LIVE \ Mina Agossi in concerto al Jazz Club 07.10.2011

La cantante franco-africana apre la nuova stagione al Torrione San Giovanni

di Clelia Buccarello
home OA > Musica > Live > Mina Agossi in concerto al Jazz Club 07.10.2011

mina agossi

Si capiva che il primo concerto della stagione 2011-2012 del Jazz Club sarebbe stato decisamente meritevole. Lo si pregustava già dal fatto che rientra in una manifestazione artistica più ampia dal nome "All’ombra della Tour Eiffel", in cui cinema, arte e musica hanno come comun denominatore la Parigi degli anni ’20. Il luogo di propagazione delle principali avanguardie del Novecento per eccellenza (cubismo, dadaismo, surrealismo), in cui si sono creati i presupposti tali da far esplodere il cinema sperimentale e da rianimare il varietà francese con tocchi esotici: il fervore artistico del momento in questo periodo, infatti, ha aperto le porte al folklore della musica nera e al jazz. Quello che non ci si aspettava, invece, è che il concerto è andato ben oltre i confini del jazz e l’omaggio alla Francia. Ad esclusione di un paio di brani francesi, cantati a cappella, il gruppo ha spaziato su vari stili e vari toni, sfociando nei generi rock e bossanova, anche attraverso celebri brani splendidamente rivisitati.

Il Mina Agossi Trio si è rivelato così un eccellente protagonista di una serata già di per sé protagonista. La verve e la limpidezza della voce di Mina hanno reso lo spettacolo poi un gioco ipnotico di mix sonori e virtuosismi canori di stampo afro. Gran parte del pubblico aveva già assaporato (in tutti i sensi) la serata nella sala al piano terra, mangiando davanti ai film muti degli anni ’20 di stampo francese, che omaggiavano soprattutto Josephine Baker, cantante, ballerina e attrice afroamericana. Alle 21,20 ha cominciato a crearsi la fila all’entrata al piano superiore e solo alle 22,00 è iniziato il concerto, quando la sala ha accolto infine anche gli ospiti del piano inferiore. Stoppin’ the clock è stato il pezzo di apertura (brano presente nell’ultimo album della Agossi, dal titolo Just like a lady), a cui è seguito un brano francese solo cantato, dedicato all’ arrondissement parigino di Montmartre. La destrezza nello spaziare tra un genere e l’altro viene subito messo in evidenza dal primo brano cover: quello di Aguas de Marzo, celebre pezzo brasiliano bossanova, a cui segue un pezzo jazz, dove dominano tutti gli strumenti, uno ad uno, a partire dallo splendido assolo iniziale della batteria, per seguire con i virtuosismi alla Louis Armstrong-versione femminile di Mina e le acrobazie di archetto e mani sul contrabbasso. In questo pezzo proprio non poteva mancare il contributo di Mina anche alla batteria, che si diverte a picchiettare a tempo lento e ipnoticamente ripetitivo. E’ un tripudio anche delle sue trecce che si agitano spasmodicamente. Il primo tempo termina con una chicca del repertorio cover di Mina, dove i suoi virtuosismi canori diventano giochi di voce che si dissipano piano piano in sussurri e versi. Il brano è quello di Third Stone from the Sun di Jimi Hendrix. Superlativo.

Quindici minuti di pausa e si riattacca per un’altra ora full (ora non c’è più neanche un posto libero ai tavoli).
Il primo pezzo è cantato in spagnolo, Aquellos ojos verdes, un brano che, come sostiene Mina, è stato “ridipinto” in più modi. Qui si sfocia quasi nel flamenco. L’uso delle nacchere è delizioso. Si prosegue stavolta con un pezzo afro, dedicato agli africani. In questo caso si crea un tripudio di bassi e sonorità calzanti, a cui la batteria fa da padrona. Si torna a un pezzo francese. Anche stavolta solo cantato. La voce di Mina è così limpida e forte che non accenna a interruzioni neanche quando le cade un pezzo dal microfono e il tecnico è costretto a intervenire per riattaccarglielo. “Ou je t’aime?” canta appassionatamente. Si torna poi a due pezzi in pieno stile jazz. Cantato in francese e in inglese, con virtuosismi canori che si sprecano, il primo e con un gran bel lungo intermezzo solo strumentale, il secondo. Siamo pronti alla fine. Mina lo preannuncia con un “e ora un pezzo che tutti conoscono” (ma chiedo venia ai lettori, non sono stata in grado di riconoscere, ndr), dove si raggiunge il culmine della serata. Splendido assolo iniziale del contrabbasso. Si scoprono la voce del batterista che traduce in giapponese il brano (quando si dice l’improvvisazione: eccezionale!) e quella del bassista, alta e forte. Il pezzo non può che concludersi, infine, con la sola voce di Mina, bassa e rauca, in tonalità afro. Fatica a concludersi il brano, perché ci sarebbe ancora troppo da fare.

L’uscita di scena è fenomenale: i tre si abbracciano e si sorreggono, come fossero ubriachi, cantando un pezzo in francese, su tonalità liriche. Gli applausi proseguono per minuti, tanti da sostituire il solito richiamo “bis”, fino a che il trio non risale sulla scena proponendo un pezzo forse troppo forte per un pubblico come questo. Predominano il caos degli strumenti e la velocità tormentata delle mani dei musicisti. Il pezzo datato 1929 sembra qui un purissimo pezzo di improvvisazione. Viene quasi il dubbio che si siano voluti divertire fino all’ultimo istante (tant’è che Mina resta fuori dalla porta a ringraziare il pubblico in uscita. Uno per uno. Con un sorriso a 36 denti. Per prendersi tutto il prendibile. Meravigliosa). Sono stati undici pezzi di sperimentazione senza ombra di dubbio squisitamente magnetizzanti. Il Jazz Club non poteva riaprire in modo migliore.

08-10-2011 - visite: 6275

Condividi questa pagina:

Newsletter:addio CartaGiovaniProtagonisti.Benvenuta youngERcard!
di

Leggi l'articolo

Sapere e Fare 7
di redazione

Leggi l'articolo

Newsletter: Cosplay Party ad Area Giovani
di

Leggi l'articolo

Newsletter: nuovo Occhiaperti.net
di Newsletter

Leggi l'articolo

Incontri sulla Costituzione
di Comunicato Stampa

sala del Consiglio comunale a cura dei costituzionalisti Veronesi e Bergonzini Leggi l'articolo

Luci della scrittura, le parole di Stefano Tassinari
di Comunicato Stampa

tra giornalismo e narrativa Leggi l'articolo

Selezioni tirocini formativi: pubblicati i calendari
di Redazione

Leggi l'articolo

Valid CSS 2 Valid XHTML 1.0 Strict