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Sep 09 2011

Storie di teen-ager nel giorno che ha cambiato la storia

L’undici settembre con gli occhi della nostra generazione

di Redazione

Dieci anni dopo. Ma noi quel giorno dove (e come) eravamo?

11settembre
L’anniversario decennale degli attacchi terroristici alle Twin Towers di New York sarà occasione per moltissimi giornali e magazine per ripercorrere eventi, sensazioni e conseguenze della decade che ha inevitabilmente cambiato il mondo.

Non avendo celebrità o intellettuali a cui chiedere dove si trovassero quel giorno, abbiamo pensato che fosse molto più interessante rivolgere questa domanda – assieme ad altre - ai ragazzi che nel 2001 stavano crescendo e iniziavano a pensare al proprio futuro. Molti di noi all’epoca erano ragazzini o al massimo teen-ager: come ha inciso quel giorno sulle nostre vite? Dove eravamo mentre quelle torri venivano giù con migliaia di persone al loro interno? Sono ammesse risposte banali. È nella natura delle cose: tanti di noi stavano guardando la tv, mangiando un gelato al bar oppure chissà che altro. Non pretendiamo un racconto romanzato o una riflessione profonda. Quanto piuttosto di recuperare da un simbolico cassetto dei ricordi frammenti di quella giornata che ha fatto la storia. Condividere memorie che possono essere anche insignificanti o ridicole, ma che inevitabilmente parlano di noi e di quel giorno maledetto.

Di seguito le testimonianze di ragazzi e ragazze che si sono offerti volontariamente di dare il loro contributo dopo il nostro appello via Facebook. Li ringraziamo tutti e ricordiamo che chiunque voglia partecipare e condividere il suo ricordo non deve far altro che inviare una mail a occhiaperti.redazione@gmail.com o contattarci tramite la suddetta pagina di Facebook (Ferrara Giovani).



DOVE ERAVAMO, COME ERAVAMO, L'UNDICI SETTEMBRE 2001


Stanno partecipando (pagina in progressivo aggiornamento): Miriam Previati, Lilli Zecchin, Antonio Lui, Francesco Vecellio, Valentina Cesari, Edoardo Rosso, Gaetano Salvatore Panaino, Elisabetta Menegatti, Lara Fabbretti

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Nome e Cognome: Miriam Previati
Età: 25
Occupazione: grafica professionista

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Il 12 settembre 2001 avrei compiuto quindici anni ed ero intenta a decidere come festeggiare il mio compleanno. Non ricordo se e che tipo di festa feci, ricordo però che ero molto preoccupata da questo attentato… "Sarà mica che nessuno si sentirà di farmi auguri e regalo perchè dobbiamo metterci tutti a lutto?!?".

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Al tempo giravo in "piazzetta" (nella foto), quel pomeriggio stranamente nessuno era uscito. Eppure a quell’ora almeno una decina dei ragazzi del gruppo stavano già fuori. "Sono tutti a casa di #### (un ragazzo che abita di fronte alla piazzetta)" mi disse qualcuno che arrivò poco dopo, "sono crollate le Twin Towers! Stanno tutti guardando lo speciale al tg! Adesso vado anche io!".
Piazzetta
Cosa ho pensato
Allora si può dire che fossi brava a scuola, ma ad oggi, rendermi conto che non sapevo nulla a proposito delle Torri Gemelle e di tutto il resto mi fa sentire molto ridicola. Ancor più perché il mio principale pensiero è stato semplicemente "ho capito, torno a casa che tanto oggi non esce nessuno". Oggi le mie idee sono molto più chiare: mi impressiono comunque davanti ad immagini di morte e dolore, vedere la cronaca nera al tg per me davvero significa non dormire la notte, ma sento il bisogno di sapere, di conoscere, di condividere i fatti, la storia, tutto ciò che mi circonda nel mio mondo e in quello della porta accanto.

Che musica ascoltavo all’epoca
Ascoltavo e suonavo le canzoni di Vasco, andavo ai concerti di Ligabue, imparavo a memoria le canzoni della Pausini. Tutti artisti che ora a parte non seguire per niente, mi hanno proprio stancata e disgustata.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Ho visto lungo iscrivendomi all’istituto professionale di grafica pubblicitaria e con un po’ di fortuna e un po’ di merito (le due cose non girano mai staccate) oggi lavoro nel campo per il quale ho studiato.
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Nome e Cognome: Lilli Zecchin
Età: 25
Occupazione: rappresentante di una compagnia di teatro a Vigo, in Spagna
Lilli_2001
Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
In camera, seduta alla scrivania. Stavo finendo i compiti delle vacanze.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Stavo ascoltando Radio Sherwood, se non sbaglio era il programma dello Zio Fulvio. Ho gridato a mia mamma che era in garage che venisse su, e insieme ci siamo sedute a guardare la tv.

Cosa ho pensato
Che non era possibile. Che era la guerra.

Che musica ascoltavo all’epoca
La stessa di adesso, principalmente cantautori italiani.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Fuori dall’italia sicuro, l’idea era di andare in Nuova Zelanda.
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Nome e Cognome: Antonio Lui
Età: 29
Occupazione: agente di Commercio, ma con laurea in filosofia

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Non riuscirò a essere conciso per questo punto, perché l'estate 2001 per me è stata un'estate particolare. Mi ero appena diplomato ed ero in procinto di iscrivermi all'università. Inoltre i fatti del G8 di Genova mi avevano portato a cominciare una militanza politica seria, effettiva, che di lì a pochi mesi mi avrebbe impegnato molto. Insomma, una vera e propria "estate di passaggio". Programmavo di prendermi qualche responsabilità, soprattutto iniziando a pagarmi l'università da solo.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Ricordo bene martedì 11 settembre 2001. Ricordo il giorno della settimana perché era il mio giorno libero. In quel periodo lavoravo in zuccherificio, facendo i turni, e infatti, quando facendo zapping cominciai a vedere le edizioni straordinarie dei TG cominciai a essere bombardato dagli sms dei colleghi, che avevano notizie parziali, e non credevano a quello che sentivano via radio.
Toio_primaedopo
Cosa ho pensato
Sinceramente non ho capito. Non sono riuscito a capire cosa stesse succedendo, e finché non ho visto in diretta il secondo aereo colpire il WTC, non avevo nemmeno capito che fosse un attentato.

Che musica ascoltavo all’epoca
All'epoca ascoltavo i Rage against the machine, Radiohead, Snapcase, Fugazi, e un sacco di musica indipendente, italiana e straniera (come ora), però in audiocassetta.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Sinceramente mi vedevo non tanto diversamente da ora. Le mie passioni (la musica, la scrittura, la politica,) sono sempre parte della mia vita, e certamente non mi sarei visto a fare il lavoro che faccio adesso.
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Nome e Cognome: Francesco Vecellio
Età: 25
Occupazione: laureando in scienze della comunicazione

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Quel martedì si stava sviluppando come un normalissimo giorno comune. Il mio programma, 15enne appassionato di computer e di telefilm in genere, ricominciata la scuola da poco, non era vario. La mattina sei ore di lezione, poi autobus e a mangiare dalla nonna. Durante il pranzo i cartoni animati e i telefilm che duravano fino nel primo pomeriggio.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Durante uno dei tanti telefilm pomeridiani che seguivo, la trasmissione venne interrotta per dare l’edizione straordinaria del telegiornale che informava della notizia e mostrava le prime riprese dell’accaduto.

Cosa ho pensato
vece Immediatamente non sono rimasto più di tanto colpito, non avendo dato peso alla gravità della situazione, ma evidentemente mi è rimasta impressa quella situazione perché dopo dieci anni mi ricordo ancora perfettamente tutti i dettagli di quel momento, pur non avendo una memoria di ferro. Aveva qualcosa di irreale, come se si trattasse di una scena di qualche film catastrofico di ultima uscita. Il fatto che fosse successo così lontano da dove mi trovavo io amplificò poi la mia sensazione di poca preoccupazione.

Che musica ascoltavo all’epoca
Per quanto riguarda la musica, era il periodo pop, quindi mi entusiasmavano particolarmente Anastacia, Britney Spears, Christina Aguilera, Avril Lavigne e qualche boy band, sciolta nel giro di qualche anno.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Mi vedevo immerso nel campo della ristorazione o delle lingue straniere: da poco mi era esploso il fuoco sacro della cucina e della lingua inglese, quindi mi immaginavo come futuro interprete o cuoco in qualche ristorante.
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Nome e Cognome: Valentina Cesari
Età: 27
Occupazione: lavori saltuari con un'agenzia interinale (attualmente cassiera all'Ipercoop)

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Stavano terminando le vacanze estive. Ero a casa dal mio ragazzo per guardare la tv e finire di fare i compiti i di matematica.

In quale momento ho saputo dell'’attentato e da chi
Ho saputo dell'attentato direttamente dalla televisione accesa su Rai1.

Cosa ho pensato
Sul momento ho pensato fossero scene di un nuovo film. Le immagini erano talmente surreali che sembravano finte. Avevo visto tanti film con probabili attentati negli Stati Uniti, poi ho iniziato a capire che era successo veramente qualcosa di grave e ho avuto paura e ho iniziato quasi a piangere.

Che musica ascoltavo all’epoca
Ascoltavo un poco di tutto all'epoca, come adesso.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Mi vedevo con un lavoro fisso e una famiglia già formata.
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Nome e Cognome: Edoardo Rosso
Età: 25
Occupazione: studente di giurisprudenza

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Ero a Vercelli, la mia città natale, dove frequentavo il Liceo Classico. Avevo iniziato da pochi giorni la quinta ginnasio.

In quale momento ho saputo dell'’attentato e da chi
Edorosso Nel tardo pomeriggio di quel giorno ero in giro per il centro con un gruppo di amici alla ricerca di un regalo di compleanno per una nostra compagna di classe che quella sera ci aveva invitati a cena per festeggiarla. Ricordo che mia mamma mi chiamò sul cellulare per dirmi “Hai visto cosa è successo a New York?” Io dissi che non lo sapevo ma che in ogni caso eravamo riusciti a trovare il regalo per la nostra amica. Prima di andare a cena, incuriosito da quella notizia, passai a casa di un amico per accendere la tv. Le celebri immagini della torre che si sgretola come sabbia andavano già a ripetizione ma solo il giorno dopo mi resi conto di cosa era veramente accaduto.

Cosa ho pensato
Sul subito non pensai niente, poi seguendo le notizie dei giorni successivi mi ero convinto che sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale. Immaginavo una guerra come quelle studiate nei libri, come quella raccontata da mio nonno (nulla di simile a ciò che poi fu). Immaginavo ciò, lo ammetto, solo perché credevo che un evento simile avrebbe senz’altro costretto noi studenti ad abbandonare la scuola e sarebbe quindi finito l’incubo del ginnasio (i mal di pancia per le versioni di greco e le interrogazioni a sorpresa sui tempi verbali in quel periodo influenzavano la mia vita molto più delle relazioni internazionali).

Che musica ascoltavo all’epoca
Ricordo che un compagno di scuola mi aveva masterizzato un cd di Guccini e uno con varie canzoni di Roberto Vecchioni anche se, lo ammetto, non avevo ancora abbandonato del tutto gli 883.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
E’ strano ma il futuro mi sembrava molto più ovvio e scontato di quanto non lo sia ora. Mi pareva ovvio che dopo la maturità classica sarei diventato uno scrittore o un giornalista o qualunque altra cosa senza troppe difficoltà. Ero intimamente convinto che fosse il naturale corso delle cose. Si cresce, si trova un lavoro, si inizia a vivere da soli. Pensavo funzionasse così. Avevo delle certezze che non ho più. Oggi il futuro mi appare molto più incerto e malfermo di 10 anni fa.
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Nome e Cognome: Gaetano Salvatore Panaino
Età: 24
Occupazione: precario in scadenza

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Erano gli ultimi giorni di vacanza prima dell’inizio del nuovo percorso formativo presso le scuole superiori. Ricordo che quel giorno, come molti altri giorni in quel periodo, ero a pranzare a casa di mia nonna. Come di consueto, dopo il tradizionale pranzo, ero solito guardare la tv, in attesa di poter giocare a pallone in strada nel primo pomeriggio.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Quel giorno la vicina di casa di mia nonna scese immediatamente, con fare molto agitato, dalla sua abitazione a dove eravamo noi. Ci suggerì di rimanere incollati alla tv, in sua presenza. All’istante, iniziò a formulare ipotesi/teorie/commenti del tutto personali e privi di alcun fondamento logico/razionale sull’evento (punizione divina???). Durante la visione del tg, eclatante fu una sua esternazione apocalittica in chiave catto-cristiana: “ecco la guerra…è iniziata la guerra. Guardate, sentite! Oh mio Dio, è finito il mondo” ed io non riuscivo a interpretare bene cosa volesse dire. In quel momento, naturalmente, eravamo tutti concentrati sull’avvenimento: in tempo reale apprendevamo maggiori informazioni in maniera più precisa e dettagliata. Prestavo molta attenzione ai titoli dei tg ma ancor di più alle strazianti immagini che venivano mandate in onda. La scena più tragica che mi rimase impressa nella mente fu vedere, ancor prima che crollasse la prima Torre, la gente che si lanciava dalle finestre, con l’intento di salvarsi (forse), in tutto quel fumo.

Cosa ho pensato
Durante la diretta del tg, avevo tanti pensieri che viaggiavano nella mente. Ricordo che cercavo di spiegare/filtrare a mia nonna le informazioni che venivano ‘sparate’ dai media. Mentre lei era intenta a rassettare la cucina, si ragionava e si pensava a quelle povere anime intrappolate in quell’inferno, senza via di scampo. A cosa potevano pensare in quel momento. A quale fosse il loro stato d’animo nel vedersi lì, inermi. Di conseguenza, il pensiero era rivolto anche ai loro cari che, a casa, davanti alla tv, apprendevano la notizia e immaginare la loro angoscia, ansia, preoccupazione nel dover patire quella drammatica situazione: vedere che i loro cari eran lì impotenti nel non poter far nulla. Successivamente, mi sono posto tanti ‘perché’. Perché un aereo va a sbattere contro un grattacielo così senza impedimento? Perché proprio gli USA? Perché proprio le Twin Towers? Perché quel giorno specifico?

Che musica ascoltavo all’epoca
In quell’anno ero un patito della musica dance, pur non frequentando (ancora) discoteche o disco-pub. Ero molto incuriosito da quella ‘realtà musicale’ (consolidatasi negli anni), la quale ascoltavo frequentemente a volume elevato tale da far infuriare mia madre. Oltre alla musica da discoteca, ascoltavo i successi della canzone italiana (dalla Pausini, agli 883, a Raf, a Vasco, ai Velevet etc…).

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Ritengo di aver avuto (e avere) sempre una visione della vita, e del mondo in generale, abbastanza ‘regolare’ nell’arco del tempo, tale da non aver avanzato forti pretese o grandi ambizioni a profili di vita assurdi. Per cui a 14 anni non alimentavo in me smanie per il potere (vorrei da grande essere X…), o la bramosia/dipendenza per il denaro (vorrei da grande guadagnare Y….). Desideravo cose molto ‘easy’, appaganti ma che nel contempo risultavano semplici ed efficaci (“poca spesa, tanta resa”). Da lì a dieci anni mi vedevo, terminato il liceo, laureato, con un lavoro stabile appagante, realizzato professionalmente e umanamente, nell’ottica di formare una famiglia (vecchio stile) e poter condurre una vita nella totale tranquillità e serenità.
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Nome e Cognome: Elisabetta Menegatti
Età: 24
Occupazione: studentessa

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Quel pomeriggio di quel giorno assurdo mi trovavo fuori con il ragazzino che frequentavo allora. Aveva un paio di anni più di me, e probabilmente quella era la seconda o terza uscita insieme.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Eravamo appena arrivati in un parco in città, quando ricevetti la chiamata di mia madre. "Torna a casa, è tardi e poi non sai quello che sta succedendo, stanno trasmettendo le immagini in televisione". Ricordo di non essermi affatto preoccupata, ero un'adolescente un po' ribelle e pensavo fosse una trovata di mia madre per farmi tornare a casa prima.

Cosa ho pensato
Tornai comunque a casa poco dopo la chiamata. L'attacco degli aerei e la caduta delle torri in televisione rimarranno immagini che non dimenticherò mai. Nonostante siano state riproposte in questi dieci anni molto spesso da programmi televisivi e fotografie su riviste e quotidiani, vederli nel momento stesso in cui la tragedia si stava verificando suscitava sensazioni profondamente diverse. Ricordo molto fervidamente mia mamma davanti alla televisione accigliata che passava da un telegiornale speciale all'altro per raccogliere il numero maggiore di informazioni, e ricordo altrettanto nitidamente che tentava di spiegarmi concitatamente quello che stavo vedendo. In quel momento e per alcuni anni successivi, non compresi fino in fondo il motivo per il quale migliaia di persone morirono intrappolate in quelle torri che crollavano con la stessa facilità con cui cade una costruzione di lego alla quale si dà un urto, ma ero solo una quasi quattordicenne con le idee annebbiate da nozioni politiche snocciolate da ragazzini poco più grandi di me. Il senso di disagio, la consapevolezza che si stesse verificando un evento talmente tragico e imponente da segnare per sempre la storia dell'America, fino a quel momento ritenuta "immortale", ma anche del mondo intero, beh sì, tutto ciò ricordo di averlo percepito, nonostante fossi poco più di una bambina totalmente ignara di ciò che stava accadendo.

Che musica ascoltavo all’epoca
Il passaggio dalla terza media alla prima superiore mi aveva di colpo fatto abbandonare i giochi infantili per catapultarmi insieme alle mie amiche nel mondo dei collettivi studenteschi, della politica della quale avevo idee molto confuse, e dei vestiti stracciati con le scarpe slacciate, segno di protesta verso la società. Il cambiamento aveva riguardato molti aspetti della mia vita: il modo di rapportarmi con i miei genitori, le abitudini, e naturalmente anche le mie letture e la musica che ascoltavo. Ero passata dall'essere una fan sfegatata dei Backstreet Boys e delle Spice Girls, a rifiutare totalmente la musica commerciale, prediligendo gruppi musicali come i Punkreas, i Modena City Rambles e i Nofx.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Non posso dire con precisione dove mi vedevo da lì a dieci anni, credo fossi ancora troppo immatura e presa dai mille cambiamenti tipici dell'adolescenza, dalla scuola e dagli amici per pormi domande così importanti. Posso però affermare che, nonostante la non consapevolezza e l'immaturità, gli eventi dell'11 settembre in qualche mondo influenzarono non solo la mia, ma la storia di tutti quei ragazzi che dieci anni fa erano adolescenti. Ribelli, studiosi, introversi, problematici, drogati, comunisti, anarchici, fascisti, festaioli o associali che fossero, non ha importanza.
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Nome e Cognome: Lara Fabbretti
Età: 25
Occupazione: studentessa

Dov’ero e cosa stavo facendo (o cosa programmavo di fare)
Quel pomeriggio mi trovavo ai giardini del paese e stavo discutendo con il mio ragazzo.

In quale momento ho saputo dell’attentato e da chi
Sono tornata a casa ed ho trovato mio padre davanti la tv che guardava in silenzio un’edizione speciale del tg.

Cosa ho pensato
Non riuscivo a rendermi conto di quello che stava accadendo; non riuscivo a pensare e le immagini proiettate in tutti i canali della tv, mi recavano un’ansia tremenda. Come se il mondo si fosse fermato.

Che musica ascoltavo all’epoca
Ascoltavo Parachutes, il primo album dei Coldplay.

Dove mi vedevo da lì a dieci anni
Da lì a 10 anni, mi vedevo con un buon lavoro e con una bella famiglia.
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Scritto da: Redazione

Data: 09-09-2011

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