LIVE \ Planet Funk in concerto

Movimento in the groove...

di Clas
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Sabato mattina, quando, dopo ben 5 ore e 40 minuti di sonno mi sono alzata per andare a scuola (che gioia!), il mio corpo accusava i postumi della sera precedente. Ma l’unica “sostanza” che ho assunto è stata un’overdose di bassi, vibrazioni e luci psichedeliche. Un grande concerto quello dei Planet Funk, allo Zoo Animal Sound venerdì 28 marzo. Il locale era pieno zeppo di gente; dopo aver aspettato molto a lungo (anche se l’attesa è stata piacevolmente allietata dalle immagini sul megaschermo di Damon Albarn & co. e dai videos dei Beasty Boys!), il palco si colora di blu e le luci ci vengono puntate negli occhi. Si inizia con un brano strumentale (Where is the Max, la prima del cd), i bassi pulsano nello stomaco, il ritmo sale vorticosamente, l’atmosfera si scalda, i napoletani alla consolle fanno il loro dovere. Ma sul palco manca il cantante Dan Black, è impossibile non notarlo…per un terzo circa del concerto, al suo posto ci ha fatto venire la pelle d’oca la voce della cantante Auli Kokko, pelle chiara e movenze da bambola ma capace di raggiungere altezze e comporre acrobazie sonore davvero uniche. Dalle canzoni più soft, con un fantastico climax ascendente si è arrivati alla fine del concerto completamente sudati…impossibile non ballare e non farsi accendere dal ritmo. Dopo essere stato a lungo richiesto, ecco che infatti entra sul palco una delle figure più carismatiche della scena italiana (sarà perché Dan Black è inglese?...mah…): pietrificato e poi sciolto il pubblico con i suoi occhi blu, ondeggiando sinuosamente, l’inconfondibile voce della famosissima Who Said appicca l’incendio con Paraffin. Ed è stato un irresistibile movimento di massa dal tramonto all’alba. Circa a metà del concerto, uno dei componenti ha preso la parola, dicendo che stava benissimo, che si stavano divertendo molto e ha annunciato la dedica della canzone che stavano per suonare ad una loro amica: Rachel, una ragazza che era andata in guerra, volontaria per gli aiuti umanitari, purtroppo deceduta qualche giorno prima; sulla dolce melodia di Piano Piano la cantante ha letto una poesia per lei; qualche accendino si è acceso. Poi i bassi hanno ricominciato a palpitare e martellare nella testa…vi lascio immaginare il caos ritmico di corpi quando le orecchie del pubblico hanno sentito l’incipit di Who Said. I Planet Funk hanno riservato The Switch e una replica di Who Said per il bis. Dan è stato veramente fantastico, anche lui chiaramente stremato ma incapace di fermarsi, quasi posseduto, indemoniato dalla musica dei Planet Funk, un ibrido di house, funk, elettronica, soul, ambient e psichedelica. Ho avuto anche l’occasione di chiedergli l’autografo e di baciarlo ( ;-) ) e poi siamo andati a bere qualcosa…no, questo non è vero!


01-02-2006 - visite: 10315

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