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Jul 09 2011

Se a muovere la pubblicità è il sesso

di Grazia Russo

Sessualità e pubblicità: due facce di una stessa medaglia

C’era una volta la pubblicità, adesso è morta. Ne danno il triste annuncio tutti coloro che ancora si ostinano a osservarla per studiarne le dinamiche e con loro la gente comune, inerme spettatrice di quel che resta delle campagne pubblicitarie odierne: miseria sessuale spacciata per promozione di prodotti vari. Se negli anni ’70 la pubblicità già ritenuta responsabile di plagiare, manipolare i cervelli inducendo il pubblico a spese futili e irragionevoli dovette ripiegare su spot contraddistinti da serietà e sobrietà, in cui gli annunci dovevano obbligatoriamente apparire sottotono presentandosi con fotografie accompagnate da lunghi testi di spiegazione, oggi le cose vanno in modo decisamente diverso, nonostante sulla pubblicità gravino le stesse accuse di allora.pubblicità anni 70
La maggior parte degli spot pubblicitari che rimbalzano in tv o sui quotidiani di oggi sembra che non si occupino d’altro se non di sessualità. In modo più o meno esplicito il sesso è una costante: le immagini hanno preso il sopravvento rispetto alla parola e questo è un passaggio decisivo dello sviluppo pubblicitario che si deve all’ eredità lasciataci dagli anni Ottanta. L'importanza di una buona immagine è sempre più forte e fondamentale in quanto l'occhio umano sembra ormai attirato solo da foto spettacolari, ironiche ed esplicite ed in questo contesto a essere utilizzate nelle vesti di procacciatrici di uomini e bombe sexy sono senza troppa meraviglia le donne: ammiccanti nel mangiare un semplice e tristissimo yogurt bianco, completamente nude e fluttuanti nell’acqua per promuovere la vendita di acque minerali, con calze autoreggenti, camicie di pizzo e minigonne, mentre si dedicano alla tinteggiatura di voliere, bloccate su una scala con scarpa da tacco dodici (tutte le donne sanno quanto sia comoda una scarpa del genere!), o in tenuta sexy con sottovesti in seta per pranzo, pronte a mangiare un filetto di tonno sponsorizzato dalla peggiore delle pubblicità mai create da quando esiste il tonno in scatola: “Consorziamo!” vi dice niente?.

Per scongiurare il rischio di passare per bacchettona moralista voglio solo porre una domanda a questo proposito e aprire una riflessione più ampia: “Avete mai visto un imbianchino nella mise di cui si è detto sopra, senza neppure una goccia di vernice sui vestiti?” A voi la risposta.pubblicità occhiali oggi
Oggi, appare più che mai chiaro che la pubblicità rivesta un ruolo di primo piano per la degradazione del linguaggio e lo sviluppo di merci per il consumo di massa, ma non bisogna dimenticare che questa natura pubblicitaria è un prodotto, una conseguenza della società ed un mezzo attraverso cui i mass media propagano la loro influenza. Insomma, dietro la pubblicità è la società che opera, è la società che offre il materiale da trattare, essa a scegliere che un pensiero, uno stile di vita venga ufficializzato, a proporre una sorta di omologazione attraverso la quale gli elementi più deboli e meno in vista della società vengano sommersi dal comportamento comune. Meglio tenere gli occhi aperti per non restare schiacciati e subire passivamente ciò che vogliono fare di tutti noi.



Scritto da: Grazia Russo

Data: 09-07-2011

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