RECENSIONI \ Rock 'n' roll head

Dubby Dub

di Edoardo Gandini
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dubby dub

La prima volta che ho ascoltato Rock 'n' roll head dei ferraresi Dubby Dub mi sono ritrovato paralizzato in macchina, davanti a casa, travolto dalla violenza di 11 schiaffoni anni novanta ben piazzati tra capo e collo, di quelli che "prenderli è un attimo" ma che poi lasciano sulla pelle un indelebile segno nei secoli e nei secoli, amen.
Nessun basso – come assicura la band nell’interno della custodia – è stato maltrattato per la realizzazione di questo disco (no bass was played on this record), ma ben tre chitarre e altrettante voci sono state utilizzate per compensare ogni mancanza, in un tripudio di accordoni grunge e sonorità stoner infarcite da accattivanti armonizzazioni vocali, chiamate ad accompagnare una rabbiosa voce principale.
I fratelli Mauro e Andrea Pulga, ex voce e basso degli H-Strichnine, il talentuoso cantante e batterista Enrico Negri ed il nuovo chitarrista Flavio Tomei, al quale tra l’altro si deve la riunificazione della band, creano un prodotto diverso e di cui, sinceramente, si sentiva la mancanza in Italia, ripercorrendo un genere che, non si sa perché, è stato sempre più accantonato da musicisti e fan. Gli esecutori poi sono impeccabili e la loro pluriennale esperienza lo conferma.
Rock 'n' roll head è un disco in cui nessuno strumento o individualità emerge sugli altri, in cui ogni componente della band si mescola perfettamente con gli altri, dando origine ad un interessantissimo prodotto di gruppo, nell’accezione più letterale possibile.
I richiami a grandi gruppi degli anni novanta come kyuss (e di conseguenza anche ai primi lavori dei Queens of the stone age), Dinosaur Jr. e, ovviamente, Nirvana, si sprecano nell’arco di tutti i trenta minuti che compongono il disco, ma non mancano nemmeno omaggi al Rock ‘n’ roll/Punk classico dei Ramones, come la sporca e ossessiva ballata Garage Do it or let me go con cui si apre il cd.
Seguono altre dieci spietate cannonate che meriterebbero un’attenzione particolare ciascuna, come l'acustico intro corale di The Head che si trasforma velocemente in una furiosa cavalcata stoner, nonché nel pezzo migliore di tutto il disco, o le sonorità noise della nirvaniana Sorrysmile e gli stacchi e cambi ritmici di The Hand, altro brano con una potenzialità distruttiva fuori dal comune, senza comunque dimenticare la personale rivisitazione dei Queen nei diciannove, folli, secondi di Dubby little thing called Dub.
Un disco veramente ottimo che non può assolutamente mancare nella collezione degli appassionati del genere, considerando poi che fu registrato ormai 10 anni or sono e che nel frattempo la band ha vissuto anche altre esperienze musicali, non si può far altro che essere decisamente ottimisti riguardo alle prossime produzioni. Il gusto musicale è una cosa innata e questi ragazzi, indubbiamente, ne possiedono a tonnellate.



Track List:
01. Do it or let me go (2:37)
02. The Head (3:57)
03. Sorrysmile (2:24)
04. Revolt party (3:35)
05. Dubby little thing called dub (0:19)
06. In-coming disaster (4:03)
07. I’m ok (4:07)
08. Won’t you save yourself (3:33)
09. The hand (3:23)
10. Think about your health (3:06)
11. It’s so easy (2:44)


15-04-2011 - visite: 7193

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