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May 28 2011

Tra genio e follia, Alda Merini

di Grazia Russo

Il teatro incontra l'opera della poetessa

Un’emozione fortissima è l’unica immagine che rende al meglio l’atmosfera che si è respirata all’interno della Sala Estense di Ferrara qualche sera fa, quando sono andati in scena lo spettacolo e il video dedicati alle poesie di Alda Merini: entrambi realizzati a conclusione del laboratorio teatrale dell’Accademia della Follia in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Ferrara.Alda Merini_1 Uno spettacolo onirico che ha lasciato una Sala Estense al completo, senza fiato e grondante di commozione. Non poche sono state le lacrime in sala mentre una commossa dottoressa psichiatrica Paola Turilli, direttrice provinciale del Dipartimento di Salute Mentale, prima dello spettacolo ha brevemente ringraziato tutti coloro che hanno creduto e partecipato attivamente al progetto: i pazienti, i collaboratori, i parenti dei ricoverati e gli infermieri che per una sera hanno tolto le divise con le quali siamo abituati a conoscerli e hanno indossato le vesti degli attori. In scena sono stati rappresentanti cinque spezzoni tratti dal video che a conclusione della rappresentazione è stato proiettato integralmente. Un lavoro lungo che non ha potuto far a meno del Laboratorio Teatrale propedeutico alla creazione del video, in cui vengono raccolte, recitate e messe in musica molte poesie e lettere che la poetessa ha scritto nel corso della sua vita e che rimandano soprattutto all’esperienza del manicomio. Alda Merini "la piccola ape furibonda" – come amava definirsi – è considerata una delle più importanti poetesse del Novecento, nata da una modesta famiglia nel 1931, esordisce a 15 anni con la sua prima raccolta di poesie e scriverà per tutta la sua vita.
Alda Merini_2
La sua produzione ha un brusco arresto solo quando vive numerosi periodi d’internamento presso il manicomio Paolo Pini di Milano, dove subisce anche l’elettroshock; di quell’infelice e arido periodo (dal punto di vista poetico) conosciamo qualcosa proprio grazie alle parole dell’autrice stessa, che a distanza di anni torna a parlarne e in una lettera scrive: “Fui quindi internata a mia insaputa, e io nemmeno sapevo dell'esistenza degli ospedali psichiatrici perché non li avevo mai veduti, ma quando mi ci trovai nel mezzo credo che impazzii sul momento stesso: mi resi conto di essere entrata in un labirinto dal quale avrei fatto molta fatica a uscire”. Queste parole e molte altre sono state portate sulla scena e interpretate da Vincenza Viglianesi che il regista Claudio Misculin definisce “la migliore Alda Merini che abbia mai diretto, perché la più vera, quella che meglio di tutte le altre – anche attrici professioniste – ha fatto propria e sente in modo più profondo l’esperienza della Merini”. Ai presenti in sala sono state regalate anche delle scene inedite, accompagnate dalla musica del sax di Mirella Benis e dai passi di danza di Eleonora Bruni, ballerina per la scuola di Danza Il Cigno di Ferrara, frammenti poetici che non hanno trovato spazio nel video, ma che contribuiscono a completare la figura di Alda Merini, perché più di qualsiasi parola per lei parlano le sue poesie.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 28-05-2011

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