LIVE \ Melvins e Verdena all'Estragon 05.10.2011

Torna in Italia la storica band statunitense

di Edoardo Gandini
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verdena

La collezione autunno-inverno dell’Estragon regala ogni anno grosse soddisfazioni, questo è sicuro; ciò che però mi creava non pochi dubbi era la presenza di un gruppo storico che ha vissuto il massimo dello splendore una dozzina di anni fa come i Melvins. Saranno ancora in forma o verranno a svernare in Italia come molti altri loro illustri colleghi degli anni novanta? Si trattava effettivamente di un rischio da correre, ma andiamo con ordine perché la sfilata bolognese ha offerto un’altra chicca oltre al gruppo di Washington: un antipasto di lusso a base di Verdena, che hanno arricchito una serata già davvero interessante. Che fosse un’occasione imperdibile lo si capiva immediatamente dal numero di tagliandi staccati nei giorni precedenti al concerto tanto da costringere l’organizzazione del locale a pubblicare diverse note in cui si esortava il pubblico a presentarsi con un certo anticipo alle casse per accaparrarsi gli ultimi biglietti disponibili, in modo tale che non si ripetessero i disagi avvenuti qualche settimana fa per il concerto degli Afterhours. D’altra parte perdere Verdena e Melvins per una cifra cosi contenuta sarebbe stato un crimine.

Per non correre rischi di nessun genere mi presento all’ingresso alle 21.00 precise, con una pizza tanto buona quanto pesante sullo stomaco, mangiata apposta ad una velocità inumana per arrivare in orario. La scelta si rivela comunque azzeccata (non quella di mangiare velocemente) perché il pubblico è ancora piuttosto esiguo e si riversa all’interno del locale con calma e ordine.
Alle 21.30 tocca ai Verdena presentarsi sul palco dell’Estragon, accompagnati dagli applausi della folla, che ormai ha riempito più di metà locale.
Ultima data del lungo e fortunato (e meritato) Wow Tour per la band di Albino, che si congeda dai fan con un set di novanta minuti che ripercorre in lungo e in largo gli ultimi due dischi. Non sono mai stati grandi intrattenitori, questo va detto, e mercoledì sono riusciti a superarsi dicendo al massimo tre parole in tutto l’arco della serata, tutto tempo risparmiato per suonare. Infondo io sono di quella scuola, meno parole più canzoni. Alberto inizia al pianoforte, diventato ormai il suo strumento principale, con la complessa Sorriso in Spiaggia – parte 1 e 2, perfettamente unite tra loro fino a renderle quasi un unico pezzo. L’acustica del locale sembra subire ottimamente l’urto del quartetto bergamasco, anche grazie al prezioso lavoro del loro fonico di fiducia che non si rilassa un secondo per tutta la durata del concerto, aggiungendo effetti e calibrando continuamente i volumi degli strumenti. Tecnicamente, poi, i quattro ragazzi sono diventati mostruosi, eseguendo un live a dir poco perfetto, totalmente privo di qualsivoglia errore. Novanta minuti di esibizione, dicevamo, per la bellezza di diciannove pezzi (alla faccia del gruppo spalla) in cui i Verdena alternano brani di chiara matrice stoner/hard rock come Lui Gareggia e Isacco Nucleare con acustiche ballate come Razzi Arpia Inferno e Fiamme e Nuova Luce.
Con gli undici intensissimi minuti della maestosa Il Gulliver si conclude quindi il Wow Tour, nel miglior modo possibile e con la speranza di non dover aspettare altri tre anni per riascoltarli dal vivo. Nel dubbio, comunque, quest’anno li ho visti per ben quattro volte, uscendo ogni volta sempre più soddisfatto. Grande gruppo.
melvins
Mezz’ora di pausa dal caldo asfissiante ed è già tempo di rientrare; la prossima lezione si chiama "Sludge Metal negli anni ‘90" tenuta dai docenti luminari Melvins.
Alle 23.30 il quartetto statunitense fa il suo trionfale ingresso sul palco, sommerso da un boato che la dice lunga sul ruolo avuto dalla band nella musica indipendente degli ultimi vent’anni. King Buzzo e soci, coperti da tuniche simil-medioevali, iniziano il set con Hung Bunny, brano strumentale dalle forti influenze stoner, facendo capire immediatamente l’andazzo del concerto: a quarantacinque anni suonati i Melvins spaccano ancora di brutto. Non un pochino, spaccano proprio di brutto.
Chitarra, basso, voce (poco presente) e un paio di batteristi in linea perfettamente sincronizzati sono gli elementi dai quali si sviluppa l’energia distruttiva della band; punk, metal e stoner rock le maggiori influenze che, alternate quasi ciclicamente per tutta la durata del concerto e accompagnate da un suono al limite del noise, rendono l’esibizione mai scontata e pedante. Tempi dispari, pennate tipicamente di matrice metal e un basso effettato in primo piano martellano la testa come un ossesso mentre il quartetto si scatena sul palco e tra il pubblico iniziano a vedersi i primi Crowd surfer, come se l’atmosfera non fosse già abbastanza nineties di per sé.
Un’ora e mezza e diciannove pezzi anche per i Melvins, inframezzati da una pausa in cui King Buzzo e Jarred Warren lasciano spazio agli assoli di batteria di Dale Crover e Coady Willis, che con il tempo assumono quasi una dimensione di gratuita dimostrazione di tecnica e sincronia, comunque piacevole. Tra la moltitudine di brani recenti inseriti nella scaletta, spiccano sicuramente le più rappresentative Lizzy e Spread Eagle Bearle, accolte dal clamore della folla ed eseguite come se il tempo non fosse mai passato. All’una precisa finisce il concerto, dopo un bis di ben cinque pezzi e la sensazione che, se fosse stato possibile, i quattro avrebbero continuato per ore.
verdena estragon
Una serata strepitosa doveva essere e una serata strepitosa è stata: da una parte il miglior gruppo italiano (secondo me) in circolazione e dall’altra una leggenda vivente del rock statunitense, per tre ore precise di concerto. Probabilmente l’accostamento non è stato dei più azzeccati, ma penso che andare a sentire un concerto dei Melvins e trovarsi come gruppo spalla gli attuali Verdena sia un'offerta davvero impareggiabile, che ne dicano i puritani.
Salutandovi, allego le scalette integrali di entrambi i set e vi do appuntamento a sabato 15 ottobre, di nuovo all'Estragon, per gli Architecture in Helsinki.

Verdena
1. Sorriso in Spiaggia pt.1
2. Sorriso in Spiaggia pt.2
3. Miglioramento
4. Rossella Roll Over
5. Starless
6. Il Caos Strisciante
7. Badea Blues
8. Nuova Luce
9. Lui Gareggia
10. Canos
11. Castelli Per Aria
12. Canzone Ostinata
13. Razzi Arpia Inferno e Fiamme
14. Scegli Me
15. E’ Solo Lunedì
16. Isacco Nucleare
17. Loniterp
18. Lei Disse (Un Mondo Del Tutto Differente)
19. Il Gulliver

Melvins
1. Hung Bunny
2. The Water Glass
3. Evil New War God
4. AMAZON
5. The Talking Horse
6. It's Shoved
7. Lizzy
8. The Kicking Machine
9. Billy Fish
10. Up The Dumper
11. Electric Flower
12. Queen
13. At the Stake
14. Copache
15. Spread Eagle Beagle
16. A History of Bad Men
17. Ligature
18. The Bit
19. Shevil

Un particolare ringraziamento a Marcello Lotti per le foto gentilmente offerte.
© photo Marcello Lotti (2011)
(all rights reserved) LIVE NOISE
www.mySpace.com/theworm76
www.facebook.com/marcello.lotti

07-10-2011 - visite: 6596

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