanno portato in luce i diversi momenti della vasta produzione lirica di Luzi dalla giovinezza sino agli inediti pubblicati postumi. Poesia e quotidianità sono le linee direttrici della poetica di Luzi, un poeta che parla non solo di realtà, ma anche alla realtà. Egli coglie nei suoi testi lo stupore dei paesaggi e avverte l’urgenza di restituire a parole ciò che ha visto, per rendere partecipi dell’esperienza poetica anche gli altri, i più distratti, immergendoli nella vita e portandoli a ritrovarsi con le mani impastate di realtà. Questo tentativo di ripristinare un contatto con la realtà negli uomini lo spinge a voler modificare il percorso di vita di chi, appunto – muovendosi per strade diverse, spesso sbagliate – perde di vista le infinite possibilità che il mondo incarna. Si lega soprattutto a questo aspetto la presenza nei suoi testi di molte poesie che parlano di uccelli, i quali come il poeta, riescono a staccarsi da un punto di vista terreno, profondamente umano e che osservando dall’alto le cose sono in gradi di indicare la strada più giusta da intraprendere. Già, perché la poesia di Luzi si presenta come un viaggio, più lungo e più difficile, sicuramente tortuoso e nel quale egli in qualità di poeta ne diviene guida, nocchiero, spingendo gli uomini alla ricerca dell’amore, un amore spesso inteso anche in senso religioso; scrive infatti nella poesia Alla vita tratta da La Barca: “Amici ci aspetta una barca e dondola nella luce ove il cielo s’inarca e tocca il mare, volano creature pazze ad amare il viso d’Iddio caldo di speranza… noi siamo in terra ma ci potremo un giorno librare esilmente piegare sul seno divino… dalla barca si vede il mondo e in lui una verità che precede intrepida”. Una verità alla quale l’uomo comune può giungere solo se accoglie in sé la parola poetica, che vola alta come gli Uccelli.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 01-04-2011

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