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Apr 08 2011

Quinta edizione di uno degli eventi più importanti dell'anno

Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia

di Redazione in trasferta

La cronaca in (quasi) diretta degli inviati di Occhiaperti.net e gli approfondimenti sui singoli eventi


Il Festival Internazionale del Giornalismo è stato fondato nel 2006 da Arianna Ciccone e Christopher Potter. L’obiettivo? Parlare di giornalismo, informazione, libertà di stampa e democrazia secondo il modello 2.0. Un evento nato dal basso, aperto alle “incursioni” degli utenti, un evento unico dove i protagonisti dell’informazione provenienti da tutto il mondo si incontrano con i cittadini, i lettori, gli studenti, i professionisti, in un flusso continuo di idee, scambi, confronti. Anche quest'anno nella città umbra per ben cinque giorni sono stati di scena oltre 300 protagonisti dell'informazione, famosi e meno famosi. Alcuni dei big presenti? Marco Travaglio, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giovanni Minoli, Luca Sofri, Luca Telese, Beppe Severgnini, Maria Laura Rodotà, Fabrizio Gatti, Vauro Senesi, Alfredo Provenzali e tanti, tantissimi altri.


Occhiaperti era presente come testata accreditata con ben quattro inviati dalla redazione per seguire i tre giorni finali del festival (15,16 e 17 aprile): abbiamo provato a farvi respirare l'aria frizzantina del capoluogo umbro invaso da cronisti di ogni ordine e grado con aggiornamenti continui su questa pagina in tempo (quasi reale). Impressioni, brevi resoconti, commenti, curiosità e fotografie dei tantissimi eventi che il festival ha proposto. E a partire dal 21 aprile - in fondo alla pagina - gli approfondimenti sui singoli eventi seguiti dai nostri inviati.

Per maggiori informazioni: Il sito ufficiale del festival

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VENERDì 15 APRILE
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11.00 Arrivati a Perugia! Lasciato la pioggia ferrarese per abbracciare il sole perugino. Città invasa soprattutto da ragazzini in gita, ma anche da tanti cronisti muniti del cartellino color viola che li qualifica come ospiti del festival. Il tempo di godersi la pausa pranzo in un ristorante tipico del centro e poi il nostro report potrà finalmente cominciare!

16.00 Per noi il vero festival inizia ora: alle 17 la prima tornata di incontri pubblici che seguiremo in prima linea. Tutti temi importanti: la televisione ("Una finestra sul niente" con Fulvio Abbate), i casi di omicidio che vedono coinvolte - in maniera accertata o presunta - le forze dell'ordine (Cucchi, Aldrovandi, Bianzino). A parlarne, oltre ai parenti delle vittime, Mauro Casciari de Le Iene) e l'importante disciplina del Factchecking (il giornalismo nei suoi dettagli, con Luca Sofri). Nel frattempo ci godiamo la placida atmosfera del capoluogo umbro, le vie del centro sono popolate ma non troppo e la gente affolla i caffè per il tradizionale relax post-pranzo.
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17.30 Factchecking, ovvero verifica dei fatti, per un giornalismo di qualità basato su notizie certe. Ne parlano Luca Sofri (Il Post.it), Bill Adair (Politifact.com) e Hauke Janssen (Der Spiegel). Non solo archivi e ricerche approfondite per evitare gli errori, gli abbagli o le bufale: factchecking è anche lo strumento che permette di sbugiardare le affermazioni di politici e personaggi noti, aiutando così i lettori a chiarirsi le idee all'interno di un mondo dell'informazione sempre più ricco di fonti. [L'approfondimento]

18.00 " la TV in Italia: Una finestra sul Niente" riprende il titolo dell'omonima rubrica su La Stampa di Walter Siti, che spiega, assieme a Federico Mello de Il Fatto Quotidiano e a Fulvio Abbate, i meccanismi narrativi della televisione italiana, stretta tra totale confusione informativa e dalla necessità di portare quella "sospensione dell'incredulità" per creare l'effetto spettacolare soprattutto nel parlare di una "realtà" che è sempre più difficile distinguere da una finzione scenica. Il tutto intervallato dagli episodi di "autosufficienza comunicativa" presi direttamente da Teledurruti, la TV monolocale di Fulvio Abbate. [L'approfondimento]
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18.30 Una Sala delle Colonne quasi completamente vuota quella dove si è svolto l'incontro "Giovani e rappresentanza: la coppia che scoppia" con Giorgia Meloni (ministro della Gioventù), Antonio De Napoli, Fausto Raciti (segretario nazionale Giovani Democratici) e Sergio Rizzo (Corriere della sera). A scoppiare, a dire il vero, è stata la Meloni al momento di rispondere alle domande del (poco) pubblico sui temi della meritocrazia e della partecipazione alla vita politica dei giovani. Delude anche Raciti, poco incisivo e troppo calato nel ruolo del politico di professione, con linguaggi arcaici e distanti dal mondo giovanile che dovrebbe rappresentare. [L'approfondimento]

19.00 Da vittima di una tragedia a imputata per diffamazione. Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, a pochi giorni dal rinvio al giudizio deciso dal Gup del tribunale di Mantova, ha portato la sua testimonianza alla Sala dei Notari, davanti a centinaia di persone, all’appuntamento ‘Vorrei dirti che non eri solo’. Un titolo che riprende il nome del libro di Ilaria Cucchi, scritto insieme al giornalista del Corriere, Giovanni Bianconi. “Se processo deve essere, processo sia: un’occasione per fare chiarezza laddove ancora c’è oscurità”. “Lottiamo per la verità e la giustizia – ha dichiarato Patrizia Moretti - perché lo Stato non solo loro, siamo noi”. (lvr)

20.00 Vauro Senesi è esattamente quello che si può ammirare ogni giovedì ad Annozero: un uomo spiritoso, con la solita camicia a maniche arrotolate che nel taschino cela una matita e un pennarello. La Sala dei Notari gremita lo applaude per la presentazione del suo libro "Farabutto". A presentarlo un moderatore di serie A, Fabrizio Gatti de L'Espresso, autore tra l'altro dello sconvolgente libro-inchiesta Bilal. Non solo satira però: ampio spazio anche al ricordo di Vittorio Arrigoni, il cooperante italiano barbaramente ucciso a Gaza da un gruppo estremista.
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23.45 Il bilancio della prima giornata è sicuramente molto positivo. La fila chilometrica per assistere al monologo di Marco Travaglio testimonia l'interesse alto e costante per le parole del popolare giornalista. Il bello di stare a Perugia in questi giorni sta soprattutto negli incontri casuali: può capitare, come stasera, di entrare in un pub e potersi trovare fianco a fianco con Diego Bianchi (in arte Zoro) o Luca Sofri.

SABATO 16 APRILE

8.15 Tutti giù dalle brande, c'è un'altra giornata di festival da seguire! Il programma della mattinata è - come al solito - molto ricco per la nostra delegazione. Seguiremo un corposo simposio sul cosiddetto "Affare Wikileaks" (presente l'ex portavoce dell'organizzazione, Daniel Domscheit-Berg), una discussione sulla dimensione locale delle notizie, la rassegna stampa irriverente di Zoro/Diego Bianchi e un incontro per fare chiarezza sui Rom e la loro condizione nel nostro paese. Rimanete sintonizzati!

10.30 Una Rassegna Stampa tutta da ridere quella di stamattina con Diego Bianchi in arte Zoro e Antonio Sofi (giornalista). In regalo per i presenti delle copie dei quotidiani oggi in edicola e un'abbondante colazione, soprattutto si è fatto il pieno di allegria con i commenti dei due moderatori alle notizie più importanti. Sorpresa finale: un filmato girato intorno all'una di notte in cui Vauro e Giuseppe Cruciani si confrontavano sul ruolo del giornalista in Italia.
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12.30 Le profezie sulla fine dei giornali in formato cartaceo non sono più credibili. E infatti a Perugia non se ne sente più parlare. Capita piuttosto di dibattere di come il web 2.0 stia cambiando l'informazione e che direzione si debba prendere per affrontare le sfide di un presente sempre in movimento. Ci hanno provato i relatori di "Hyperlocal", portando esempi di giornali importanti (Newsweek) che finiscono per essere inghiottiti da dei blog (The Daily Beast) e affidandosi alle prestigiose osservazioni del sociologo belga Derrick de Kerckhove. Una delle tante strategie è quella di puntare sull'informazione su base locale, sfruttando la sempre più forte partecipazione della comunità di utenti. Una via già battuta negli Usa e nel mondo anglosassone e che in Italia fatica ancora a prendere piede. [L'approfondimento]

13.00. Rom nomadi, un ossimoro. È uno dei concetti che Santino Spinelli, primo e unico professore rom di lingua e cultura romanì in Europa, ha illustrato all’incontro ‘Rom, ospiti sgraditi’, presso il Centro Servizi Alessi. “Bisogna superare lo stereotipo del nomadismo rom – ha dichiarato Spinelli -, perché non è una caratteristica tipica della nostra cultura. Siamo sempre stati obbligati a emigrare e scappare. Questo pregiudizio - ha sostenuto il progessore - giustifica l'esistenza dei campi cosiddetti nomadi: è segregazione razziale, un retaggio della cultura nazifascista, un crimine contro l’umanità”.
Lo studioso ha proposto dal vivo, insieme ai suoi figli, musiche e canti in lingua romanì targate 'Alexian ta le chavé'. Un viaggio suggestivo nella cultura musicale rom, che ha introdotto Gabriella Capparelli del Tg1. ‘Zingari’, che eteronimo: “implica il carattere di asocialità e nomadismo”, ha puntualizzato Spinelli. La giornalista ha condotto insieme allo studioso Luca Bravi e a Gian Paolo Accardo di Press Europe, una riflessione sulle parole del razzismo e dell’integrazione: "in Italia - ha fatto sapere Capparelli -, il popolo rom conta 170mila presenze, per il 70% di antico insediamento". Conoscersi per integrarsi. Questo è l’obiettivo che occorre perseguire per far fronte a quella che è stata definita ‘emergenza rom’. “In nome di un razzismo ‘democratico’ - ha dichiarato Spinelli -, che viene giustificato con una ‘differenza culturale’, il rom viene tenuto a distanza. Chi conosce un autore, un cantante, uno scrittore rom - ha interrogato la platea, il professore -? I media parlano del ladro e non del barista: la normalità non tocca le corde dell’emotività - ha attaccato Spinelli -, ma non pare ancora assodato che la delinquenza non è caratteristica genetica. Il criminale ha un nome e un cognome, i reati nascono da situazioni di degrado - ha evidenziato lo studioso -: per questo occorre investire i fondi europei che vengono stanziati nello smantellamento dei campi, ma soprattutto nella scuola. Coinvolgendoci direttamente nei progetti che ci riguardano e promuovendo la nostra cultura”. (lvr)

15.00. Una piattaforma per i cittadini che vogliano contribuire a un’Italia meglio informata. Un’iniziativa non profit e non partisan che offre finanziamento, educazione, promozione del lavoro di chi voglia partecipare all’ecosistema dell’informazione con un metodo centrato sulla ricerca dei fatti documentati. E’ partita la Fondazione Ahref. E a Perugia svela i suoi primi risultati. Da discutere, da migliorare, soprattutto da cogliere come opportunità. Il panel è condotto da Luca De Biase e ospita le testimonianze di chi accompagna la crescita di questa nuova possibilità per registrare, scrivere e sapere come stanno le cose

16.00 Sono un po' una strana coppia Luca Telese (Il Fatto Quotidiano) e Giuseppe Cruciani (Radio24). Diversi nelle idee politiche, nello stile espositivo, nel mezzo che usano e anche nell'atteggiamento generale verso le persone. Se il loro faccia-a-faccia al Teatro Pavone un po' delude in termini di contenuti, di sicuro non delude la scena all'esterno una volta finito l'evento, quando i due si concedono ai tanti giovani giornalisti presenti. Rilassato, conciliante e spiritoso Telese; più tirato e divo Cruciani che non disdegna di farsi rincorrere per rilasciare una breve intervista.
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16.30 La pubblicazione delle notizie è troppo disinvolta e ficca il naso nella vita privata delle persone, o è giusto pubblicare tutto ciò che emerge dalle intercettazioni? Questo il quesito centrale dell'incontro "Loro parlano, noi pubblichiamo? Moderato da Andrea Vianello (conduttore di Agorà)a confrontarsi nel Teatro del Pavone c'erano Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano) Stefano Zurlo (il Giornale), l'avv. penalista Grazia Volo, il procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia Alberto Cisterna e il segretario nazionale dell'ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra. A emergere è l'ironia di Vianello, molti applausi e poche domande a causa dei tempi ristrettissimi per il numero e l'importanza degli incontri che ha ospitato il teatro. [L'approfondimento]

17.40 Avete mai sentito la storia della scimmia che vinse il Pulitzer? Beh, non è ancora successo (ma c'è un fondo di verità che potrete scoprire con gli approfondimenti) ma si tratta del titolo di un simpatico libro scritto a quattro mani da Nicola Bruno e Raffaele Mastrolonardo, che parla dei nuovi fenomeni del giornalismo. Un modo per guardare avanti e scoprire approcci in grado di innovare la professione e più in generale la circolazione delle informazioni. Particolarmente emozionante il contributo di Jacet Utko, designer polacco creatore di nuovi modelli per la grafica giornalistica: attraverso il suo intervento è stato possibile capire come la carta stampata sia destinata ad avere sempre una marcia in più nei confronti del web. [L'approfondimento]

18.10 Addentrarsi all'Hotel Brufani - quartier generale del festival - equivale a immergersi totalmente nel clima del festival, con giornalisti famosi e meno famosi intenti a correre avanti e indietro pieni di taccuini, telefoni, telecamere e tablets (le 4 T del giornalismo 2.0?) e la sala stampa sempre brulicante di vita (e qualche volta di cioccolatini gentilmente offerti dallo staff). Capita così di vedersi passare davanti Beppe Severgnini, Filippo Facci e assistere a una curiosa conversazione tra Peter Gomez (direttore de Il Fatto Quotidiano.it) e Massimo Ciancimino (figlio del tristemente noto Vito e ora testimone di giustizia), quest'ultimo ospite domani sera in un incontro sulle trattative tra Stato e mafia.

19.30 Riccardo Iacona riempie il Teatro e non solo! Una fila di gente attenta e paziente nonostante il freddo e il vento ha affollato la piazza di fronte il Teatro Pavone già un'ora prima dell'incontro. Tanti i giovani, tanti i sorrisi nel teatro e le parole di speranza. Termine chiave la libertà, sempre meno presente in questo paese, ma così tanto importante e necessaria soprattutto se legata al mondo della comunicazione televisiva. Questo e molto altro nell'incontro "L'Italia in presa diretta". [L'approfondimento]


20.00. The net delusion, ovvero il lato oscuro della libertà di internet. È questo il titolo dell’incontro che si è tenuto all’Hotel Brufani. Protagonista dell’appuntamento il giornalista bielorusso di Foreign Policy Evgeny Morozov, intervistato da Nicola Bruno di Effecinque. “Internet – sostiene Morozov - ha un ruolo fondamentale in tutti gli eventi socio-politici, contribuendo all’organizzazione delle manifestazioni di piazza. Ma il pericolo è che l’attivismo si riduca al contesto online”. ‘Slacktivism’. Con questo neologismo Morozov descrive gli ‘internetcentristi’, che “sostengono cause su Facebook, magari per far colpo su un amico, e non fanno più sacrifici, né scendono in strada: questa nuova classe di attivisti – considera il giornalista - deve essere ridotta al minimo”. All’indomani dalla rivolta egiziana, “esempio di un ottimo mix tra attivismo on e offline”, l’“internet-realista” - come si autodefinisce l’analista della New American Foundation - mette in guardia sui rischi del web e delle tecnologie in senso lato, soprattutto in contesti dittatoriali: “è soggetto sempre più ad attacchi cibernetici e alla sorveglianza governativa”. Il cellulare, ad esempio, è arma a doppio taglio: “meglio lasciare il telefono a casa”, raccomanda Morozov, poiché interconnette i manifestanti, ma consente anche al governo di identificarli e rintracciarli: “i governi – sostiene l’analista - hanno recuperato in fretat il ritardo, ne abbiamo esempi in Russia, come in Iran. In questi Paesi partecipazione non è sinonimo di democrazia: internet – dichiara Morozov - potrebbe essere il nuovo oppio dei popoli, in cui il cittadino è spiato e monitorato attraverso backdoor”. (lvr)

01.30 Toghe rosse? No. Toghe bianche? Sì, sono quelle che puoi vedere a Perugia se sulla tua strada incontri un gruppo di ragazzini inglesi ubriachi e vestiti alla romana, che con un freddo da sciarpa e guanti e un vento che fa lacrimare gli occhi, girano per il centro armati - si fa per dire - di spade finte e corone d'alloro dorate in testa. Carnevale è finito da un pezzo, ma il kitsch è un sempreverde a meno di non aver fatto indigestione di Animal House.
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DOMENICA 17 APRILE

8.30 Buongiorno! Purtroppo è già arrivato l'ultimo giorno di spedizione. Facce tirate a colazione, complice lo scarso sonno notturno. Il rammarico è quello di non poter seguire i principali eventi del pomeriggio a causa del viaggio di ritorno che incombe. Proveremo comunque a documentare le discussioni del mattino, che trattano di precarietà nel giornalismo e di come i media hanno a che fare col razzismo.

10.00 Mentre Zoro e Antonio Sofi tengono la consueta rassegna stampa, davanti all'Hotel Brufani si assiste al via-vai degli ospiti. C'è chi parte per tornare a casa (come il direttore de Il Fatto Quotidiano.it, Peter Gomez) e chi invece resta (Emma Bonino e Antonio Tajani, pronti a partecipare a un incontro su temi europei). Suscita curiosità vedere l'onnipresente Giuseppe Cruciani in tenuta da runner intrattenersi con Andrea Vianello (Rai). In sala stampa la consueta confusione positiva, alleviata dai deliziosi cioccolatini Perugina offerti dallo staff.
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11.30 Non si può fare a meno dell'Europa ed è necessario esserne parte mantenedo le proprie diversità. Questo quanto emerge dall'incontro "Europe: the insider view" in cui a confrontarsi c'erano due illustri esponenti impegnati da sempre in prima linea a livello europeo: Emma Bonino (vice presidente del Senato) e Antonio Tajani (vice-presidente Commisisone Europea), che hanno risposto alle domande di Anna Piras (Rai Parlamento) e Marco Zatterin (La Stampa) soprattutto soffermandosi a considerare quanto il progetto Europa sia conosciuto e condiviso dagli italiani.

12.30 Parlare di precarietà vuol dire addentrarsi sempre su un terreno minato. Il campo del giornalismo non fa eccezione e infatti sono toni accesi quelli che dominano l'affollato incontro intitolato "Se cinque euro vi sembrano pochi" (Cinque euro rappresentano la paga media per articolo per i collaboratori). La discussione crea uno strano gioco delle parti tra i giornalisti sfruttati e sottopagati (Francesca Ferrara, Paola Caruso) e chi dovrebbe tutelarne i diritti (Enzo Jacopino, presidente dell'Ordine dei Giornalisti e Roberto Natale, presidente FNSI). Jacopino però avverte deciso: "Non facciamo guerre tra poveri, il vero problema sono gli editori".
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14.00 Il vento freddo che si fa strada tra i vicoli medievali di Perugia sembra quasi spingerci verso casa. Non prima però di consumare un ultimo pasto nella splendida città. E allora eccoci giù in via Ulisse Rocchi al ristorante Vecchia Perusia gestito da un istrionico signore che si fa chiamare Frankie Banana. Ex-pugile, ex-manager del pugile Gianfranco Rosi, ex-bassista e ora ristoratore. Accento perugino e look da frequentatore di casinò, intrattiene i suoi clienti con continui aneddoti sulla sua vita, tra un piatto di ravioli e un bel bicchiere di vino rosso.

16.00 Si riparte verso Ferrara, consapevoli di perdere una parte importante del programma di giornata (Milena Gabanelli ed Eugenio Scalfari tra gli altri). Le necessità logistiche però incombono, e allora eccoci in viaggio per potere essere in terra estense entro sera. Ci lasciamo alle spalle un weekend intenso, denso di informazioni e di immagini, un'esperienza preziosa che di certo tornerà utile.

Il nostro lavoro però non è finito: partendo da questa pagina di aggiornamenti brevi, da martedì 19 aprile in poi pubblicheremo singoli approfondimenti su quanto visto nella tre-giorni perugina . Restate sintonizzati quindi!

Scritto da: Redazione in trasferta

Data: 08-04-2011

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