La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Notizie > Antonio Ingroia a Ferrara

Jun 03 2011

Un incontro organizzato da Officina e Libera

Antonio Ingroia a Ferrara

di Giulia Cabianca

Il magistrato palermitano fa il punto sulla lotta a Cosa Nostra

Antonio Ingroia
Ammirevole l'impegno civile e morale che si è manifestato martedì 31 Maggio nell'aula magna del Rettorato, in via Savonarola. L'associazione Officina in collaborazione con Libera Ferrara e il Dipartimento di Scienze Giuridiche hanno organizzato un incontro con Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. Argomento: "La lotta alla mafia, strumenti e modalità di azione". Tra il pubblico, alcuni componenti del movimento Agende Rosse hanno voluto esprimere la loro solidarietà ai magistrati attualmente impegnati in questo pericoloso ed encomiabile lavoro e soprattutto a quelli che hanno perso la vita nelle stragi del 92'-93'.

Tema scottante la mafia, ma cos'è questa mafia? L'immaginario collettivo del mafioso cade facilmente su personaggi coppoliani come i gangster statunitensi degli anni '20 e Al Capone. Oppure su uomini meno cinematografici ma altrettanto misteriosi come Totò Riina o Bernardo Provenzano, autori di delitti talmente feroci da regalargli soprannomi come Totò La Bestia o Bernardo il Trattore, per la violenza con cui quest'ultimo tralciava le vite dei suoi nemici. Inoltre spesso si crede che il fenomeno mafioso sia tipico delle classi disagiate e non abbienti del Sud che vedono la mafia come l'unica possibilità di ascesa sociale. Certo, "mafia" in passato ha significato omicidi e violenze e tuttora in molte zone del Mezzogiorno gli affiliati sono reclutati facendo leva sulla loro difficile situazione sociale, ma non ci si può e non ci si deve fermare a quest'analisi. Con una lucida ed ampia esposizione, Ingroia ha precipitato noi tutti in un mondo di mafie diverse dotate di una capacità di adattamento e di conservazione inimmaginabili. Mafie che vivono in zone d'ombra che ne favoriscono l'infiltrazione. Mafie che cercano spazi di potere ed entrano in Borsa. Che non hanno più necessità di uccidere un uomo politico. Che sostituiscono il capo della borgata di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo con l'architetto Giuseppe Liga, quindi un mafioso "tout-court" con un "uomo comune e incensurato". Una Mafia che non ha come scopo far la guerra allo Stato, ma conquistare maggior potere. "Noi facciamo la guerra per poi fare la pace" diceva Riina. Quindi una mafia che è tutto tranne che l'Antistato, anzi è naturalmente amica dei potenti perché purtroppo il potere è attratto magneticamente da altro potere. "E' un fenomeno umano" come diceva Giovanni Falcone e come tale va studiato in tutti i suoi aspetti per poterlo combattere efficacemente.

Il procuratore quindi ci mette in guardia dal considerarla solo un fenomeno di ordine pubblico: se ci si limitasse a questo, una volta ristabilito l'ordine e passati una decina d'anni dalle stragi, si potrebbe erroneamente festeggiare il suo annientamento. In realtà in questi anni di tregua dalla violenza, il denaro e il pensiero mafioso hanno trovato nuovi territori e nuovi soggetti da ammaliare: l'industria del nord e la classe dirigenziale, sia economica che politica. Paradossalmente diventano mafiosi quegli imprenditori che aborrono le strategie criminali sanguinarie ma si giovano di quelle, sempre criminali, ma finanziarie, ritenendo ordinario il non poter fare a meno del patto con il mafioso in questo campo. La soluzione? In primis spezzare i luoghi comuni e responsabilizzare i cittadini tutti poichè le conseguenze negative della criminalità organizzata ricadono non solo sul padre di famiglia che è costretto a pagare il pizzo o sulla madre alla quale è stato ucciso il figlio, ma su tutta la società. Dobbiamo renderci consapevoli che la cosiddetta borghesia mafiosa non è composta da episodi isolati ma è il nuovo terreno della mafia di questi anni. Dobbiamo proporci di promuovere i valori della Costituzione e il rispetto verso la Magistratura. Di tutto ciò un esempio lodevole è l'obbligo, imposto da Confindustria agli imprenditori associati, di sporgere denuncia se vessati dalla mafia, pena la sospensione o espulsione dall'associazione. Una scelta ammirevole di lotta intransigente alla criminalità organizzata e di promozione della legalità contro il pizzo. Meno lodevole l'esempio datoci dalle istituzioni quando permisero all'allora Presidente della Regione Sicilia, Cuffaro, di mantenere l'ufficio durante un processo a suo carico per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione del segreto istruttorio, conclusosi poi, con una condanna a sette anni.

Nel ferrarese l'impegno si concretizza anche nelle scuole superiori. La conferenza infatti si è conclusa con la proiezione del video-spot anticamorra "Cambia Direzione", realizzato dagli studenti del Liceo Classico "Ludovico Ariosto", che ci ha rinfrancato lo spirito mostrandoci la sensibilità dei giovani ferraresi sul tema e facendoci sperare in una reale possibilità di rinnovo dell'elite politica. Giovanni Falcone diceva: "La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine".

Scritto da: Giulia Cabianca

Data: 03-06-2011

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 6518 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli