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May 17 2011

Due giovani narratori per due inediti

di Grazia Russo

Il gruppo scrittori ferraresi promuove i giovani talenti

libri presentati

E' tanto facile immaginare un libro quanto e' difficile scriverne uno. (Honoré de Balzac)

Nonostante lo sviluppo sempre più rapido della tecnologia applicata anche alla lettura, a causa dell’avvento dell’e – book nelle librerie e nelle biblioteche (un fenomeno che sembra destinato a crescere considerato l’interesse che c’è alle spalle da parte delle grandi aziende informatiche e di parte dell’editoria); c’è per fortuna chi ancora sceglie di dare alle stampe il proprio lavoro, mantenendo un contatto più fisico con la carta, e la pagina scritta. È ancora più bello sapere che a proseguire in questo senso sono stati due giovani ragazzi che ieri nel Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea di Ferrara sono stati presentati dall’Associazione Gruppo scrittori ferraresi, da anni attiva nella promozione di giovani talenti aspiranti scrittori o poeti. Scopi dell'Associazione sono, infatti, la promozione e la valorizzazione della produzione letteraria e culturale dei propri soci e la diffusione della cultura in tutte le sue manifestazioni attraverso: attività editoriale non a fine di lucro; attività di ricerca e studio; incontri fra soci; promozione di iniziative culturali. scrittore che parla
I due protagonisti dell’evento, entrambi originari di Ferrara, sono stati Alberto Basso 33 anni con la sua opera prima Brindisi e Carlo Costanzelli 20 anni il romanzo La lettera di zia Rosita. Ad un esiguo pubblico presente nel Teatro Anatomico i due giovani scrittori hanno svelato la magia che scorre dietro la scrittura di un libro, per entrambi definita quale pulsione irrefrenabile, quasi un bisogno fisico e hanno parlato anche dei percorsi di vita che li hanno condotti ad un risultato letterario concreto; con tutti gli incidenti, le incertezze incontrate durante la stesura dei romanzi e non da ultimo la volontà – palesatasi spesso – di abbandonare l’impresa. Due stili molto diversi affrontano tematiche molto lontane tra loro, unico filo rosso che tiene uniti i due testi è forse legato all’elemento del tempo. Se in Brindisi si parte dalla nota enoteca del centro di Ferrara “Al Brindisi” – dalla quale riprende in parte anche il nome – e il vino diviene il canale attraverso il quale fermare il tempo di un gruppo di ragazzi e amici che giocano a fare i ragazzi cattivi, con atti di distruzione anche fisica dovuta alle bevute e l’idea del bere e del fermare il tempo ad un passato di spensieratezza si legata anche alla volontà di tradurre il senso di disagio che si ha nel vivere la quotidianità attuale, nell’altro romanzo La lettera di zia Rosita si tenta un recupero del tempo perduto, ricostruito grazie ai ricordi, che cercano di ricreare il tempo della giovinezza e degli amori lontani. Durante l’incontro si è parlato anche del premio Gianfranco Rossi per la giovane letteratura, che è giunto alla sua V edizione, ed è promosso dall’associazione Gruppo scrittori ferraresi in memoria del poeta ferrarese scomparso nel 2000 e al quale potranno partecipare con componimenti poetici o in prosa i giovani dai 13 ai 39 anni.



Scritto da: Grazia Russo

Data: 17-05-2011

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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