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Dec 07 2011

Venerdì 09 dicembre alle ore 21:00

Moni Ovadia al Teatro dei Fluttuanti

di Comunicato Stampa

Il Registro dei peccati

moni ovadia

Un blocco di fogli su un leggio. Un uomo, la sua voce, il racconto. I racconti. Storie vecchie di secoli si susseguono su quella carta bianca. Arrivano alle nostre orecchie come echi di epoche lontane. Vicine.
Moni Ovadia porta in scena al Teatro dei Fluttuanti Il Registro dei Peccati. Difficile dire di che cosa si tratti. Sicuramente è uno spettacolo diverso rispetto a quelli a cui l'artista ci ha abituato. Lui è completamente solo. Lui solito a circondarsi di musica e musicisti, questa volta invece non ha nessuno al suo fianco.
Poche parole iniziali e poi si entra in un mondo di personaggi e vicende tutte ricreate dalla sua, unica, voce sdoppiata in dialetti. Parlate del nostro pianeta. Non vi è un'apparente coerenza. A volte si abbandona a canti dalla tessitura primitiva carichi di pianti, gioie, preghiere. Fratellanza ritrovata. Perduta. Cercata al di là di ogni sciocco confine nazionalistico.
Ovadia si lascia guidare da quella piccola pila di carte aperte in due davanti ai suoi occhi ed è come se proprio in quei fogli trovasse le conferme ai suoi commenti sull'attualità, sulla politica, su quesiti riguardanti questioni particolari ed universali, mostrandoci così come certe cose siano l'essenza di ogni uomo. Verità intaccabili, intatte e non logorate dai secoli che passano.
Moni Ovadia guida lo spettatore nello straordinario mondo ebraico dello chassidismo, germinato al crocevia tra la spiritualità più vertiginosa e la semplicità profonda della pietas, anche verso le manifestazioni più insignificanti dell’esistente. Quel mondo, mistico e concreto, è stato estirpato dal nostro paesaggio umano e spirituale dalla brutalità dell’odio, ma anche con la sua assenza o dai quadri di Chagall ci parla e ci ammaestra, grazie all’eredità di una energia che, in chi la sa accogliere, permette di costruire in sé, per sé e per l’altro, un essere umano migliore, più degno e più consapevole. Incontrare quel mondo, anche solo nel riverbero delle sue iridescenze, percepirne i profumi e ascoltarne la voce è un’esperienza indimenticabile, che trascende la hybris dei religiosi, spiazza ogni ortodossia clericale e smaschera la miseria dei baciapile. quel mondo perduto, inadatto a vivere nel pianeta dominato dai demoni dell’odio, del razzismo e del delirio nazionalista, il divino era celebrato non solo con lo studio e la preghiera, ma anche con il canto, la danza, la narrazione e l’umorismo, sommamente apprezzato dai grandi maestri dello chassidismo per il suo potere anti-idolatrico, perfino nei confronti di un divino non da adorare, ma con cui anche polemizzare a viso aperto.

Moni Ovadia nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un "teatro musicale" assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell'immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

La prevendita per questo e per tutti gli altri spettacoli in cartellone, è disponibile presso la biglietteria del Teatro dei Fluttuanti venerdì, giorno di spettacolo, dalle ore 16 alle ore 19 ed a partire dalle ore 20:00. Informazioni e prenotazioni telefoniche negli stessi orari al numero 0532 805344, in altri orari al 333 5369324. Biglietti interi 20 €, ridotti 17 €.

Il prossimo appuntamento con la stagione teatrale vedranno sul palco un’altra protagonista d’eccezione della scena teatrale nazionale: venerdì 16 dicembre Lella Costa presenterà il recital Ragazze. Nelle lande scoperchiate del fuori. A seguire, venerdì 23 dicembre, grande appuntamento con il concerto Gospel di Natale.

Informazioni e contatti:
telefono 0532 805344 – 0544 971958
Referente: Massimiliano Venturi cell. 333 5369324
e-mail info@teatrodeifluttanti.it- compagnia@arrivanodalmare.it
www.teatrodeifluttuanti.it - www.arrivanodalmare.it


Scritto da: Comunicato Stampa

Data: 07-12-2011

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