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La valorizzazione della città nel film 'In Bruges'
Colin Farrell di fronte a Hieronymus Bosch
Un'approfondita analisi tecnica e storica

"Poi è venuto il cinema e con la dinamite dei decimi di secondo ha fatto saltare questo mondo simile ad un carcere; così noi siamo in grado di intraprendere tranquillamente avventurosi viaggi tra le sue sparse rovine" - Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, 1936 -


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In Bruges - La coscienza dell'assassino unisce al film d’azione una dettagliata descrizione della cittadina medievale, che da iniziale set in cui viene ambientata la storia diventa un importante personaggio, e con i suoi monumenti interagisce con i protagonisti della pellicola. Interessante è la scelta del regista di mostrare alcune opere d’arte presenti nel Groeninge Museum di Bruges, in particolare il dipinto di H. Bosch, Last Judgement, che risulterà fondamentale nel processo di riscatto di uno dei protagonisti. La relazione tra cinema e arte è spesso pensata in termini di citazione, rilevando la presenza di opere d'arte nel cinema e di immagini filmiche nell'arte, ma essa è molto più complessa. La commistione di cinema e arte è una vera e propria sfida ai linguaggi del proprio tempo.

IL FILM
Due killer di professione, Ray (Colin Farrell) e Ken (Brendan Gleeson), vengono mandati dal loro boss a Bruges in Belgio, dopo che un omicidio non è andato nel modo programmato. I due uomini devono attendere istruzioni dal capo e intanto si improvvisano turisti in questa città a loro sconosciuta. Ken, il più anziano, decide di girare per le stradine medievali di Bruges e ammirare le opere d’arte; Ray invece disprezza profondamente la città e si chiude in una sorta di resistenza passiva, fino a quando non conosce un’attrice del luogo di cui si innamora. Ray vive un conflitto interiore perché anni prima ha ucciso per errore un bambino, e questo episodio gli ritorna spesso alla mente come incubo. Dopo un breve periodo trascorso nella città giunge la telefonata di Harry (Ralph Fiennes), il loro boss, che ordina a Ken di uccidere Ray il quale nel frattempo è fuggito da Bruges con l’aiuto del compagno. Harry giunge nella cittadina belga e sapendo che Ken non vuole uccidere l’amico lo attira sulla torre più alta della città e lo ammazza. Il boss scopre che Ray è tornato a Bruges e inizia a seguirlo per la città per compiere lui stesso l’omicidio; i due finiscono sul set di un film in lavorazione nel centro cittadino. Durante la sparatoria Harry uccide per errore un attore nano e credendolo un bambino si suicida, per una questione di onore, Ray ferito viene caricato su un’ambulanza. Il regista McDonagh ha scritto e diretto Six Shooter, con cui nel 2006 ha vinto un Academy Award per il miglior cortometraggio live-action. McDonagh ha deciso di ambientare il proprio film a Bruges dopo avervi passato le vacanze anni prima: “Quando circa quattro anni fa sono stato a Bruges per la prima volta ho provato delle sensazioni contrastanti sul posto. Come reazione sono nati questi due personaggi che reagiscono di fronte alla bellezza della città e alla vita in maniera diversa, e ho iniziato a metterli su carta. Avrebbero dovuto visitare dei luoghi specifici di Bruges con i quali dovevano interagire. Mentre il film va avanti Bruges diventa più dark e le sue caratteristiche gotiche vengono messe maggiormente in risalto, come avviene nelle scene notturne iniziali, quando Ray si imbatte nel set ispirato a H. Bosch ”. Colin Farrell interpreta il personaggio di Ray, un killer a pagamento che, a causa dell’ultima commissione finita male, ha un risveglio di coscienza. Di Ray il regista dice: “Doveva essere pericoloso ed imprevedibile, ma anche sensibile e dark, talvolta quasi disperato”. Farrell ha osservato: “C’è una purezza in questi personaggi, nel loro umorismo e nella loro visione del mondo.Certo, sono assassini, ma non sono tratteggiati in bianco e nero”. Ken viene travolto dalla bellezza di Bruges e decide di trasformare il suo soggiorno forzato in un pellegrinaggio per i musei e i luoghi storici della città. McDonagh afferma: “Tutti i personaggi sono in cerca di risposte, ognuno a modo suo…Alla fine della storia, la speranza è che lo spettatore avrà una comprensione migliore di quello che li manda avanti e delle ragioni dietro alle azioni che compiono, comprese quelle avvenute prima del soggiorno a Bruges”. Il critico cinematografico G. L. Rondi in una recensione del film su Il Tempo afferma riguardo ai personaggi: “Colin Farrell disegna con i giusti turbamenti i rimorsi e il perpetuo sconcerto di Ray. Molto più pacato al suo fianco Brendan Gleeson, anche fisicamente, tende a indicarci la comprensione e l’equilibrio. Ralph Fiennes, il boss, è gelido come un serpente. Come se, appunto, a immaginarlo fosse stato Bosch”.

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LA CITTA': STORIA E GROENINGE MUSEUM
In Bruges non è un elogio della città, è la partecipazione della stessa all’azione. La città viene rappresentata con bellissime inquadrature quasi da film di promozione turistica, e poi il giro di boa: il set da cartolina diventa un singolare contrappunto alla storia dei due killer e ai loro incontri. Bruges e le sue vie diventano un elemento determinante nell’evoluzione dei personaggi, la città passa dal primo piano allo sfondo della narrazione. Lo scenografo M. Carlin ha spiegato: “La stessa Bruges è un personaggio fondamentale che cambia nel corso della storia. All’inizio sembra decisamente benigna, ma poi diventa sinistra quando Harry conferma le preoccupazioni di Ray”. Il produttore G. Broadbent: “Non sono mai stato accolto così bene come a Bruges. Dal primo approccio è stato chiaro che il City Film Office poteva offrire e coordinare tutto ciò che fosse stato necessario alla produzione. Il City Film Office ha aiutato a trovare tutte le location richieste per il film. Questo accesso e supporto unito alla piccola città l’hanno resa un’ottima esperienza”. Bruges è un luogo da favola, è come un grande museo a cielo aperto, il suo nome in fiammingo significa imbarcadero, approdo,ed è soprannominata la Venezia del nord. La città ebbe origine probabilmente dalla fortificazione di un castello ad opera del conte di Fiandra, la fortezza aveva una posizione strategica ed era protetta dall’insenatura marittima dello Zwin. Bruges infatti, prima dell’insabbiamento del canale Zwin nel XV secolo si trovava sul mare. Nel XII secolo vi fu uno sviluppo della produzione di teleria (lana e vari tipi di tessuti per i vestiti) e del commercio grazie alla stabilità garantita dal patronato dei conti delle Fiandre. Il XIII secolo vede Bruges tra le fondatrici della lega Anseatica fino a diventare il principale porto d’Europa per il commercio delle lane nel secolo successivo. Nuove tecniche commerciali e finanziarie furono introdotte in città, e fu istituita quella che viene considerata la prima borsa valori del mondo. Tra il XIII e il XIV secolo il re di Francia Filippo il Bello tentò di annettere le Fiandre al proprio regno inviando nella regione una forza di occupazione, la città insorse uccidendo e cacciando i francesi in quelli che furono chiamati i “Mattutini di Bruges”. Nel XV secolo la Contea delle Fiandre venne fusa con il ducato di Borgogna e la corte di Filippo il Buono attrasse a Bruges numerosi artisti, banchieri ed altre eminenti personalità dell'epoca da tutta Europa. I pittori detti “Primitivi Fiamminghi” sono un buon esempio del carisma artistico e culturale della Corte di Borgogna; il pioniere di questo movimento è stato il pittore di corte Jan Van Eyck.
Il centro storico medievale di Bruges è stato proclamato nel 2000 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e nel 2002 la città è stata capitale europea della cultura.

Nel film In Bruges i due protagonisti, durante il loro soggiorno, visitano il Groeninge Museum, che offre una ricca e affascinante collezione di opere d’arte soprattutto belghe. Il nome Groeninge si riferisce alla vicina Groeninge straat (via Groeninge), ma anche ai campi Groeninge nella città di Kortrijk (Courtrai), dove nel 1302 l'esercito fiammingo si scontrò con l'esercito del re di Francia. Nel museo sono presenti i lavori di fama mondiale dei pittori detti “Primitivi Fiamminghi”, quadri di vari maestri del Rinascimento e del Barocco, interessanti opere del Neo-Classicismo e del Realismo del XVIII e XIX secolo, Simbolismo, Espressionismo fiammingo e una selezione di opere datate dopo il 1945. Artisti come Hieronymus Bosch, Emile Claus, Gerard David, Paul Delvaux, James Ensor, René Magritte, Hans Memling, Hugo van der Goes, Rogier van der Weyden, Jan van Eyck, e molti altri. Nella prima sequenza all’interno del Groeninge Museum, Ken osserva il quadro di Jan Provoost, Death and the miser, (1515-1521, olio su tavola). L’uomo si sofferma sui pannelli inferiori dei quattro che originariamente formavano un trittico, poi separato; viene rappresentata la morte che effettua un cambio di denaro, come si nota anche per la presenza di un registro contabile. La figura a destra, sulla porta, è il pittore stesso. Successivamente Ray si trova davanti al dittico di Gerard David, The Flaying of the Corrupt Judge Sisamnes, (1498-1499, olio su tavola), il regista si sofferma con le inquadrature sui dettagli più cruenti della tortura del giudice che è stato condannato ad essere scorticato vivo. David rappresenta la scena con fredda ed esemplare crudeltà; Ray ne resta profondamente colpito facendo una smorfia simile a quella di Sisamnes nel dipinto. L’attore in seguito passa a osservare l’opera di un pittore anonimo, Legend of Saint George, (1500-1519, olio su tavola), le due tavole rappresentano i momenti più importanti della vita di San Giorgio e si leggono cronologicamente da sinistra a destra e dall’alto verso il basso. L’ultima opera che attira l’attenzione dei due protagonisti è di H. Bosch, Last Judgement, (1450-1516, olio su tavola), che rappresenta, come spiega Ken a Ray, “il giorno del giudizio. L’ultimo giorno del mondo in cui tutti gli uomini sono giudicati per i peccati che hanno commesso”. Il trittico mostra i tre principali motivi della storia della fine dei tempi, nella sezione centrale appare Cristo nella sua veste apocalittica, circondato da quattro angeli e da alcuni santi, la mano rivolta verso l’alto indica il luogo di beata fortuna, mentre quella verso il basso mostra il luogo dei dannati. La sezione di sinistra, il Paradiso, e quella di destra, l’Inferno, illustrano ciò che realmente accade dopo la sentenza divina. Per Bosch le pene dell’Inferno sono principalmente fisiche: i corpi nudi ed esangui dei dannati vengono fatti a pezzi, morsi da serpi, bruciati in forni e aggiogati in diaboliche macchine da tortura. Il trionfo del male è presentato nelle sue più orrende conseguenze, con il massimo realismo. Ray mentre osserva il quadro afferma: “Questo mi piace, gli altri sembrano dipinti da un dilettante, questo invece è forte” ed inizia a domandare a Ken se crede nelle colpe, nei peccati e nel giorno del giudizio. Ray è continuamente perseguitato dal rimorso per aver ucciso per errore un bambino ed è come se attendesse la sua condanna, il giudizio finale, a Bruges, città che rappresenta per lui un Purgatorio. Egli mentre gira per le stradine medievali della città si imbatte in un set cinematografico che ricorda il quadro di Bosch; gli attori infatti indossano costumi e maschere molto particolari: teste di animali mostruosi, demoniaci. Ray sul set del film incontra un’attrice, Chloe Villette (Clémence Poésy), di cui si innamora a prima vista. La ragazza gli spiega che stanno girando un film olandese, “[...] è una sequenza onirica, un pastiche di A Venezia [...] un dicembre rosso shocking, più una citazione”.

Tratto da un racconto di Daphne Du Maurier è un famoso thriller degli anni ’70 diretto da Nicolas Roeg. L’intreccio giallo che tenta di allineare gli eventi di cronaca nera ai sussulti del subconscio, è immerso in un’atmosfera gotica veneziana tra calli buie, chiese misteriose e alberghi deserti.

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LA CITTA': LE ALTRE LOCATION DEL FILM
L’Ufficio Turistico di Bruges ha formulato una “movie map” dei luoghi più celebrati dalle scene del film. I due protagonisti, Ray e Ken, alloggiano al Relais Bourgondisch Cruyce gestito, insieme al marito, da Marie che aiuterà Ray quando si trova nel momento del conflitto con Harry. Nei primi giorni trascorsi a Bruges i due uomini, e in particolare Ken, si comportano come normali turisti; fanno un giro in barca lungo i canali che attraversano la città e da cui si vede il vecchio ospedale di San Giovanni, Ken afferma: “è la città medievale meglio conservata di tutto il Belgio a quanto pare”. Il San Giovanni è uno dei più antichi ospedali ancora esistenti in Europa, oggi ospita il Museo Memling e il museo della vecchia farmacia. Successivamente arrivano nella piazza del Markt, al centro della città, che ospita sul lato sinistro l’antico mercato coperto del 1248, sovrastato dalla trecentesca torre comunale Belfry alta 83 metri; Ken salendo i suoi 366 gradini si trova davanti ad uno splendido panorama. Dopo questa visita Ray e Ken vanno a bere una birra nel pub Zwart Huis ("la casa nera") che è anche la sede di un bistrot del Cinema Liberty e dell’English Theatre of Bruges. Nell’attesa della telefonata del boss, i due fanno un giro turistico per la città anche di notte. Passeggiando per le stradine medievali giungono davanti al museo Gruuthuse situato nel palazzo che apparteneva a Louis, lord di Gruuthuse; il nome deriva dalla maggiore attività della sua famiglia: “grut” il più importante ingrediente della birra. Il giorno seguente i due protagonisti visitano la chiesa di Gerusalemme, che nel film è unita alla Basilica del Sacro Sangue. La basilica, formata da due cappelle sovrapposte, è stata costruita tra il 1134 e il 1157 dal conte Diederik van de Elzas, che, secondo la leggenda, avrebbe portato il Sacro Sangue di Gesù Cristo a Bruges. Nel film assume il ruolo simbolico di redenzione e conversione per il violento killer. Dopo aver visitato il Groeninge Museum, Ray e Ken si trovano a parlare nel Jan Van Eyckplein di come riescono a conciliare il loro lavoro con il condurre una vita retta, e del fatto che Ray è sempre oppresso dal rimorso per aver ucciso un bambino. Questo luogo, durante il Medioevo, era utilizzato come porto interno per il pagamento del pedaggio delle navi mercantili provenienti da fuori; qui si può ammirare la statua che ritrae il celebre pittore del XV secolo Jan Van Eyck. Un altro luogo fondamentale nella narrazione del film è il giardino botanico Astridpark nel centro della città: anticamente ospitava un convento di Frati Minori, nel 1850 fu acquistato dalla città e rinnovato, assumendo il nome di Botanieken Hof. Dopo la morte della regina Astrid, nel 1935, le fu intitolato il parco, ma gli abitanti di Bruges continuano a chiamarlo giardino botanico.

CONCLUSIONI
Una città può offrire al cinema un territorio privilegiato in cui sperimentare, collaudare e verificare i propri modi di rappresentazione del visibile, soprattutto in relazione a certe peculiarità del linguaggio cinematografico come il ritmo, la tensione verso la sinfonia visiva, la fluidità di spazio e tempo, la commistione di vero e simbolico, di quotidiano e eccezionale. La scelta di Bruges come set del film ha contribuito certamente a valorizzare la città anche dal punto di vista turistico, aumentando l’interesse per i luoghi e i monumenti presenti nella pellicola. A questo proposito mi è sembrato particolarmente utile l’iniziativa del Ufficio Turistico di inserire i luoghi più celebrati del film in una “movie map” ad uso di quanti vogliono approfondire la conoscenza della città seguendo un itinerario insolito.


Silvia Galeotti
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