LIVE \ Independent Days Festival 2011 - Giorno due

Nemmeno il forte temporale rovina una perfetta giornata californiana

di Edoardo Gandini
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folla

Compiere sedici anni a poche ore dal proprio ventiseiesimo compleanno è un’esperienza tanto conturbante quanto sconvolgente. È successo domenica, al secondo giorno di Independent Days Festival 2011 di Bologna, quando una ventata di punk hardcore ha sfoderato da una zona ormai dimenticata del mio cervello vecchi e intensi ricordi di adolescenza passata ad ascoltare quel dolce strillare. Gli Offspring, gruppo headliner della giornata, erano proprio una delle mie band preferite e sicuramente quella che ha regalato maggiori emozioni durante il concerto, ma attenzione a non ridurre un’intera giornata e una buona line up al solo nome della band californiana. Come per la prima giornata di festival, anche domenica si è agito con cervello, riunendo ben sette gruppi esponenti dello stesso genere, di cui tre sicuramente di fama mondiale. Il clima, però, non si è rivelato benevolo come il giorno precedente, riversando tutta la pioggia mancata in questi mesi sopra l’Arena Parco Nord di Bologna, dando, poi, la sensazione che potesse accadere di tutto in un battito di ciglia, anche quando sembrava che fosse tornato il sole.

Le prime note della giornata sono affidate agli Adam Kills Eve, If I Die Today e Face To Face, a cui spetta il ruolo di apripista sotto un cielo incerto caratterizzato da minacciosi nuvoloni. nufan Una bella opportunità per i giovani gruppi italiani che, gettando il cuore oltre l’ostacolo, coinvolgono un non molto numeroso pubblico con le sonorità punk hardcore melodico dei primi e quelle più palesemente influenzate dal metal dei secondi. Il punk rock dei Face to Face, gruppo che ha collaborato anche con gli Offspring in qualche tour, ha il compito, invece, di preparare i fan alle esibizioni dei più quotati No Use For A Name e Offspring appunto. Il primo gruppo di rilievo però, non ce ne vogliano gli altri, sono i Taking Back Sunday, interrotti purtroppo da un fortissimo acquazzone che costringe la band statunitense a rinviare l’esibizione di un quarto d’ora, salvo poi riprendere davanti ad un esiguo gruppo di stoici fan. L’interessante emo-core del quintetto finisce proprio mentre il sole torna a splendere, lasciando l’amaro in bocca per l’apporto che avrebbero potuto dare alla giornata.

Il primo gruppo a godere per tutta l’esibizione di un cielo ragionevolmente sereno sono i No Use For A Name, importante skate punk band californiana, che alle 18.50 circa fa il suo trionfale ingresso sul palco dell’Independent Days, per la seicentomillesima volta in carriera.Un’ora circa di punk rock alla vecchia come piace a grandi e piccini, coinvolgente e divertente in cui si iniziano ad intravedere i primi crowd surfing, spesso e volentieri conclusi con rovinose cadute di schiena che, però, non scoraggiano i fan che corrono a fare un altro giro. Tutti i grandi successi tra cui International You Day, Justified Black Eye e On The Outside rendono il set dei californiani piacevole e spensierato, aiutati anche dal buon momento meteorologico.
simple plan
Alle 20.25 tocca ai Simple Plan salire sul palco accolti da grida isteriche e applausi scroscianti, forse dovuti anche all’esibizione all’I-Day dello scorso anno.
Pierre Bouvier e soci sembrano infatti di casa e dialogano con il pubblico come si trattasse di amici di vecchia data. L’energia sprigionata nell’arena è fortissima e, anche se la pioggia ricomincia a disturbare, il pubblico rimane ben saldo davanti al palco, ripagato da un inizio scoppiettante che vede i cinque canadesi eseguire subito due brani molto coinvolgenti come Shut Up e Jump (intramezzato da I Gotta Feeling dei Black Eyed Peas), in piedi sulle spie. Pierre non si ferma un attimo e chiama spesso in causa il pubblico, invitandolo a saltare e cantare insieme a lui. I cinque ragazzi non deludono affatto, anzi a tratti sorprendono anche me, che non sono certo un fan del genere, con una carica e dei suoni sparati, complice il proverbiale aumento di volume da fine concerto, che spaccano davvero. Doti tecniche veramente notevoli, anche se prestate a pezzi non particolarmente ricercati, e brani orecchiabili spazzano via pioggia e malumori, regalando ad un pubblico estasiato un’ora e un quarto spettacolare in cui la band californiana mischia alcuni pezzi estratti dal nuovo Get Your Heart On! e altri intramontabili successi come Welcome To My Life e Your Love Is A Lie.
offspring
L’attesa per il gruppo headliner inizia a diventare insostenibile e il pubblico non si allontana dal palco nemmeno per andare al bagno. Dopo quaranta, lunghissimi, minuti eccoci accontentati.
Alle 22.10 entrano in scena gli Offspring, visibilmente invecchiati ma ancora vogliosi di divertirsi e divertire. Qualche convenevole, un mezzo saluto alla folla e “Ok…Ya Ya Ya Ya Ya”, attaccano All I Want, uno dei loro brani più apprezzati e datati; una dose di adrenalina direttamente dagli anni ’90. Il colpo emozionale è duro da digerire e, per fortuna, ci sono due canzoni nuove (e a me sconosciute) prima di arrivare alla splendida Come Out And Play, vero inno di tutta una generazione. Ogni brano, da qui in avanti, è un classico della musica punk rock; una cannonata nel nuvoloso cielo bolognese. I cari Offspring ci sono ancora e anche Dexter Holland, reduce da un’operazione alle corde vocali, sembra tornato quello di un tempo con una voce da far spavento. Gli stacchi perfetti e le sonorità rinnovate ed adattate a questi anni si aggiungono alla possente presenza scenica dei californiani, rendendo il concerto un’esperienza unica per le migliaia di fan accorsi. Non solo adolescenti di oggi, ma anche quelli di dieci anni fa, riuniti a cantare quei brani che ci hanno fatto entusiasmare; brani di cui non ricordi il titolo, ma che sai a memoria. La performance degli Offspring dura un’ora e un quarto, in cui il quintetto esegue venti canzoni, passando dalle famosissime Self Esteem e Kids Aren’t Alright alle più recenti Hit That e Original Prankster.

Finisce cosi, alle 23.30, la due giorni pazzesca di uno dei migliori festival presenti oggi sul nostro territorio. Almeno sei gruppi di rilevanza mondiale per un prezzo tutto sommato ragionevole, considerando la presenza di un solo palco, tra l’altro bellissimo, e il costo attuale della musica live. Ottima risposta di pubblico il primo giorno e discreta il secondo, contando le plausibili numerose defezioni per maltempo. La strada è quella giusta, ora bisogna solo continuare in questa direzione.cielo

Un ringraziamento particolare a LoudViosion e Lenny Pellico, autore di queste meravigliose foto, per la compagnia e per la gentile concessione della sua arte.

Colgo l’occasione per salutarvi e ringraziarvi, includendo la scaletta integrale dell’esibizione degli Offrspring.

The Offspring
1. All I Want
2. Gonna Go Far Kid
3. November Song
4. Come Out And Play
5. Have You Ever
6. Staring At The Sun
7. Stuff Is Messing Up
8. Bad Habit
9. Walla Walla
10. Hit That
11. Kristy
12. Why Don’t You Get A Job
13. Americana
14. Gone Away
15. Pretty Fly (For A White Guy)
16. Head Around You
17. Kids Aren’t Alright
---Bis---
18. Original Prankster
19. Want You Bad
20. Self Esteem


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25-04-2012 - visite: 8607

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