LIVE \ Frankie Hi-NRG Mc al Reload Festival - 20.07.2011

Il rapper entusiasma il pubblico ferrarese

di Alessandro Orlandin
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Frankie Hi Nrg
Questa recensione parte necessariamente da una doppia premessa. La prima: chi scrive non è un esperto di hip – hop, quanto piuttosto un curioso del genere. Una figura indistinta che passa in lontananza nella foto scattata alla piazza. Premessa numero due: gli organizzatori del Reload Festival hanno l’indubbio merito di aver riportato a Ferrara Frankie Hi-NRG Mc a diciassette anni (!) di distanza dalla sua precedente esibizione nella città estense. Correva infatti l’anno 1994 quando il rapper torinese si esibiva sull’onda lunga del suo esordio discografico “Verba Manent”: all’epoca esistevano i francobolli da cinquanta lire, il Milan vinceva la Coppa Campioni ad Atene con i gol di Massaro e Savicevic, il presidente americano era Bill Clinton e in Italia governava Silvio Berlusconi.

Segno che qualcosa è cambiato, ma anche che in quasi vent’anni i temi affrontati da Frankie Hi-NRG Mc non perdono di priorità. Non una grande notizia se si pensa che colui che al secolo era Francesco Di Gesù ama infilare nelle sue rime riferimenti al malaffare, allo sfruttamento, alla corruzione, alle malefatte del sistema politico – affaristico. Un’ottima notizia invece se si tratta di toccare con mano la solidità artistica dell’opera di Frankie, che anche nel live ferrarese dà prova di essere ancora oggi, a quarantadue anni, ottimo interprete della tradizione hip – hop delle origini. La musica di Frankie non conta su beat e campionamenti seducenti quanto quelli di artisti di generazione più recente, ma arriva dritta al centro dei problemi grazie al sapiente intreccio di parole, scandito sulle basi approntate da Dj Pandaj. L’mc torinese avrà qualche chilo in più e qualche capello in meno (l’occhiale modello Wayfarer invece rimane la costante), ma sa ancora coinvolgere chi sta sotto al palco snocciolando rime taglienti che si sciolgono facilmente in bocca e vanno in picchiata sul bersaglio. Sbaglia chi pensa che l’esibizione non sia altro che un conto alla rovescia verso “Quelli che ben pensano, perché nell’ora e venti minuti di concerto Frankie infila diverse colonne portanti della sua produzione: da pezzi del passato come “Autodafé” a episodi più recenti come “Chiedi Chiedi” e “Pugni in tasca”.

Il pubblico risponde bene, la folla nel parco di viale Alfonso d’Este supera di gran lunga i numeri abituali del Reload Festival, per somma gioia degli organizzatori. Teste che ciondolano, mani che si alzano a ritmo, ma anche attenzione quando Frankie decide di soffermarsi brevemente su temi centrali nella sua visione del mondo. La precarietà, la povertà, le ingiustizie globali. Temi utili a introdurre altre cartucce pesanti da sparare nel cielo della fresca serata ferrarese, su tutte “Direttore” e “Potere alla parola”. La prevalenza del messaggio sul mezzo è evidente, tanto che Frankie in alcuni tratti avvicina molto la sua interpretazione agli mc della tradizione dancehall, con sequenze di rime infilate a velocità supersonica. In tempi di crescente insofferenza verso politica e politici non può mancare “Rap Lamento”, condensato di (dis)educazione civica con tanto di geniale campionamento della vecchia sigla di Novantesimo Minuto. Quando Frankie posa il microfono e saluta è fin troppo palese che si tratta di un bluff: non a caso il rapper fa il regista di videoclip, ma non certo l’attore. Non passano neanche due minuti che lui e Pandaj risalgono la scaletta che porta al palco e annunciano che è in arrivo l’ultimo pezzo della serata. Un’altra balla, è chiaro fin da subito, nonostante “Fight the Faida” sia un degno brano da usare come botto finale del concerto. Però, è palese, chi si è presentato al Reload non ne vuol sapere di andare a casa senza essersi gustato “Quelli che ben pensano”. Frankie, che è artista impegnato ma sa bene come funzionano i meccanismi del business musicale, acconsente e così la chiusura è un intenso coro su quelli che “sono come me / ma non parlano con me / sono come me / ma si sentono meglio”. Giusto così, la gente rimane pienamente soddisfatta e Frankie si congeda, con la manifesta speranza di non far passare altri diciassette anni alla sua prossima apparizione ferrarese.

21-07-2011 - visite: 6457

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