La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Notizie > Internazionale 2011 - Il nostro speciale in (quasi) diretta

Sep 29 2011

Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo

Internazionale 2011 - Il nostro speciale in (quasi) diretta

di Squadra Speciale Occhiaperti IF2011

Il festival giorno per giorno raccontato da Occhiaperti


Header_IF2011
Quinta edizione di Internazionale a Ferrara, prima volta in cui Occhiaperti.net cerca di fare una copertura in (quasi) tempo reale di uno degli eventi più importanti e interessanti che la città propone durante l'anno. La nostra squadra di inviati ha l'ambizione di provare a raccontarvi l'atmosfera che l'arrivo del carrozzone giallo porterà con sé durante il weekend. Ci proviamo, perché in fondo siamo tutti ragazzi prestati al giornalismo solo grazie a una grande passione. In questa pagina, se tutto andrà bene, troverete aggiornamenti costanti su quanto i nostri occhi vedranno in giro per Ferrara durante la miriade di eventi prevista. Impressioni, curiosità, brevissime dichiarazioni strappate a protagonisti e spettatori, fotografie. Uno sguardo a 360 gradi sulla città che per tre giorni diventerà la capitale del giornalismo di qualità.

PREMESSA
Crediamo che il festival non abbia bisogno di grandi presentazioni, soprattutto da parte nostra. Ogni dettaglio, programma compreso, lo potete trovare qui .

LA SQUADRA
Alessandro Orlandin / Edoardo Gandini / Guido Cagnoni / Andrea Mari / Grazia Russo / Klejdia Lazri / Federica Gasparretti / Clelia Buccarello / Gloria Dalla Vecchia / Giorgia Pizzirani / Chiara Ricchiuti

E siamo anche su Twitter! Occhiapertinet
Per dare un'occhiata ai nostri approfondimenti fate un bel clic qui




DOMENICA 2 OTTOBRE

21.10 - La copertura in quasi diretta del festival da parte nostra è finita. Le strade si liberano, l'atmosfera su Ferrara torna silenziosa. Un po' di malinconia c'è, ma la stanchezza della squadra non avrebbe permesso di fare un altro giorno di festival. E' stata una bella esperienza, che ancora deve finire: nei prossimi giorni seguiranno tutti gli approfondimenti sugli incontri più interessanti, assieme a una riflessione generale su questo nostro felice esperimento di giornalismo. Un grazie colossale a tutti i lettori. (ao)

20.35 - Un pomeriggio al cinema inseguendo le maggiori contestazioni di questi anni: da una parte gli scontri di Genova per il vertice G8 del 2001 (Black Bloc), dall'altra ancora i giovani contro un sistema universitario (The Edukators 2.0) che non guarda al futuro e riduce gli investimenti sulla ricerca. Anche in Austria. Non è consolante sapere che tutto il mondo è paese. (gr)

20.00 - Basta dare un'occhiata dei trend di Twitter e Facebook per rendersi conto della portata epocale dell'incontro tra Arundhati Roy e John Berger a Ferrara. (ao)

19.30 - Arundhati Roy e John Berger raccontano il periodismo narrativo, l'etica del racconto, la necessità di scrivere storie che vogliono essere narrate. Perché è la storia a scegliere il narratore. Atmosfera informale e letture alternate, i due scrittori ci portano dentro la realtà, nel cuore pulsante dell'India, nella necessità di un'etica che impone giustizia verso se stessi e verso ciò che si osserva. (gp)

18.00 - Film toccante e tristemente reale, You Don't Like The truth è il titolo del documentario di Luc Cotè e Patricio Henrìquez, titolo tratto da una frase pronunciata dal giovane Omar Khadr nel suo interrogatorio, durante il periodo di detenzione a Guantanamo. La registrazione dei suoi interrogatori in carcere ripercorre la storia del giovane Omar, allora minorenne, arrestato con l'accusa di aver ucciso un soldato americano e torturato fisicamente e psicologicamente. Cento intensi minuti di verità. (eg)

16.20 - Momento di ringraziamenti prima della visione del film, Mondovisioni annuncia le altre tappe del tour studiato per portare questi documentari in giro per l'Italia. Clima da ultimo giorno di scuola. (eg)

16.00 - Grande coda per l'ultima proiezione del film You Don't Like The Truth al Cinema Boldini. Migliaia di persone aspettano il loro turno fino a Corso Giovecca. Molti, purtroppo, resteranno fuori. (eg)
IF_11
15.15 - fa un effetto strano stare seduti al Tiffany a sorseggiare un succo di frutta mentre nel tavolo a pochi metri dal tuo si accomodano il segretario Susanna Camusso, che ha appena finito l'intervista in piazza Municipale, con altri notabili della CGIL locale...da un certo punto di vista ti senti importante anche tu :) (gc)

15.00 - Per sentire Arundhati Roy e John Berger ci sono code che neanche al casello del Brennero a metà luglio. (ao)
IF_10
14.30 - "L'Europa da ridere" al Comunale: seminare il dubbio, trasformare un pensiero semplice in qualcosa di importante con il linguaggio delle vignette. La finta ignoranza, il linguaggio dei deboli, il potere del riso sono strumenti attraverso i cui satiristi assumono il ruolo del bambino che guarda il mondo. E che può dire senza vergona: "il re è nudo!". (gp)

14.00 - India, metropoli a strisce: tre voci per la graphic novel. Argomento appunto l'India, subcontinente dalle mille sfumature è raccontato attraverso storie disegnate, labirinti che richiamano Pessoa e Calvino, passando per Altman, che catapultano il lettore in un'opera d'arte. Storie, punti di vista, società. In un'intervista informale a Banerjee, Patil e Deprez, che condividono col pubblico le loro storie. (gp)

13.40 - E' commovente vedere Michela Marzano stare per più di un'ora a disposizione delle persone in coda per una firma sul suo libro, ma anche per due chiacchiere, un sorriso, un abbraccio. E' l'umiltà di persone come lei l'elemento che permette ai grandi personaggi di essere tali. (ao)

13.15 - Più sono sconosciuti i giornalisti e più sono arroganti. Più sono giovani i ragazzi e più sono formali e distaccati. Bisognerebbe studiare il fenomeno, trattasi di complesso di inferiorità? Intanto la piazza municipale si prepara ad accogliere Susanna Camusso.(gr)
IF_9
12.55 - Michela Marzano parla con il cuore. Stamattina dice di essere stanca, troppo concettuale, dice anche che la sua razionalità è nella sua spina dorsale. Dice che la sua spaccatura è la sua essenza. L'anoressia, che non è una malattia, ma un sintomo di malessere, parla con il corpo. Non ci sono parole. E' un precipitare nel vuoto, ma che solo nel vuoto si è permessa di ricominciare a vivere. Il corpo che diventa parola. Michela Marzano parla con il cuore: buona lettura. (gdv)

12.10 - Sarebbe bello fare un bilancio di quanti soldi stanno guadagnando gli africani che vendono libri e chiedono spicci in piazza Municipale. (ao)

11.50 - Da un discorso sulla liberazione sui modelli donna a palazzo Massari, corro verso Michela Marzano al Castello, che con Daria Bignardi presenta il suo libro in cui descrive il proprio modello di donna. "Volevo essere una farfalla", l'anoressia come mezzo per diventare quella che sembra essere la vera donna: leggera, colorata, bellissima e che...vive per un giorno soltanto. (gdv)
IF2011_9
11.20 - Donne di tutta Europa, unitevi! Da Marx a oggi, la continuazione è la stessa: non avete da perdere nulla, se non le vostre catene. Catene linguistiche, - linee di demarcazione uomo/donna - psicologico-sociali di dovere pre-impostato, e adesso mediatiche. Il problema non è solo la pubblicità o la pornografia, è un tempo troppo breve per rendere l'idea della sottomissione storica. Certo contribuiscono a protrarre lo status quo dello sfruttamento del corpo femminile. Le catene di cui liberarsi, donne, sono solo quelle che scegliamo di farci mettere. Essere sé stesse è una lunga e difficile strada, sarebbe bello aprire gli occhi e vedere che tante ci stanno a fianco e, perché no, anche qualche uomo degno di questo nome. (gdv)

11.20 - Quasi un passaggio di consegne: il vignettista Makkox incontra Sergio Staino. Dietro di loro la coda di persone ansiose di farsi autografare le raccolte di vignette. (ao)
IF2011_8
10.50 - Che bella l'atmosfera nel cortile del Castello, da dove trasmette Radio 3. Oddio, in realtà io Radio3 non la ascolto mai, preferisco il secondo canale. Fatto sta che Anna Maria Giordano crea un'atmosfera rilassata e interessante. Curioso vedere come la conduttrice debba calibrare uno stile che riesca a rivolgersi sia al pubblico fisico, sia a quello radiofonico. (ao)

10.20 - Siamo orgogliosi di dirvi che Occhiaperti fa parte delle trenta testate giornalistiche accreditate per assistere al dibattito tra John Berger e Arundhati Roy. Siamo piccoli e disorganizzati, ma abbiamo un cuore grande così :) (ao)

10.00 - Riprendendo lo spunto qui sotto, anche se il resto della città sonnecchia ancora, davanti all'Apollo si è formata una discreta coda per assistere alla proiezione dei filmati di TED: visti gli argomenti complessi che si affronteranno, stare svegli è conditio sine qua non. (gc)

9.40 - Il sole è già alto, ma Ferrara ancora dorme. E' fantastico giungere in piazza e godersi le vie ancora sgombre, le distese dei bar ancora da parte e sentire l'odore di caffè e paste in piazza municipale. Il blogger egiziano Hossam El Hamalawy si gode la brezza fresca del mattino assieme a un paio di redattori di Internazionale di fronte al municipio e i giornalisti in circolazione sono davvero pochi. (ao)

9.00 - Di nuovo tutti in piedi, c'è l'ultimo giorno di festival da seguire! Quella di oggi si annuncia come una giornata molto densa e ci sarà da fare lo slalom tra le persone che invaderanno la piazza. E nelle gambe si inizia a sentire il peso dei chilometri fatti in lungo e in largo... (ao)

2.00 - Finita la Jova-notte un fiume di gente si dirige verso il parcheggio Centro Storico, chiaro indicatore che per il cantante italiano la gente è arrivata da ogni parte. Altri gruppi di persone, giovani soprattutto, affollano via degli Adelardi e ci fanno riscoprire il senso della parola "chiasso". (gr)

SABATO 1 OTTOBRE

23.40 - "Ma è un djset o una riproduzione casuale di iTunes?". Il dubbio sorge spontaneo viste le scelte musicali di Jovanotti. Per carità, tutti ballano, ma dov'è il senso? Seminiamo un po' di zizzania, anche questo è compito di un giornalista. (ao)

23.00 - Amadou e Mariam hanno riscaldato la piazza per Jovanotti. Tutta la piazza ha ballato e battuto le mani al ritmo dei tamburi. Abbiamo scorto Jova scendere dal suo hotel per osservare la piazza, con una sbirciata attraverso la tenda di un balcone. (gr)

22.45 - La seconda pausa del giorno per chi scrive: kebab e poi un bel Montenegro alla faccia di chi mi vuole male. E il concerto di Amadou e Mariam in una piazza castello strapiena. Bella vita, non c'è che dire. (ao)

22.00 - C'è così tanta gente che i soliti volti noti del dopo cena di Ferrara sono invisibili. Mescolati a tutti gli altri giovani che hanno invaso le piazze ricche di mercatini per vedere e sentire Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. (gr)

20.25 - Mamma mia quanta gente in piazza. Ristoranti e bar scoppiano da quanto sono pieni. E in tanti domandano: "A che ora inizia il djset di Jovanotti?". Fermo restando che chi vi scrive non ne ha una buona opinione, sappiate che è alle 23.00, dopo l'esibizione di Amadou e Mariam. Ovviamente gli inviati di Occhiaperti saranno anche lì, e se tutto va bene ne uscirà un approfondimento molto controverso! (ao)

20.15 - L'America Latina raccontata su Radio3. Consideriamo validi due tipi di giornalismo: fatto bene e fatto male. Ed entriamo poi in un modo di giornalismo narrativo, fatti raccontati e narrazione scoperta. In una scrittura che non lascia risposte, ma nuove domande. Prendendo coscienza dell'inevitabile: dietro ogni articolo c'è una persona. Diffidare dalla realtà presupposta, cercare rumori di sottofondo, cercare il particolare, il tumulto, l'essenza.

20.00 - "Impunity": ciò che vedrete è reale, tutto è successo e sta succedendo ora. E' introdotto così il film, morti e desaparecidos non possono contarsi, la Colombia è divisa tra guerriglieri e paramilitari, mentre le famiglie chiedono giustizia. Si conosce ancora troppo poco la verità di questo paese in cui la guerra è una macchina di morte messa in piedi da interessi di elite economiche e politiche accordate con il narcotraffico. Mentre la nazione è messa in ginocchio dall'impunità dei colpevoli, mentre si continua a chiedere giustizia. (gp)

19.45 - Si esce da un incontro, quello al Teatro Comunale, che ha tenuto tutti inchiodati alle poltrone per più di due ore. Tanti i temi affrontati, tanti i punti di vista, anche radicali, esposti. Una pioggia di domande sul finale e tutte voci di donna. Le bambole parlano: non accettano un ruolo imposto, ne parlano e vogliono decidere autonomamente che posizione ricoprire nella società. (gr)

19.30 - Tantissimi applausi e partecipazione per Kumi Naidoo. L'attivista scherza e fa battute. Fa anche i complimenti a Ferrara per essere la città delle biciclette. Racconta del suo sciopero della fame e delle lotte contro la povertà iniziate da quando aveva quindici anni. Parla anche della piattaforma petrolifera abbordata due mesi fa: all'arresto, in Groenlandia, ha avuto il supporto della polizia e ha detto che è stata come una vacanza rispetto alle prigioni nel periodo dell'apartheid. (kl)


19.00 - Per chi è appassionato di fotografia stasera l'Internazionale offre un'appuntamento fuori programma. Nella sala 4 dell' Apollo sarà possibile riascoltare la fotografa Jodi Bieber e osservare alcune dei suoi lavori fotografici. Per chi avesse già provato ad assistere ieri, la sala è molto piccola quindi è preferibile arrivare con largo anticipo. Se per caso il nome non suscita nessun immagine , occorre ricordare che Jodi Bieber è una fotografa sudafricana famosa per i suoi lavori con donne che rappresentano la vera bellezza e non le modelle da copertina. Una delle ultime opere che l'ha resa nota anche a chi non si interessa di fotografia è Aisha , l'immagine di questa giovane ragazza Afgana a cui il marito ha tagliato il naso per punirla dopo che lei , stanca delle violenze , aveva tentato la fuga. La fotografa illustra le sue raccolte fotografiche spiegando dettagliatamente le storie e cosa l'ha portata a immortalare un preciso attimo e fa comprendere al pubblico che non c'è molta differenza tra cani e lupi. (cr)

18.15 - Folla spaventosa per Kumi Naidoo, attivista sudafricano di Greenpeace. Piazza municipale è gremita soprattutto di giovani, seduti per terra fino a toccare il palco. Centinaia di macchine fotografiche. Ah, a moderare c'è Barbara Serra di Al Jazeera, se non vi sembra abbastanza. (ao+kl)

17.45 - L'appuntamento con l'America Latina è chiamato "Un posto in prima fila". Io credo di essere all'ottava, ma si sente bene lo stesso. Si tratta di giornalismo letterario dalla Colombia, dal Messico e dall'Argentina. Una letteratura di cronaca che va oltre alla presentazione dei fatti, ma è vita stessa dei fatti. Cosa piuttosto rischiosa in questi paesi: narcotraffico, mafia, suicidi, uccisioni. E la stampa diventa vittima del potere che si serve della stampa stessa per delegittimarla. I giornalisti qui presenti sconsigliano ai giovani di scegliere questo mestiere. Si fa e basta. Specificano che non sono i 140 caratteri e una foto al cellulare a fare giornalismo. Io personalmente sono già arrivata a 231, per la cronaca. (gdv)

17.15 - Nel chiostro di San Paolo c'è la possibilità di scambiare due chiacchiere con Makkox, l'illustratore divenuto popolare grazie alle sue vignette su Il Post. Un'impressione di chi scrive: pensavo fosse più giovane. Ma non so in base a quali elementi avevo questa sensazione. Ed è bello anche per questo poterlo vedere! (ao)
IF2011_7
16.55 - Per capire quanto il problema della donna-bambola sia difficile da accettare e susciti interesse in questo periodo storico, basta solo passare da corso Martiri della Libertà e vedere quanta gente è in fila paziente da più di un'ora. (gr)
IF2011_7
16.35 - Sapevate che anche Stefano Feltri, firma del Fatto Quotidiano, legge Occhiaperti? In realtà gli ha dato un'occhiata perché la nostra inviata d'assalto Klejdia Lazri lo ha intercettato in sala stampa. Giusto per ricordare uno dei tanti aspetti emozionanti di stare a questo festival! (ao)

16.30 - sono tante le crisi dimenticate nel mondo, questo più o meno tutti lo sapevano prima dell'inizo, ma ciò che rimarrà dall'incontro appena finito presso la sala Agnelli in Biblioteca Ariostea non saranno le descrizioni in presa diretta dell'Afghanistan, della Somalia e di altre zone critiche da parte dei relatori, ma la constatazione che solo l'affidabilità, la continuità e la serietà possono essere la chiave per avere un'informazione completa ed equilibrata...e non impazzita come quella di oggi, tutta concentrata su casi tipo Avetrana :( (gc)

16.15 - Chissà se le coppie che hanno scelto di sposarsi oggi in municipio leggono Internazionale. Fatto sta che la discesa degli sposi dallo scalone crea un divertente effetto-tappo all'ingresso della piazza, provocando ansia nella maggior parte dei passanti. (ao)

15.55 - Ma in definitiva, cosa può fare l'occidente per l'Africa? Lo chiede un ragazzo in platea all'Apollo. Yvonne Owuor risponde che bisogna evitare l'idea del grande salvatore che col paracadute scenderà a salvare tutti, perché è svilente. Vogliono incontrarci come essere umani, rendersi utili all'occidente, dare supporto grazie alla loro esperienza e alle esperienze comuni. Ci dice inoltre che non bisogna ignorare l'Oceano Indiano e l'Africa Orientale, coinvolta nelle questioni cinesi e indiane. (kl)
IF2011_8
15.45 - Favoloso. "Hello Daddy!" di Claudio Rossi Marcelli è un libro da avere sul comodino. Divertente, reale, autoironico, sincero: una famiglia gay con i figli. In vitro con amore: da un utero americano a un matrimonio in Svizzera, passando per una persona qui davanti a noi che racconta di problemi normalissimi per tutte le famiglie. Una signora si alza e dice di avere un figlio gay, ringrazia l'autore per aver condiviso con tutti la storia della sua famiglia arcobaleno. (gdv)

15.30 - Il fotografo ivoriano Paul Sika sogna una donna alla guida dell'Unione Africana e immagina un'Africa unita, in cui realizzare il sogno di una perfezione che permetta di liberarsi dai confini. E finalmente respirare una nuova evoluzione. (kl)

15.10 Un bel caffè al chiostro di San Paolo ci sta sempre bene, in mezzo a un turbinio di ospiti noti e meno. (ao)

14.50 - Tutti gli ospiti dell'incontro sull'Africa si dimostrano preparati su molteplici argomenti. Billy Kahora, scrittore keniano, dice come la scrittura libera sia un mercato spesso riservato ai bianchi. Il giovane nigeriano Iheoma Nwachukwu però sorprende tutti i presenti della sala dell'Apollo spiegando come in un suo libro si sia immedesimato nel ruolo di una donna venduta come schiava dalla sua famiglia. Come Flaubert con Madame Bovary,l'ha sentita dentro di sé in modo molto personale, lanciandosi in un viaggio creativo ispirato dall'osservazione delle persone. (kl)

14.15 - Le code fuori dalle sedi degli incontri iniziano a farsi sempre più lunghe e si moltiplicano le voci di chi rinuncia ad appuntamenti segnati sul programma, a causa dell'eccessivo tempo di attesa. (ao)
IF2011_6
13.55 - Igiaba Scego ci introduce all'opinione mondiale verso il continente africano, troppo basato sulla solidarietà. Leggendo una lettera di una donna calabrese che ha sottolineato la mancanza di attenzione verso la diplomazia in quanto continente, non come semplice paese, e verso la mentalità del popolo. Tanto che un quotidiano online mainstream ha relegato la questione alla rubrica "mondo solidale", concentrato più sugli aspetti umanitari di Sud Sudan e Somalia che sul resto. Byniavanga Wainaina, scrittore keniano, ci parla della rivista da lui fondata, il cui nome tradotto in italiano sarebbe "Embé?". Raccoglie le menti più brillanti e dà voce ai giovani, soprattutto della sua generazione, quella del crollo del muro di Berlino. (kl)

12.45 - Appena concluso l'incontro al cinema Apollo che ha visto Luca Sofri, Evgeny Morozov e Michael Anti discutere sui limiti di internet e sull'effettivo ruolo sociale e politico che può recitare. Da una parte il regime autoritario cinese che controlla e veicola le informazioni attraverso la centralizzazione dei server e la riproduzione (censurata) di servizi quali facebook, twitter ecc., dall'altra la situazione occidentale e una sorta di illusoria libertà. "Non si va lontano parlando esclusivamente dei pregi di internet". (eg)
IF2011_5
12.45 - E' contraddittorio il problema degli aiuti umanitari in un'epoca di emergenze e catastrofi. A chi portare aiuto e come? Le organizzazioni umanitarie sono amiche dei cattivi di turno? Con chi cooperare? E' possibile aiutare tutti, e come? L'incontro al Teatro Comunale lascia aperte questioni importanti. C'è un problema nominale: buoni e cattivi, chi aiuta e fino a che punto aiuta?(gp)

12.35 - Com'è la situazione nel mondo per quanto riguarda l'immigrazione? La politica statale ricopre il pianeta come una coltre grigia. Francia e Germani sono piuttosto realiste: ognuno pensi a sé. Spagna e Romania si rivelano i paesi più reattivi nell'affrontare il problema. In Italia invece abbiamo Lucio Battistotti che sta sopra la sua nuvoletta rosa a parlare di solidarietà e ripete le favole del potere europeo. Una nota sull'incontro: Jacopo Zanchini di Internazionale è un ottimo moderatore. Commento personale: non capisco perché quando si parla di flussi, solidarietà e integrazione nessuno specifichi il soggetto. Si sta parlando di soldi o di persone? (gdv)

12.15 - Termina, con il mio disappunto e quello di tanti altri intervenuti, lo show tutto da ridere di Antonello Dose nel chiostro di San Paolo per promuovere un gioco online promosso dal world food program per donare chicchi di riso alle popolazioni del sud del mondo: Food for rice è davvero una bella combinazione di divertimento, occasione per imparare qualcosa, iniziativa benefica...insomma, non si può dire se a breve sostituirà nelle navigazioni ludiche degli italiani giochi più celebri come farmville, ma sarà stato utile, senza dubbio. (gc)

12.00 - Chiedere di usare un pc in sala stampa e vederselo negato in quanto occupato da Barbara Serra, volto di punta di Al Jazeera, è un'esperienza che fa riflettere profondamente! (ao)
IF2011_4
11.10 - Il ritorno delle frontiere, l'Europa davanti alla sfida dell'immigrazione. Ne parlano esponenti del giornalismo di tutto il continente. Far fronte alle frontiere: un assaggio di quello che può significare nell'incontro, troppa gente a Palazzo Massari e lo staff del festival s'impegna per arginare la folla. Corridoi franchi per il passaggio e la sicurezza. E nel mondo, chi è lo staff? (gdv)

11.00 - Fa dannatamente caldo qui fuori! Ormai Internazionale a Ferrara è debitore al riscaldamento globale, che ha reso la rassegna l'ultimo appuntamento culturale di rilievo dell'estate. (ao)

10.40 - Dalla sala stampa: l'atmosfera si riscalda progressivamente e i giornalisti arrivano per l'accredito agli eventi accompagnati dal profumo di caffè. Meno presenti rispetto a ieri i blogger, giunti ieri a Ferrara soprattutto per gli incontri con tema Genova e il G8 del 2011. (gr)

10.00 - C'è una mostra, dentro al Castello Estense, che vale sicuramente l'attenzione dei visitatori. Si tratta di “Urban Survivors”. Cinque grandi fotografi di fama mondiale della Noor (agenzia fotografica, ndr) hanno lavorato accanto a Medici Senza Frontiere per raccontare le realtà delle bidonville, immensi quartieri degradati di grandi città, nel mondo. Francesco Zizola, profondamente toccato dall’esperienza, ieri ne ha descritto soprattutto il disagio sociale di chi ci vive (per violenza, condizioni igieniche e sovraffollamento), delineandone lo scenario con meandri labirintici e angusti vicoli “da cui a malapena si intravede il cielo”. L’istantanea in cui trae un ragazzo lanciarsi da una roccia è forse l’emblema del disagio umano che Zizola vi ha colto. L’anteprima della mostra, che partirà a fine ottobre verso Bruxelles, porta i visitatori a stringersi attorno al monitor in silenzio. Il nostro contatto quasi ne enfatizza la visione. (cb)
IF2011_3
9.30 Siamo pronti per seguire un'altra giornata ricchissima di incontri! Ieri è stata una giornata piena e per certi versi entusiasmante per tutta la nostra squadra, speriamo che questo spirito possa mantenersi fino a domenica. Il primo piatto di oggi è la rassegna stampa internazionale a cura della redazione. In giro le facce tirate di chi ha fatto tardi ieri sera non mancano, compresa quella di chi vi scrive. (ao)

VENERDì 30 SETTEMBRE

00.15 - Il volume del film è inesorabilmente compromesso negli ultimi cinque minuti. Il dvd fornito dalla Fandango è visibilmente rovinato. Il caldo era insopportabile, il film davvero molto intenso. (eg)

22.45 - "Io nemmeno volevo fare un film...non riuscivo a disegnare e volevo impiccarmi, mi hanno proposto di fare un film, non me la sono sentita di rifiutare". Con queste parole il regista/fumettista/scrittore Gipi presenta il suo primo lavoro cinematografico, L'ultimo terrestre. Dopo il successone ottenuto al festival di Venezia il regista sceglie di raccontare l'esperienza della mostra lagunare, accompagnato dall'attore protagonista Gabriele Spinelli: "Ho fatto un film con due lire e da due lire, pieno di errori, quindici minuti di applausi e penso di essere bravo, poi però è uscito al cinema e non è andato a vederlo nessuno. Qui è pieno solo perché è gratis. Lo smentiamo, film godibilissimo. (eg)

22.10 - Le proposte della rassegna cinematografica Mondovisioni non deludono: tanta gente per vedere la prima nazionale di Page One e ancora di più in fila per la seconda visione di Tahrir. E intanto Gipi fa il tutto esaurito in Sala Estense. (ao)

21.10 - Atmosfere serali dal festival: quasi giunti alla fine del primo giorno, raccogliamo i nostri fogli di appunti e come molti giornalisti presenti , con il volto illuminato dalla luce del pc, iniziamo a scrivere approfondimenti degli eventi che abbiamo seguito durante il giorno. (gr)

20.10 - Daria Bignardi e Michela Marzano. L'una presenta l'altra. All'inizio del festival: Karma pesante, l'ultimo libro della Bignardi. Alla fine: Volevo essere una farfalla, come l'anoressia mi ha insegnato a vivere. Donne pesanti, donne leggere. Donne. Donne come Eugenia, la protagonista di Karma Pesante, che affronta quella grande ruota di senso che è la Vita. La sua, sempre piena degli stessi errori, che con il tempo però la fanno soffrire sempre meno. Una donna occidentale che cerca di uscire dalle dinamiche occidentali con una modalità occidentale. Buona fortuna Eugenia! (gdv)

20.00 - Coda molto moderata per assistere a Page One, il documentario sulla vita di redazione del New York Times. Chi scrive rinuncia alla corsia preferenziale per gli accrediti a causa delle potenziali occhiatacce di chi sta in fila. (ao)
matteo speroni
19.30 - Matteo Speroni ha appena finito di presentare il suo libro Brigate Nonni con un reading accompagnato dal cantautore Fulco Orselli. Il libro nasce da una percezione sociale di un futuro non troppo lontano, ambientato in un’Italia attanagliata dalla corruzione e dalla mancanza di pensioni. Un gruppo di persone anziane si uniscono per fare la rivoluzione. Il reading si divide in due parti (lato A e lato B): una immaginaria, L’immagine che crea la cronaca, e una reale, in cui l’autore reinterpreta alcuni fatti di cronaca reale. Ogni estratto dal libro viene inframezzato da intense composizioni di Orselli. (eg)

////////// Gli aggiornamenti precedenti sono andati persi a causa di un inconveniente tecnico. Ce ne scusiamo con tutti, lettori e autori ///////////////
##

Scritto da: Squadra Speciale Occhiaperti IF2011

Data: 29-09-2011

Condividi questa pagina:

Visite: 9516 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli