LIVE \ Anna Calvi al Locomotiv 9.4.2011

Tappa bolognese per la giovane promessa britannica

di Alex Poltronieri
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anna calvi

Quasi tutte le riviste e webzine musicali la indicano come l'artista emergente più promettente dell'anno (assieme ad altri nomi come Yuck, James Blake, Vaccines e Chapel Club, gli ultimi due un bluff clamoroso), Brian Eno l'ha definita la "cosa migliore dai tempi di Patti Smith", Nick Cave l'ha voluta come opening act per i suoi Grinderman. Con queste referenze un album di debutto è quasi un optional, e ci si avvicina all'ascolto timorosi che tutto si risolva nell'ennesima bolla di sapone. Invece no, Anna Calvi non è solo chiacchiere e distintivo, e il suo disco non è la classica sbobba precotta confezionata ad hoc per scalare le classifiche. Le dieci tracce che compongono il suo primo lavoro in studio sono romantiche ma anche oscure e gotiche, a metà via tra Morricone e un film di David Lynch, il suo stile si allontana da quello di PJ Harvey, a cui è stata più volte accostata (anche se il produttore del disco è Rob Ellis, fedele collaboratore di Polly Jean), si avventura sporadicamente in territori blues rock alla Florence + The Machine, e si avvicina più all'intimismo di una Nina Simone (vedi The Devil) mescolato a sonorità flamenco. E poi quel suono di chitarra acquoso e ipnotico, che è già un trademark inconfondibile.

Anna Calvi si presenta sul palco del Locomotiv di Bologna (sold out e letteralmente incandescente) di rosso vestita e con un micidiale tacco da dieci centimetri. Parte con "Suzanne & I" che tradisce la sua ispirazione dalle colonne sonore dei film di 007 e dal grandeur delle musiche di John Barry, e sembra molto emozionata, per di più non imbraccia la chitarra, suonata da un turnista (scopriremo poi che deve ancora rimettersi da un incidente al braccio). Peccato essersi giocati così una delle highlight del disco. Segue a ruota "Blackout", uno degli episodi più pop dell'album (non a caso scelto come primo singolo) e qui la Calvi prende il volo: forse la band che la affianca non è il massimo, ma la sua voce raggiunge anche il cuore dei malcapitati ascoltatori che si trovano in fondo al locale, quelli che non vedono nulla. Da qui è tutto in salita, da quella "Desire" che è già il suo cavallo di battaglia, a "Love Won't Be Leaving" (ma è un altro main theme di un film di James Bond!) con il suo travolgente wall of sound conclusivo, allo schietto incedere blues di "I'll Be Your Man". La Calvi si accende di passione davanti al microfono, fa paura, ma poi terminata la canzone si rimpicciolisce, pare quasi intimorita dal suo pubblico, si limita ad un aggraziato "thank you". Il primo encore è affidato alla cover-singolo "Jezebel", e qui Anna finalmente suona il suo amato strumento, ma c'è spazio anche per "The Devil" e la delicata "Morning Light". E' passata un'ora e il concerto è già finito (l'intero album è stato suonato, eccezion fatta per la strumentale "Rider To The Sea" e la shoegaziana "No More Words"), ma l'impressione è di aver assistito ai primi passi di un futuro gigante della scena rock internazionale. Anna Calvi: suadetela ora, prima dei dischi di platino, prima della collaborazione alla colonna sonora di Twilight, prima della canzone assieme ai Coldplay, prima che la magia svanisca.


20-04-2011 - visite: 6085

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