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Non Lasciarmi
I sentimenti di ragazzi-cloni dal destino già segnato.
Il lungometraggio tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro

di Mark Romanek con Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Isobel Meikle-Small, Ella Purnell, Charlie Rowe, Charlotte Rampling. Titolo originale: Never Let Me Go. Drammatico, durata 103 min. - USA, Gran Bretagna 2010 - 20th Century Fox
Non Lasciarmi

La svolta nella scienza medica avvenne nel 1952, i medici furono in grado di curare malattie incurabili. Per il 1967 la speranza di vita superava i 100 anni”. Con queste parole si apre il film, che inizia con un racconto in flashback di una delle protagoniste, Kathy (Carey Mulligan). Nell’Inghilterra della fine degli anni Settanta un gruppo di bambini cresce nel collegio di Hailsham, seguendo un’educazione molto rigida e senza mai interagire con il mondo all’esterno della struttura. Questi bambini sono dei cloni umani capaci di provare emozioni, che in futuro dovranno donare i loro organi a persone malate. Durante gli anni trascorsi in collegio nascono amicizie e amori, in particolare tra Kathy, Tommy (Andrew Garfield) e Ruth (Keira Knightley). Kathy stringe subito un forte legame con Tommy, e ne è segretamente innamorata, ma lui, ragazzino dal carattere difficile, si fidanza con Ruth, un rapporto che durerà molti anni. Terminato il periodo del collegio i tre ragazzi si trasferiscono nei “Cottages” per finire la loro formazione e sperare di poter avere una vita normale. Pian piano il loro rapporto si logora e Kathy li abbandona per diventare badante. Pochi anni dopo i tre giovani si rincontreranno proprio nel periodo destinato alle donazioni, questo sarà un momento per rimettere in discussione i loro sentimenti prima che sia troppo tardi.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, scrittore nippo-britannico, "Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia a rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata su questa terra”. Il libro si concentra maggiormente sulla vita dei bambini/cloni nel collegio di Hailsham, mentre il film sviluppa soprattutto le vicende che seguono a questo primo periodo. Si passa da un film di formazione, con il duro percorso educativo a cui sono sottoposti i ragazzi nel collegio, a un film di fantascienza. La pellicola di Mark Romanek, a una prima impressione, può rimandare a The Island di Michael Bay per la somiglianza delle tematiche trattate, ma si discosta dal film di fantascienza hollywoodiano concentrandosi sui personaggi e analizzando in profondità le loro emozioni. Inquieta vedere un’intera generazione destinata a sacrificarsi per gli altri, come semplici oggetti di consumo. Contemporaneamente ogni personaggio è segnato da un crescendo di sogni ed emozioni, che però è destinato ad avere una fine programmata. Non lasciarmi per tutta la sua durata trasmette allo spettatore un senso di angoscia e impotenza, mentre i protagonisti accettano con impressionante passività il loro destino di donatori.

I colori dei paesaggi e dell’ambientazione generale del film, grazie alla fotografia dall’aspetto un po’ datato di Adam Kimmel, sono tutti giocati su toni spenti e tenui, con una forte prevalenza del grigio (a partire dalle divise dei bambini). L’atmosfera rarefatta contribuisce ad aumentare il senso di mistero e inquietudine che circonda i personaggi. Kathy, Tommy e Ruth sono interpretati rispettivamente da Carey Mulligan, Andrew Garfield e Keira Knightley, giovani attori che hanno già alle spalle pellicole importanti come An education, The Social Network e Orgoglio e pregiudizio. Grazie all’ottima interpretazione della Mulligan il personaggio di Kathy H. (l’abbreviazione del cognome rimanda a Kafka) risulta quello più convincente: da bambina insicura acquista durante il film sempre maggiore autonomia, anche sentimentale. "Kathy, il mio personaggio, alla fine dice: 'Mi ricordo di Tommy e sono grata di ogni minuto passato con lui'. Ecco questo per me è il messaggio del libro e del film, ciò che deve rimanere dentro di noi" (Carey Mulligan).

Silvia Galeotti
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